martedì 29 dicembre 2009

Le fine come l'inizio

Sta finendo un anno. Si è arato. Si è seminato. Si è curato. Si è raccolto. Fatiche connesse le une alle altre. Fatiche che dipendono le une dalle altre. Sta morendo un anno. Sta nascendo un anno. Il tunnel buio che porta alla luce, comune alla morte e alla nascita. Coraggio di lasciare il vecchio. Coraggio di abbracciare il nuovo. Un augurio. Raccogliere ciò che è stato. Tenerlo presente per ciò che verrà. Umilmente e gioiosamente, rimettersi in cammino, sul sentiero della ri-nascita.
domenica 4 ottobre 2009

Punti di vista

Le cose non sono sempre quelle che osserviamo con gli stessi occhi
ma possono mutare,
a seconda dei punti di vista considerati.
Una casa è una casa
e non cessa di essere una casa,
anche se guardata da punti di vista diversi,
ma, è comunque una diversa casa.
E così possono cambiare i nostri punti di vista sulle cose,
che affrontiamo ogni giorno.
Forse,è il solito, consueto punto di vista sulle cose,
che ce le fa affrontare sempre allo stesso modo,
ottenendo le consuete risposte (G. Gamberini).


La realtà, gli eventi, le relazioni assumono un punto di vista diverso a seconda della persona che le vive. Una relazione non sarà mai “raccontata” in modo uguale nemmeno dalle due persone che la vivono.
Ognuno di noi possiede delle “lenti” con cui guarda, percepisce, pensa.
Lenti che si sono costruite nel tempo tramite le esperienze vissute, l'educazione ricevuta, le modalità relazionali con le figure primarie di attaccamento, il modo con cui i nostri sensi hanno percepito e percepiscono il mondo.
Il modo di guardare a ciò che ci circonda può essere cambiato: Milton H Erickson considerava il cambiamento del punto di vista come la cosa più importante che si poteva ottenere da una terapia, perché segnava l'inizio di un mutamento, che sarebbe poi proseguito a cascata: se io cambio il mio modo di guardare alle cose le affronterò in modo diverso, cosicché otterrò risposte diverse.
Il cambiamento è difficile ma possibile, e lasciandosi andare ad esso si possono scoprire nuove verità rimanendone spesso sorpresi.

Questa estate mi sono imbattuta nei Nuovelle Vague, progetto musicale francese di Marc Collin e Olivier Libaux che si propone di riprendere alcuni classici della new wave e del punk anni 80 e reintepretarli in stile bossanova (in portoghese "voce nuova", ma nel gergo urbano brasiliano, alla lettera, “nuovo pallino” ossia particolare fissazione, è un genere musicale, nato in Brasile alla fine degli anni '50, che trae origine dal samba, in particolare nella forma detta samba canção e, in genere, dalla tradizione musicale brasiliana. È ispirato culturalmente dalla "rive gauche" francese, dalle atmosfere minimaliste di certa musica europea e statunitense dell'epoca, ma soprattutto, dalla atmosfera di rinascita economica e nazionalista del Brasile).

Il nome del progetto, Nouvelle Vague, è un gioco di parole che indica in primo luogo la nazionalità del gruppo, facendo riferimento al celebre movimento del cinema francese dagli anni '60 (la Nouvelle Vague, appunto).

(Un cinema, si è detto, dai toni moralistici e dalle tematiche universali, che veniva considerato dall’opinione pubblica quanto di più distante da una forma d’arte, quasi ridotto a un mero e semplice strumento di intrattenimento. L’amore e il rapporto mistico-religioso con lo schermo, portarono gli intellettuali della Nouvelle Vague a rifiutare una simile concezione di cinema, ed a sviluppare quella che loro stessi denominarono “Politica degli autori”, secondo la quale un film non coincide mai con la sua sceneggiatura, o la sua scenografia, o ancor meno con i suoi attori, bensì con l’uomo che l’ha girato. Il regista diviene così un vero e proprio “scrittore di cinema” che utilizza consapevolmente il mezzo cinematografico per comunicare con lo spettatore attraverso non solo la semplice trama, ma con determinate scelte stilistiche capaci di delineare nel loro insieme una precisa realtà artefatta e significante, che rende possibile riconoscere dai primi fotogrammi di una pellicola il suo autore. Alcuni esponenti sono: François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, Claude Chabrol).

Fin dal primo album, ci sono le due principali caratteristiche del gruppo: la presenza di cover di canzoni degli anni ottanta riarrangiate in stile bossanova; la presenza, oltre che dei due ideatori del progetto, di molte altre figure musicali di diversa nazionalità e stile.
Le varie cantanti che si alternavano nel gruppo erano solite cantare solo canzoni con cui non erano familiari, per assicurare in questo modo che ciascun pezzo avesse una sua originalità.

Inserisco due video: la canzone originale e la cover proposta dai Nuovelle Vague, per usarli come metafora di come uno stesso evento possa avere due punti di vista diversi. Buon Ascolto!

Guns of Brixton - The Clash



Guns of Brixton - Nouvelle Vague



(Informazioni prese da Wikipedia)
domenica 6 settembre 2009

Il corpo, la mente e l'esperienza traumatica

La storia d'amore tra la mente e il corpo è sempre stata molto controversa, difficile. I “grandi” di ogni sapere ne hanno fatto sempre oggetto dei loro studi. Alcuni sono riusciti a far crescere l'amore tra la mente e il corpo; altri, purtroppo hanno ucciso questo amore, tramite la separazione, la divisione tra i due, allontanandoli definitivamente e relegando ognuno in uno spazio deplorevole.

Così, molte persone che non sono riuscite a fare crescere in loro questa meravogliosa storia d'amore, si sono ritrovate ad avere un corpo scollegato dalla mente. Corpo pieno di pulsioni, emozioni, sensazioni che, la mente, influenzata da una morale basata su tale separazione, vede come qualcosa di brutto, da far soccombere o da tenere nel segreto.

Il segreto, la violazione di regole, l'impossibilità di rendere parlabili alcuni pensieri fa sì che proprio quelle pulsioni, quelle emozioni e sensazioni vengano messe in atto senza una riflessione adeguata, senza una elaborazione che porta alla conoscenza di se stessi e fa comprendere il perché di certi pensieri.
Quando si mette in atto una pulsione orientata al bene non c'è niente di male, anzi. I problemi nascono quando le pulsioni e i pensieri messi in atto entrano nella sfera del male. Il superamento di questo confine porta a scendere in un abisso, la cui risalita è quasi impossibile e la mente “criminale” si nutre e cresce. Il proprio corpo perde importanza. Il corpo degli altri perde importanza, diventa oggetto per sfogare le proprie pulsioni malate.
Uomini che violentano donne, uomini che uccidono altri uomini, donne che uccidono i loro figli, bambini violati nella loro intimità da adulti da cui cercano solo amore e attenzione...

E la vittima?
Chi ha subito un trauma, trauma che è sempre collegato al corpo direttamente o tramite influenze di manipolazione psicologica, intraprende la strada, o forse continua, della separazione tra la propria mente e il proprio corpo. Ma, nonostante la “separazione” la mente influisce sul corpo, e viceversa. La separazione è infatti paradossale: sono entrambi sempre e in qualche modo uniti, ma tramite una unione malata.

Così ecco arrivare le malattie psicosomatiche, il disturbo post-traumatico da stress (che fa ripercorrere tramite pensieri, sogni o azioni, l'esperienza trumatica subita), o, nel peggiore dei casi, ci si identifica con il proprio carnefice.

La consapevolezza delle basi psicologiche della malattia può facilitare il processo di guarigione. Se si prende consapevolezza dei conflitti che influiscono sul proprio corpo, ci si può adoperare per superarli.
Chi ha subito un trauma infantile, o anche nell'adultità, ha maggiori problemi di salute rispetto a chi non lo ha subito. Disturbi che riguardano sia il corpo che la mente.

Il problema maggiore di chi ha subito un trauma è che spesso non ne può parlare. Si pensi ai traumi legati alla sessualità, ad esempio, come l'abuso sessuale infantile o uno stupro.
Parlare fa bene, è un bisogno: tramite la parola si capiscono molte cose, si viene a contatto con parti di sé e dell'altro altrimenti non ispezionabili che rimangono nell'inconscio.
Quando non si può parlare di un trauma subito si attua una inibizione attiva che pervade ogni ambito della propria vita, e il trauma riemerge incessantemente tramite sogni, odori, luci, colori, sensazioni ed emozioni, ma anche tramite azioni, comportamenti e scelte.

Come fare? Si può scrivere.
Pennebaker con il suo libro “Scrivi cosa ti dice il cuore” offre l'opportunità di apprendere un particolare modo di scrivere sul proprio trauma e tramite delle ricerche da lui effettuate ha dimostrato che scrivere porta ad una salute mentale e corporea maggiore.
Non solo.
L'esperienza traumatica viene ad assumere dimensioni diverse, più controllabili, più consapevoli. Ci si dà la possibilità di crescere, di maturare e di diventare delle persone più equilibrate.


giovedì 13 agosto 2009

Chiamare la morte



Come quasi ogni mattina, anche oggi, mi collego ad internet e apro la pagina iGoogle: leggo questa notizia.
Il suicidio. Mi sento sempre un po' frastornata quando leggo notizie su persone che si sono tolte la vita volontariamente. Cosa gli può mai essere successo di così angosciante, distruttivo, malvagio da avere il potere di ordinargli un gesto del genere. Gesto che va contro ogni logica di sopravvivenza.
Forse non sono mai state amate. Da nessuno. E, la Tentazione ha preso il sopravvento.
O forse loro stessi pensavano di non essere amati, non lo credevano possibile, per chissà quale ragione. Credo, però, che la mente, e le amozioni, sia formata anche dai messaggi che il contesto in cui si vive, invia all'altro.
Non so. E', di sicuro, un gesto su cui è complicato fare chiarezza e che è intriso di troppe variabili interne alla persona che compie il gesto.
Un gesto di vendetta? Di riscatto? Oppure, l'unico modo, secondo loro, disperato di attirare l'attenzione? Di rimanere nella mente delle persone per sempre, con i sensi di colpa che si attivano in chi rimane?
In chi si uccide o tenta di farlo, il passato, il presente e il futuro si confondono.
Il passato, da dove arrivano spinte all'atto disperato.
Il presente, in cui ci si sente incastrati: giorni uguali l'uno all'altro, senza varianti, senza saper cogliere le sfumature di diversità, di possibili combiamenti.
Ma è il futuro in cui si annida la disperazione. L'incapacità di sperare, di essere rimasto senza futuro, senza progetti, bloccato. Un eterno buio, dove la luce e la speranza non ci sono, non si vedono.
Chiedere aiuto diventa difficile, forse impossibile nella convinzione che nulla si può fare per cambiare le cose. Ci si sente prigionieri.
Allora, paradossalmente ed erroneamente, la morte diventa luce, salvezza, via da seguire.
Un aiuto che arriva in questo momento, non è più valido?
Non credo. Sempre ed in ogni momento della vita è possibile cambiare, anche se bisogna imparare a cogliere i messaggi di salvezza.
Ma credo sia ancora più incisivo e importante arrivare prima, molto tempo prima: se si sta attenti all'altro, se lo si ascolta nel profondo, allora si può prevenire, si può aiutare, si può dare una possibilità in più.
lunedì 10 agosto 2009

Avevo sei anni e mezzo



In quarta di copertina:

"Di fronte al portone, suono schiacciando forte il pulsante del citofono. Mi volto e saluto con la mano Flavio e sua mamma, che mi fanno ciao e se ne vanno. Forse pensano che qualcuno mi abbia aperto. Citofono di nuovo, schiacciando più forte, una, due volte... Non c'è nessuno in casa, e nessuno in strada. Mi guardo intorno, ho sei anni e mezzo, e ho paura".

Questa è la storia di Simone. Siamo in un parco alla (periferia di Torino, uno spiazzo un po' brullo riecheggiante dì grida gioiose, di cigolii d'altalena, di mamme che chiamano ad alta voce i loro figli. Ma è anche un terreno di caccia, per qualcuno che se ne sta tranquillo su una panchina a osservare quello che succede intorno a lui, ad aspettare il momento buono. Per alzarsi, avvicinarsi. Magari regalare due parole dolci, fare una carezza. Qualcuno che il protagonista di questa scioccante storia vera chiama il Falco. Se questa storia è stata scritta, è perché il bambino di allora oggi è cresciuto, ma il Falco è rimasto a lungo con lui, come un dolore sotto pelle, un disagio quotidiano durante gli anni della crescita, per manifestarsi in attacchi di panico improvvisi, mentre l'adolescenza sembrava scorrere normale come quella di molti suoi coetanei. E proprio quando Simone sembrava aver rimosso tutto quanto, ecco che il Falco si ripresenta nella sua vita.

La narrazione è terapeutica. Scrivere questo libro, per Simone, deve essere stato duro come deve esserlo stato leggerlo per le persone che lo conoscono e che gli vogliono bene. Ma, credo che il senso di liberazione provato sia stato appagante, almeno in parte.
In parte, perché il trauma causato dall'abuso sessuale infantile è un trauma che entra nella persona, che lo fa diventare l'uomo che è.
Ripercorrendo la sua storia, Simone ha avuto coraggio di scrivere e di descrivere ciò che il mostro faceva con lui e ciò che gli diceva, cercando di convincerlo che fosse omosessuale e che tutto quello che successe, era per colpa sua, per colpa di un bambino di 6 anni.
Simone è stato, ed è, non solo coraggioso ma ama la vita, ama l'amore e vuole farcela: il suo scritto ne è la testimonianza.
sabato 18 luglio 2009

Nulla succede per caso



"Ogni rapporto è una specie di sincronicità: un evento unico in cui un incontro esterno di individui assume rilevanza emotiva, simbolica e trasformativa.
Molti degli eventi sincronistici.. mostrano che siamo collegati agli altri con legami molto più forti di quanto spesso non siamo in grado di riconoscere, e che ognuna delle coincidenze significative qui riportate conferma il concetto junghiano di inconscio collettivo, secondo cui ogni essere umano condivide a livello psicologico e spirituale un legame con tutti gli altri esseri umani.
Quasi fossimo personaggi di un intreccio, incontriamo spesso la persona o le persone che dobbiamo incontrare. In momenti di crisi o di grande apertura entra in scena per caso un personaggio che diventa per noi una delle figure principali nella storia della nostra esistenza: un coniuge, il nostro migliore amico, l'amore della nostra vita. In altri momenti, quando siamo soddisfatti di noi e della nostra esistenza, si manifestano dei legami che, quasi si trattasse di una forza della natura, sembrano destinati ad emergere.
In altri momenti ancora, quando per paura o per egoismo ci estraniamo dal mondo, gli eventi sincronistici attivano rapporti che ci ricordano con insistenza, ossessivamente, l'impossibilità di ignorare del tutto i nostri legami con gli altri. Quando si verificano eventi simili percepiamo più profondamente la storia che stiamo vivendo, la storia che dice: tu non sei solo.
L'amore è un desiderio primordiale degli esseri umani o, per usare un'espressione di Jung, una realtà archetipica. Poiché ricorriamo alle storie per dare significato e struttura agli eventi, è nelle nostre storie d'amore e di amicizia... che cogliamo una rilevanza unica. La sincronicià di coloro che amiamo, dunque, non risiede soltanto nelle incredibili circostanze in cui si sono formate le nostre storie d'amore, ma nel significato interiore che vediamo e viviamo in queste storie della nostra esistenza".
Dal libro "Nulla succede per caso" di R. H. Hopcke
domenica 12 luglio 2009

Domenica di relax

Mi è arrivata per email da un' adolescente questa "riflessione" sullo stile di vita sano: Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio. ... anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di thè verde senza zucchero per prevenire il diabete. Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sì, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso per berli). Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere i 'L.Cassei Defensis', che nessuno sa bene che cosa cavolo sono però sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i giorni inizi a vedere sfocato. Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di Vino rosso, sempre contro l'infarto ed un altro di bianco, per il sistema nervoso, ed uno di birra, che già non mi ricordo per che cosa era. Se li bevi tutti insieme, ti può venire un'emorragia cerebrale, però non ti preoccupare,perché non te ne renderai neanche conto. Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione. Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore. ... ah, e dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti, ossia dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti... e così via finché ti rimangono 3 denti in bocca, (così non perdi tempo con il filo interdentale) ... e non dimenticare di massaggiare le gengive e di fare il risciacquo con Listerine... Bisogna dormire otto ore e lavorarne altre otto, più le 5 necessarie per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico. Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno (.. ma chi !?). Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (attenzione: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz'ora diventa un´ora). Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni (anche quando vai in vacanza, suppongo). Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, ...per una lettura critica. ...Ah ! Si deve fare l'amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione. Bisogna anche avere il tempo di spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane, un gatto o ... dei figli ?! Insomma, per farla breve, i conti danno 34 ore al giorno. L'unica possibilità che mi viene in mente è fare varie cose contemporaneamente: per esempio: - ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta così ti bevi i due litri d'acqua. - mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) col compagno/a che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra. - ti è rimasta una mano libera ? Chiama i tuoi amici! E i tuoi genitori. Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). - il BioPuritas con la mela te lo può dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l'Actimel, e domani fate cambio. - però se ti rimangono due minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi Amici (che bisogna innaffiare come una pianta). - adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d'acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo ... però devo andare urgentemente al bagno. ... già che sono là ne approfitto per lavarmi i denti.... SE TI HO GIÁ MANDATO QUESTO MESSAGGIO, PERDONAMI ... SAI É L'ALZHEIMER, CHE NONOSTANTE IL MIO SANO STILE DI VITA NON SONO RIUSCITO A COMBATTERE.
sabato 11 luglio 2009

Gomme da masticare

Chi non ha mai provato una gomma da masticare? Credo nessuno, forse i nostri nonni. Ma da diversi anni ormai tutti hanno ne hanno provato il gusto. E di sicuro è un'abitudine che continuerà ad esistere. Si sa che le gomme da masticare proprio bene non fanno, non bisogna eccedere nella masticazione per diversi motivi che vanno da problemi allo stomaco, all'intestino, ai denti e non ultimo alcune ricerche hanno evidenziato che tramite la masticazione assorbiamo i metalli pesanti presenti nelle gomme (come il titanio, già presente nei dentifrici come colorante bianco) che oltre a scatenare allergie o intolleranze si deposita nell'organismo e con difficoltà viene espulso. Non solo. Dopo aver masticato a dovere una gomma, spesso il nostro comportamento è quello di buttarla per terra, senza metterla in un pezzetto di carta. Bene: in Germania lo stato offre un servizio di pulitura che comprende anche il raschiare dall'asfalto le gomme da masticare. Per togliere una gomma dall'asfalto ci vogliono ben due minuti e 1 euro di lavoro. Il peso sulle case dei comuni tedeschi è di 900 milioni di euro l'anno. Pensate che in Italia si consumano circa 23 mila tonnellate di gomme, e se tutti le gettassero a terra il costo per raccoglierle sarebbe circa 23 miliardi di euro!!! Ovviamente in Italia figuriamoci se i comuni si prendono la briga di far togliere le gomme dall'asfalto! Però sia per una questione ecologica che di comportamento sociale sarebbe il caso che cominciassimo ad avvolgere le gomme da masticare nella carta prima di buttarle.
Invece, chissà se, prima o poi, anche qui da noi, come in Scozia, si riuscirà mai a vedere appesi ai lampioni dei cestini speciali fatti apposta per le gomme da masticare.
Mi viene un amaro sorriso perché non so se ne siamo in grado di pensare e attuare una cosa del genere; però, non tutto è perduto: qualche giorno fa sono stata ad un outlet dove ai negozianti è stata vietata la vendita delle gomme per evitare che venissero poi gettate a terra. (così come già avviene in alcuni luoghi pubblici della Scozia). Chissà, magari il passo successivo sarà proprio quello di mettere i cestini speciali!
(Alcune notizie sono state prese da Nuovo Consumo, rivista per i soci Coop)
martedì 7 luglio 2009

Su cento persone

Su cento persone: che ne sanno sempre più degli altri - cinquantadue; insicuri a ogni passo - quasi tutti gli altri; pronti ad aiutare, purché la cosa non duri molto - ben quarantanove; buoni sempre, perché non sanno fare altrimenti - quattro, be', forse cinque; propensi ad ammirare senza invidia - diciotto; viventi con la continua paura di qualcuno o qualcosa - settantasette; dotati per la felicità - al massimo poco più di venti; innocui singolarmente, che imbarbariscono nella folla - di sicuro più della metà; crudeli, se costretti dalle circostanze - è meglio non saperlo neppure aprossimativamente; quelli col senno di poi - non molti di più di quelli col senno di prima; che dalla vita pretendono solo cose - trenta, anche se vorrei sbagliarmi; ripiegati, dolenti e senza torcia nel buio - ottantatre prima o poi; degni di compassione - novantanove; mortali - cento su cento. Numero finora invariato. (W. Szymborska)
mercoledì 24 giugno 2009

Boicotta la coca-cola

Il 22 luglio 2009 sarà la giornata internazionale di Boicottaggio della Coca Cola.

Dal 1994 ad oggi in Colombia sono stati assassinati 8 sindacalisti che lottavano per la dignità dei lavoratori della Coca-Cola.

Per tali motivi Coca Cola sta subendo un processo negli Stati Uniti con l’accusa di crimini di lesa umanità.

Per difendere la vita dei suoi militanti e i diritti sindacali nelle imprese imbottigliatrici della Multinazionale, il sindacato ha lanciato dal 2003 una campagna di boicottaggio internazionale.

Da parte sua la Coca-Cola continua a rispondere alla campagna mondiale con il silenzio o con truffe mass-mediatiche.Inoltre da Roma doveva partire tempo fà l'inchiesta indipendente negli impianti Coca-Cola in Colombia.

BOICOTTA COCA-COLA

Ed ora, curiosità (si fa per dire):

- Se si mette un osso in una lattina di coca-cola, l'osso di dissoverà in due giorni
- L'acido citrico contenuto nella coca-cola dissolve le macchie delle lavastoviglie
- Per ripulire oggetti corrosi da perdite di batterie di automobili versarvi sopra una lattina di coca-cola e lasciarla sulla corrosiaone
- Per togliere le macchie di ruggine da paraurti cromato delle auto strofinare il paraurti con un pezzo di foglio di alluminio baganto con la coca-cola
- La coca-cola light è considerata sempre più per i medici e i ricercatori una bomba ad orologeria ritardata per colpa della combinazione coca+aspartame, sospettata di essere la causa del Lupus e di degenerazioni del sistema nervoso
- Leggete inoltre cosa scrive disinformazione sulla coca-cola

Anche per gli assidui consumatori della coca-cola: il 22 luglio astenetevi dal comprarla!!!!

lunedì 22 giugno 2009

Rispetto

Dal libro "Fiabe ebraiche": Pesci C'era una volta una famiglia di buoni ebrei che viveva in un villaggio di mare. Il padre ogni giorno andava a pesca e portava a casa il pesce da vendere al mercato. Il figlio, che amava e ammirava molto il padre, insisteva per andare a pesca con lui, ma questi temeva che il ragazzo cadesse in acqua e annegasse, così gli diceva sempre: "Tu sei troppo giovane per venire a pesca, Studia, e impara le parole della Torah, allora potrai superare ogni avversità e ti porterò con me". Il ragazzo cresceva, studiava e discuteva volentieri di tutto ciò che imparava. Un giorno, mentre il figlio raccontava le meraviglie della Torah, il padre lo interruppe e disse: "Ora, figlio mio, hai imparato abbastanza. La Parola che custodisci dentro di te ti proteggerà da ogni pericolo, domani verrai con me a pesca". Si svegliarono presto al mattino e uscirono in barca. Quel giorno la pesca fu molto fruttuosa. A un certo punto il padre perse di vista il ragazzo. Lo cercò nella barca e lo vide a poppa, intento a liberare i pesci dalla rete e a rigettarli in acqua. "Ma che stai facendo?" gli chiese arrabbiato. "Sono vivi, e sono troppi per noi! Dio ci ha fatti a sua immagine e somiglianza affinché dominiamo sui pesci del mare, ma la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli: c'è solo un soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. Tengo il necessario per mangiare, e restituisco il resto al mare. Questo è quello che ho imparato dalla Torah." Il padre si infuriò con il figlio, dicendogli che non aveva capito nulla, che era uno sciocco, e gli si avvicinò per picchiarlo. In quel mentre scivolò sulla rete e cadde in mare. Il figlio accorse alla sponda della barca e vide il padre che, in procinto di annegare, gridava implorando il ragazzo di aiutarlo. Allora il figlio si rivolse ai pesci e disse: "Dio ha creato gli uomini a sua immagine, e ha ordinato loro di dominare i pesci del mare. Ecco, io vi ho restituito la vita, ora voi restituitela a mio padre!" Subito un branco di pesci sollevò l'uomo e lo accompagnò alla barca. Il figlio lo aiutò a salire e gli sorrise. Il padre lo abbracciò, piangendo di gioia.
sabato 13 giugno 2009

Tutti

Questa è la storia di 4 persone chiamate: Ognuno, Qualcuno ,Ciascuno, e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l'avrebbe fatto, Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare. (Fonte: VivoForte)
domenica 10 maggio 2009

Sedici anni fa: il giudizio




Salmo di Davide
Chi è degno, Signore,
di stare nella tua casa,
di abitare sulla tua santa montagna?

Chi si comporta onestamente,
pratica la giustizia,
parla con sincerità.
Non usa la lingua per calunniare,
non fa torto al suo prossimo,
non parla male del proprio vicino.
Disprezza chi non è gradito a Dio,
ma stima chi teme il Signore,
mantiene la parola data
anche a proprio danno.
Non presta denaro ad usura,
non accetta doni contro l'innocente.

Chi agisce in questo modo
vive sicuro, per sempre.

Salmo di Asaf
[..]All'uomo malvagio, Dio dice:
"A che ti serve recitare
i miei comandamenti,
riempirti la bocca della mia alleanza,
se poi rifiuti ogni correzione
e disprezzi le mie parole?
Vedi un ladro e già sei suo complece;
fra gli adulteri sei di casa.
La tua bocca sa dire solo cattiverie,
la tua lingua fabbrica imbrogli.
Ti metti a parlare di tuo fratello,
disonori il figlio di tua madre.
Tu agisci così e io dovrei stare zitto?
Pensi che io sia come te?
No, ti accuso, ti rinfaccio ogni cosa!
Fate attenzione, voi che trascurate Dio,
posso farvi a pezzi e nessuno vi salverà.
Chi offre come sacrificio la lode,
mi onora davvero.
A chi prende questa strada
io mostrerò salvezza".

Polemica contro un prepotente
Perchè ti vanti del male, o grand'uomo,
e disprezzi la bontà di Dio
che dura per sempre?
La tua lingua trama delitti,
è tagliente come un rasoio,
è una fabbrica di falsità.

Ami il male più del bene,
la menzogna più della verità.
Ti piace, perfida lingua,
rovinare tutto con le tue parole.
Ma Dio rovinerà te per sempre,
ti strapperà dalla tua casa,
ti sdradicherà dal mondo dei vivi!

I fedeli lo vedranno, pieni di stupore;
si burleranno di lui e diranno:
"Ecco l'uomo che non ha posto in Dio
la sua fiducia:
ha contato le proprie ricchezze,
si è fatto forte dei suoi imbrogli!"
[..]

Colgo l'occasione di questo post per fare i miei più sentiti complimenti (per chiarire: è ironico!)a quelle persone che, in una città italiana, hanno usato i bambini e l'incitamento alla pedofilia per fare pubblicità al loro negozio. Non credo e non voglio linkare la notizia - che è di qualche giorno fa - per rispetto a tutti i bambini e per non "stuzzicare" le idee malvagie di chi le ha. "Chi ha orecchie per intendere, intenda".
mercoledì 22 aprile 2009

Green Generation Campaign

Oggi è l'Earth Day un giorno importante e destinato a sottolineare qualto le risorse naturali della Terra siano importanti e vitali. In tutto il Mondo si celebra questo giorno con manifestazioni, concerti e feste a cui partecipa all'incirca mezzo miliardo di persone.

In particolare l'Earth Day di quest'anno segna l'inizio di una campagna di sensibilizzazione (la Green Generation Campaign) per la ricerca verso un futuro dove si utilizzeranno al massimo le energie rinnovabili.

Per avere maggiori informazioni ed essere al corrente di tutte le attività orgenazzate sulla salute della Terra potete visitare il sito dell' Earth Day Network.

Per celebrare la giornata mondiale della terra National Geographic organizza una campagna di sensibilizzazione mondiale sull'eco - sostenibilità rivolta ai suoi lettori e telespettatori dal titolo 'quello che fai conta'.

Attraverso la musica, la presentazione di ricercatori e dei loro progetti e la partecipazione attiva a un progetto di forestazione del Comune di Roma, National Geographic Channel vuole rappresentare la voce di Roma e degli Italiani in questa importante ricorrenza internazionale.

Questa sera un grande concerto a impatto zero sull'ambiente con artisti italiani e internazionali sarà trasmesso da piazza del Popolo in diretta televisiva internazionale e in diretta radio nazionale.Tutto il mondo potrà inoltre seguire la manifestazione dal sito internet dedicato.Sul palco di Piazza del Popolo si esibirà Ben Harper con i brani inediti dell'album che uscirà il 24 aprile e la sua nuova band, Retentless7; a rappresentare l'Italia saliranno anche i Subsonica, per l'Africa la giovane cantante nigeriana Nneka, e Bibi Tanga & The Selenites, uno dei primi gruppi a firmare per la neonata etichetta discografica Nat Geo Music.

Sul palco si alterneranno ai musicisti alcuni ricercatori che presenteranno progetti ambientali sia italiani sia internazionali.

Anche Adriano Celentano presenterà 'Sognando Chernobyl', un video choc che verra' trasmesso alle 22.15 su Sky Uno e alle 23.50 su Nat Geo Music, mentre Fiorello, nel corso dello spettacolo al Palatenda di Piazzale Clodio, dedichera' ampio spazio all'evento. E ancora, sara' nelle radio da oggi Il Gigante, brano rock a impatto zero dei Rio, cantato insieme a Fiorella Mannoia con la partecipazione del comico Paolo Rossi.

Oltre alla musica il concerto gratuito romano dà anche l'esempio con la formula Impatto Zero®, un progetto promosso da Life Gate: l'anidride carbonica prodotta per mettere su l'evento verrà ripagata con nuovo ossigeno dagli alberi piantati in Costa Rica e i mille che verranno piantati a Roma, nella Riserva della Valle dell'Aniene.Anche la Nasa fornisce il suo contributo rendendo disponibili una serie di immagini spettacolari del pianeta riprese da bordo della Iss, la stazione spaziale internazionale orbitante.

Le immagini, ad alta definizione, saranno visibili in tre fasce orarie: dalle 12:00 alle 15:00 (ora italiana), dalle 18:00 alle 20:00 e dalle 22:00 alle 01:00 di giovedi. Ogni 90 minuti, la stazione effettua un giro completo attorno alla Terra e dalla Iss, ogni giorno, si possono vedere 16 albe e 16 tramonti.

Buon Giorno della Terra a tutti!!

(Fonte, fonte)

lunedì 13 aprile 2009

TAV: comoda, ma...

Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie.
Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la "grande opera" esiste una scia di "grandi disastri" che la segnala fedelmente.
L'abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico.
I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane.
Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno.
Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d'acqua.
Ma le cifre non sono niente.
Per farsi un'idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio.
Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre.
Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico. Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli.
La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l'inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C'erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla.
Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia OAS_RICH('Middle');
Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie.
Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere.
Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze.
E del Mugello a secco chi se ne frega. Paolo Chiarini, 30 anni, ingegnere ambientale, è cresciuto sui fiumi e, quando il Carza sparì di colpo un giorno di febbraio di 11 anni fa, fu il primo ad accorgersene.
Corse in Comune ad avvertire, ma gli risposero giulivi: "Per forza, non è nevicato". Capì subito che l'unica acqua che interessava gli italiani era quella del rubinetto, e fece l'unica scelta possibile: combattere da solo. Da allora Paolo ha battuto ogni rigagnolo e raccolto dati. Oggi ci fa da guida su questa strada partigiana. A Campomigliaio c'era la piscina naturale dei fiorentini. Poi è arrivata la talpa maledetta che ha "impattato" la falda e oggi sul greto resta solo un ridicolo cartello "Divieto pesca" e, a monte, uno scolo fognario a secco. Il Carlone era il paradiso dei pescatori.
Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta "Ciao, è stato bello". Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente.
Una finzione. S
opra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro.
Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s'è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte.
Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto.
A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s'infila sotto l'autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l'Appennino perde asprezza, l'orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso.
Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l'avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. "Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano".
A Sergio Pietracito hanno fatto di tutto. Gli hanno tolto l'acqua per gli animali, fatto franare il bosco, aperto crepe in casa, semidistrutto i frutteti con le polveri, terremotato il sonno con esplosioni, ventole al massimo, bip di cicalini, fischio di allarmi, rombo di tir in retromarcia. Poi, a cantiere chiuso, gli hanno ripristinato i terreni con zolle miste a cemento, plastica e ferri arrugginiti. Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali.
L'italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare.
La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria. Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un "trek" nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto "i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini". Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua "finta" in quota.
Dopo il crinale, il versante del Santerno ci sbatte davanti l'ultimo sacrilegio. Sul lato della Sieve avevamo censito pozzi defunti col nome di santi e beati. Qui, nell'abbazia di Moscheta, succede di peggio. Hanno rubato l'acqua santa.
La pieve, per riempire il suo secolare abbeveratoio rimasto a secco, deve farsi sparare acqua da Fiorenzuola. Sempre per quei maledetti ventidue minuti. Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi. Sopra, il sentiero dove un tempo Dino Campana andava a Firenze incontrando bande di musicanti e pescatori di fiume.
Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall'uomo. Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto? Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s'apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. E
d è solo il preludio dell'ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi.
Ora si procede solo a piedi, tra ghiaie terribili, guadi algerini, qui nell'Italia di mezzo a fine inverno. Tre anni fa Chiarini vide e fotografò vasche piene di pesci putrefatti. Da allora è morte biologica.
Querce cadute, polvere, vento, lucertole. Sotto, la galleria spara la sua traiettoria in un fondale umido carico di bitumi.
Qui sopra, il biancore abbacinante di un greto. La frazione di Castelvecchio - sopra l'ultima finestra della Tav in terra toscana - ha perso il suo acquedotto nel '98. Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo.
Ma per metterci quale acqua?
Con quale canalizzazione?
Cementificando gli impluvi?
Ricoprendoli di resine?
Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore?
La parola catastrofe non basta.
Il viaggio è finito.
"Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa" brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. "Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo".
lunedì 6 aprile 2009

Quando dormire è come morire

Gli italiani dormono!


Dormono nel capire quando ci sono avvertimenti sismici tali da preoccupare chiunque.

Dormono quando l'unica persona con un po' di palle da dare l'allarme di una imminente forte scossa di terremono non viene creduta (parlo di Giuliani).

Dormono le persone che lo hanno denunciato per allarmismo.

Dormono le persone che continuano a fare polemica su di lui, uno che se ascoltato sarebbe diventato un salvatore.

Dormono le persone che non sanno accettare i propri limiti.

Dormono quando arrivano tre ore dopo a dare i soccorsi a chi è rimasto sotto le macerie.

Dormono quando dopo una scossa di tale intensità, nelle città vicine sono rimasti negli appartamenti, invece di scendere per le scosse di assestamento.

Dormono e non sentono, sono diventati sordi a tutto.

Dormono perché non hanno reazioni, di nessun genere.

Dormono quando chi ha reazioni viene preso per pazzo o per dissidente.

Dormono quando non si rendono conto che i capri espiatori portano anche il loro peso, le loro colpe e le loro mancanze.

Dormono e non si rendono conto di essere narcotizzati.

Dormono quelli che continuano a dire che era impossibile prevederlo, quando è evidente che qualcuno lo aveva previsto.

Dormono le persone che rifiutano gli aiuti provenienti dagli altri paesi (un aiuto non si rifiuta mai!)


Dormire è sano e vitale, ma in questo caso ha procurato la morte!


Una preghiera, dal profondo del mio cuore, alle vittime morte, ai loro cari e, a chi non ha più la propria casa.



sabato 14 marzo 2009

Uomini-donne: 0 a 10


Morire o rimanere invalidi in seguito ad un incidente stradale è terribile. Non credo di riuscire a trovare le parole adeguate per una esperienza del genere.

A mio avviso è sempre poco quello che si fa per prevenire gli incidenti. I controlli sono pochi, ce ne vorrebbero di più e ancora di più. E fatti seriamente.

Le persone ubriache continuano a guidare.
Le persone che vanno di fretta e anche quelle che non ci vanno continuano ad andare troppo veloce.
La maggior parte dei guidatori non si ferma davanti alle strisce pedonali.
I sorpassi vengono fatti in situazioni a rischio.
Poca pazienza verso chi va piano.
Tutti pensano di essere migliori guidatori dell'altro e in nome di questa bravura metto a rischio la propria vita e quella degli altri.
...
Si può continuare all'infinito.

Ma pochi si soffermano a pensare che gli incidenti possono capitare anche a loro e che la vita si può perdere in un attimo, e che la funzionalità di un arto o di una parte del corpo ci può essere tolta per sempre. Magari per una stupidaggine, magari bastava solo andare più piano.

E, in tutto questo le statistiche che vengono fatte sugli incidenti che riguardano il genere femminile piuttosto che quello maschile mi fanno venire i brividi.
Articoli scritti per lo più da uomini che cercano di discolparsi degli incidenti (che causano loro in numero nettamente superiore) indicando come gli incidenti causati dalle donne siano in aumento. E' questo il motivo? Perché c'è sempre un motivo per cui si fa o si scrive qualcosa.
Che bravi.

Questo articolo in special modo: dove vengono accusate le donne dell'aumento di incidenti causati da loro. Ma che bravi, voi uomini (è questo il piano su cui volete un confronto?)
Penso che quel 91% di uomini che causa gli incidenti debba mettersi la mano sulla coscienza e cercare di modificare il comportamento che ha alla guida del proprio mezzo.
E anche chi scrive questi articoli (di cui sopra) in cui viene sottolineanto il misero 9% di donne che causano incidenti senza minimamente parlare del restante 91% (lo riscrivo: 91%) di uomini che ne sono causa.
Vorrei ricordare questa storia di cui ho messo il bannerino sulla colonna a sinistra del blog, rivolgendomi a chi si mette alla guida dopo aver bevuto o sotto effetto di droghe.
E Laura (chi segue questo blog la conosce) di cui metto qui la prima frase con cui si descrive nel profilo di blogger "HO VISTO MOLTO PRIMA DI DIVENTARE CIECA TOTALE E SORDA PARZIALE A CAUSA DI UN INCIDENTE DI MOTO (ANCORA NON RISARCITO)".
Andate a conoscerla.

(Foto: mazzo di fiori su un palo della luce a testimonianza di chi non c'è più a causa di un incidente)
mercoledì 4 marzo 2009

I padroni risponderanno del comportamento aggressivo dei loro cani

Diffondo questa notizia:
Fedele compagno di giochi e amico dell’uomo (quello buono) anche il cane dovrà fare i conti con la legge quando sgarra.
Dopo tante tragedie è stata varata l’ordinanza che mira a interrompere l’escalation di aggressioni: "Abbiamo introdotto la responsabilità civile e penale del proprietario — afferma il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini — superando la black list, la lista delle razze messe al bando".
In altri termini non era possibile stabilire il rischio di aggressività a priori. Dogo, pitt bull e rottweiler non saranno "criminalizzati" più di altri. Sparisce la discriminazione razziale, ma non si illudano: sono tutti sotto esame.
A rispondere del comportamento del cane sono i padroni e quanti occasionalmente li hanno in affido e li portano a passeggio. Per tutti, ed è la prima volta che accade, vige l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio in aree urbane e luoghi aperti al pubblico. Altre novità sono l’istituzione del patentino e l’elenco dei soggetti aggressivi affidato alle autorità veterinarie. Il registro dei cani "impegnativi" è il passaggio cruciale. Ma chi si attiverà a cascata se segnaleremo ai vigili che il vicino ha una "belva" che ci spaventa?
Sono i servizi sanitari che localmente, nei casi potenzialmente a rischio, devono tenere un registro e fissare misure cui saranno sottoposti i cani impegnativi. Tutti i veterinari, anche i liberi professionisti che più spesso entrano in contatto con animali problematici, sono tenuti a fare leva sui proprietari. Questi saranno anche obbligati a stipulare una polizza assicurativa e seguire appositi corsi che si concluderanno con l’attestazione (il patentino) che vincolano il titolare ad adottare precauzioni, non ultima quella di applicare la museruola, mentre il guinzaglio, non più lungo di un metro e mezzo, è obbligatorio per tutti, anche per i cani di piccola taglia. E non dimentichiamo, in tema di doveri, l’obbligo di rimuovere le deiezioni dopo il fatidico bisognino.
L’ordinanza sarà operativa a tutti gli effetti nel giro di un mese. Scoraggia anche l’incitamento alla violenza. Il cane non dovrà essere sottoposto a doping, addestramenti o mutilazioni che ne esaltino la ferocia. (Fonte)
(Foto: cane nero sdraiato per terra)

Vita da blogger: i premi :)

In diverse occasioni ho espresso il mio parere sui premi dati ai blog (qui e qui). Mi piaceva tenerli in home, ma mi è stato detto che il blog si apre con lentezza e, questo mi dispiace.Mi è stato suggerito di togliere alcune immagini che appesantiscono la pagina.

Di "togliere" proprio non mi va, perciò ho deciso di dare un posto diverso ad alcune immagini, cominciando da quelle inerenti i premi regalati al blog. Sarà quella in alto l'unica icona (in cui è raffigurata una donna stressata al pc e le scritte "vita da blogger" e "quando i premi sono meritati" ;) che comparirà in home e che rimanderà alla pagine di questo post dove raccoglierò tutti i premi ricevuti e, se ci saranno, anche i futuri! (Oltre al post specifico che ogni premio ricevuto richiede di fare :)

Ora i premi ricevuti :))

  • Arte Ponto Vida (immagine con sfondo blu e la scritta arte ponto vida) : ricevuto da Solar Time e qui il post dedicato
  • Brillante WeBlog-2008 (raffigurante un diamante con i colori dell'arcobaleno e la scritta "brillante weblog premio-2008): ricevuto da Michela e Cacio91, e qui il post dedicato

  • Premio Dictat che vuole premiare chi ha fatto un “uso criminoso della blogosfera”, ossia chi ha fatto informazione, chi ha diffuso libero pensiero e spirito critico, chi ha incoraggiato lo sviluppo di una consapevole coscienza e di una coscienziosa consapevolezza: ricevuto da Manu

martedì 17 febbraio 2009

Nei pressi delle rotatorie (o rotonde)

Grazie ai finanziamenti europei, i comuni che hanno introdotto le rotatorie agli incroci sono notevolmente
aumentati anche in Italia (mentre non sono previsti finanziamenti per i semafori). Sembra infatti che la rotatoria diminuisca gli incidenti: se lo dicono le statistiche, allora ci devo credere.

Probabilmente ciò che mi succede quando guido nei pressi di una rotatoria è una piccola realtà. Si, perché mi domando come mai risultano meno incidenti quando c'è una rotatoria se la maggior parte dei guidatori non sa quali sono le regole stradali in caso di rotatorie, appunto.
Casi di incidenti a parte, di sicuro le rotatorie sono "bravissime" a creare traffico ed ingorghi maggiori che non se ci fosse un semaforo.

Comunque, nel disegnino sottostante c'è una rotatoria. Le macchine che stanno già percorrendola hanno la precedenza rispetto a quelle che arrivano dai rettilinei.
Infatti i segni per terra (che ho evidenziato con una freccia rossa) stanno ad indicare che si deve rallentare per dare la precedenza a chi sta compiendo il giro. A volte, oltre i segni per terra mettono anche il segnale di dare la precedenza (è quel tringolino con il bordo rosso e lo sfondo bianco, con la base capovolta che si trova ogni tanto, così, in prossimità di un incrocio).
Questo significa che le macchine che arrivano dai rettilinei, anche se vengono da destra rispetto a chi sta percorrendo la rotatoria, non hanno la precedenza, devono invece darla.

Allora, mi spiegate perché ogni volta che faccio una rotatoria ed ho la precedenza, quello che arriva dal rettilineo sulla destra crede di avere la precedenza? E ogni volta rischi che mi venga addosso oltre che prendermi regolarmente insulti che dovrebbero essere rivolti a loro?

sabato 14 febbraio 2009

Giornata della lentezza

Il 9 marzo 2009 ci sarà la terza giornata della lentezza. La giornata si svolge con degli appuntamenti in luoghi stretegici per pensare, discutere, confrontarsi sull'uso che le persone fanno del tempo, sulla frenesia che colpisce e dilaga sempre più, sul cercare uno stile di vita più tranquillo, per vivere pienamente e con serenità ogni momento della giornata (anche in mezzo al traffico cittadino).
La giornata sarà promossa in tutto il Mondo: quest'anno la sede della manifestazione sarà Tokyo. In Italia se ne occupa l'associazione di volontariato L'Arte di vivere con lentezza, con sede a Milano, che sta raccogliendo le adesioni dei comuni, delle associazioni ma anche delle fmaiglie che vogliono partecipare, dedicando la giornata del 9 marzo alla lentezza.
Ecco i 14 comandalenti che si devono seguire per abbracciare uno stile di vita lento:
1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche inascensore)
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14)Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.
... e i 7 comandalenti in cucina 1) Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate... crediamoci! 2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un'ottima scelta per controllare colesterolo e peso. 3) E' scientificamente provato che l'acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore? 4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto ... anche l'udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!). 5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura. 6) Evitiamo il "due in uno"! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo. 7)Non precipitiamoci ... il cinema, la lavastoviglie, l'ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano
Per maggiori informazioni andate direttalente nel loro sito: L'Arte del vivere con lentezza.
mercoledì 11 febbraio 2009

Attilio Manca: un caso ancora da sviscerare


Ricordo volentieri questo ragazzo, Attilio Manca, che ormai da 5 anni non c'è più. C'è nebbia sulla sua morte verificatasi in una situazione veramente paradossale.

Lo ricordo con piacere perché credo fosse una persona veramente buona, nel profondo.
Lo ricordo con piacere perché era una gran professionista che avrebbe potuto salvare la vita a molti.
Lo ricordo con piacere perché vorrei che non fosse morto.
Lo ricordo con piacere perché tutte le morti di ragazzi che in qualche modo vengono collegate alla mafia, alla camorra o a sistemi simili, vorrei che non ci fossero.
Lo ricordo con piacere in nome proprio di tutti i bambini, i ragazzi, gli adulti che sono morti innocenti.
Attilio, riposa in pace.

Di seguito la storia del suo "caso", ripresa da un post scritto sul blog di Benny Calasanzio Borsellino:

Forse un giorno vi racconteranno la storia di un medico, un urologo tra i migliori in Italia, che si suicidò quattro anni fa, 12 febbraio 2004, nella sua casa, a Viterbo.
Vi diranno che era depresso, che era triste, e che decise che era meglio farla finita.
Lui si chiamava Attilio Manca. Dottor Attilio Manca.
Si iniettò allora, due volte, sui polsi, una miscela esplosiva di alcol, calmanti ed eroina per farla finita.
Nel polso sinistro però.
Lui che era mancino, in punto di morte, scoprì che era abile ad usare anche l'altra mano.
Mentre entrava in circolo il mix, diede una testata su qualche muro deviandosi il setto nasale.
Poi cominciò a sbattere in giro per la casa, a procurarsi ecchimosi ed ematomi su tutto il corpo. Cosparse la casa del suo sangue, sul letto, sotto il letto, mise il tappo alle due siringhe e ne mise una in bagno e una in cucina.
Poi finalmente morì.
Suicidio.
Caso chiuso.
Come Peppino Impastato che si fece esplodere dopo essersi auto-pestato a sangue ed aver cosparso di tracce ematiche tutta la campagna.
Il dottor Manca in effetti aveva una vita che lasciava presagire al peggio.
A trentaquattro anni era già un luminare, sapeva effettuare l'intervento alla prostata per via laparoscopica.
Oltre a lui in Italia c'era solo un altro medico in grado di farlo.
Lo ritrovarono in quella casa i suoi colleghi. Prostata.
La prostata mi ricorda Bernardo Provenzano.
Poveraccio Binnu, dovette andare fino a Marsiglia per operarsi.
A proposito, aggiungo una sciocchezza che per gli inquirenti ha poco conto. Infatti è solo una coincidenza, figuratevi.
All’insaputa dei colleghi, l'urologo aveva effettuato un viaggio in Costa Azzurra proprio nell’ottobre 2003.
A Marsiglia.
Lo disse ai genitori, nel corso di due telefonate. Anche Bernardo Provenzano, nell’ottobre 2003, si trovava in Francia.
Guarda un pò! A Marsiglia.
Attilio Manca disse ai genitori di trovarsi lì perchè doveva assistere ad un intervento.
I familiari credono sia stato costretto a visitare, ad operare o ad assistere proprio Bernardo Provenzano.
Io ne sono fermamente convinto.
Basta leggere. E il suo comportamento in quel periodo, lasciava intendere che ci fosse qualcosa di storto, in effetti. Non è difficile da credere che Bernardo Provenzano, quel vecchietto inoffensivo che mangiava pane e cicoria, abbia preteso di essere visitato ed assistito da un luminare dell'urologia, da uno tra i migliori in Italia e, a lavoro finito, lo abbia messo a tacere.
A parte gli accompagnatori, infatti, Provenzano avrebbe avuto solo un altro italiano accanto in Francia.
Meglio assicurarsi il suo silenzio. Le indagini sono state chiuse e archiviate con una superficialità che ha del criminale. Due telefonate tra Attilio e la madre sono sparite dai tabulati.
La mattina del 12 febbraio, invece, Attilio aveva chiamato i genitori, chiedendo loro di portare dal meccanico riparare una moto tenuta a Terme Vigliatore. Dopo la sua morte i genitori c'andarano dal meccanico, ma la moto era perfetta. Forse Attilio già in mattinata era in ostaggio. Forse non poteva nemmeno parlare a telefono. Attilio aveva addirittura in programma un periodo di volontariato in Bolivia con Medici senza Frontiere, e un training a Cleveland, Stati Uniti, presso un istituto altamente specializzato. Strana una vita così pianificata e dinamica per un'aspirante suicida.
Grazie all'ostinazione della famiglia, il Gip del tribunale di Viterbo ha dato mandato al pm di far eseguire, entro tre mesi, l'esame del Dna su alcuni mozziconi di sigarette e sugli strumenti chirurgici trovati su un tavolo nell'abitazione di Attilio Manca. (ANSA) In particolare il Gip ha disposto che il Dna venga confrontato con quello di Angelo Porcino, un uomo residente a Barcellona Pozzo di Gotto, città natale di Attilio Manca, dove vivono tuttora i suoi genitori. Angelo Porcino, secondo il legale della famiglia Manca, avvocato Fabio Repici, oltre a essere pregiudicato, avrebbe avuto contatti con ambienti mafiosi barcellonesi.
Il Gip ha chiesto di verificare la posizione di Porcino in quanto Attilio Manca, dieci giorni prima di morire, avrebbe telefonato ai genitori chiedendo loro informazioni proprio su di lui. Poi avrebbe aggiunto di avere a sua volta ricevuto una telefonata da parte di un suo cugino, Ugo Manca, tecnico radiologo, che gli avrebbe chiesto un appuntamento a nome di Porcino poiché, avrebbe avuto bisogno di un consiglio di carattere medico.
L'eventuale presenza a Viterbo di Porcino, secondo il legale, potrebbe imprimere una svolta decisiva alle indagini nel senso indicato dai genitori di Attilio Manca.
Nel senso che il medico non si sarebbe affatto suicidato e che nella sua morte potrebbe aver avuto un ruolo la malavita barcellonese.
Un altro aspetto che le indagini non avrebbero chiarito, così come ha sostenuto l'avvocato Repici nell'opposizione all’archiviazione del caso accolta dal Gip di Viterbo, riguarda il comportamento di Ugo Manca nei giorni immediatamente successivi alla scoperta del cadavere di Attilio.
Ugo Manca, condannato un anno fa per traffico di droga, il giorno dopo la scoperta del cadavere dell'urologo si recò alla procura della Repubblica di Viterbo per sollecitare, a nome dei genitori del medico, la restituzione del corpo e il dissequestro dell'appartamento.
Ma il padre e la madre di Attilio, ascoltati dal pm, hanno dichiarato di non aver mai chiesto al loro nipote di fare tali richieste. Inoltre, come prova un'impronta digitale trovata su una mattonella del bagno, Ugo Manca era stato in casa del cugino. Circostanza che egli stesso ha poi ammesso, dichiarando di essere venuto a Viterbo nel dicembre 2003 per farsi sottoporre a un piccolo intervento chirurgico a un testicolo. Ma non ha fornito alcuna prova su chi e quando gli avesse diagnosticato il problema e prescritto l'intervento.

Mi rivolgo ai genitori di Attilio. Alla madre, che ho conosciuto, donna di una dignità nobile e con un grande senso della giustizia. Farò di tutto perchè la gente sappia quello che è successo, tempesterò internet di articoli, di post. La memoria di vostro figlio è un impegno per tutta la Sicilia.
martedì 10 febbraio 2009

Campi elettromagnetici e salute: un nuovo sito

Perché questo sito?
Il rapido sviluppo di tecnologie che generano campi elettromagnetici è stato accompagnato da preoccupazioni per i loro possibili effetti sulla salute.Alla base di queste preoccupazioni vi sono i risultati di alcuni studi che hanno suggerito la possibilità di effetti a lungo termine, come lo sviluppo di tumori e malattie degenerative, in conseguenza di esposizioni croniche a livelli anche molto bassi di esposizione. I giustificati sospetti sono stati però ingigantiti da un'informazione non scientifica, spesso parziale o completamente distorta, che ha creato nei cittadini una percezione dei rischi dei campi elettromagnetici molto diversa dalle stime oggettive dei ricercatori.
Le prime righe riprese dal sito stesso sembrano subito chiarire che le informazioni contenute in esso saranno scientifiche, chiare e limpide.
Spedando che non sia una bufala (come, chessò, le case farmaceutiche-e-lucro), dò il benvenuto al nuovo sito dell'Istituto superiore di Sanità dedicato alla salute a ai compi magnetici.

Antenate bestie da manicomio

Gli antenati sono persone nate prima all'interno della propria famiglia, sono le generazioni precedenti. In qualche modo fanno parte di noi, scorrono nel nostro sangue, nel nostro dna, nella nostra vita. Vivi.
In questo libro, Alda Merini, racconta per l'ennesima volta la sua vita bestiale nel manicomio e cosa di bestiale tale vita le ha lasciato.
Per l'ennesima volta. Ciò che è entrato dentro il suo dna non si potrà mai più cancellare.
"Mi sono domandata che valore ha il suicidio per l'uomo, perché in questa casa un amico si è inspiegabilmente tolto la vita.
Il valore della vita lo conoscono solo i poeti che darebbero la vita per avere la morte. Io in manicomio questo scambio l'ho fatto..."
"Il manicomio, visto da un certo lato, fa anche ridere, è una ilare oscenità. A volte la cattiveria umana fa ridere. E anche la morte. Io nascondo molto bene il dolore nell'ironia."
"Forse nessuno si accorge che non accarezzo mai i bambini, perché in manicomio mi sono stati tolti. Invece penso che sarei stata una buona maestra. Li amavo molto i bambini, adesso però non volgio più legarmi ai bambini. Se posso, evito di guardarli negli occhi."
"Io adesso leggo poco perché sono vecchia. Ho poco tempo. E poi ho avuto una lesione al nervo ottico per via degli elettroshock, quindi ci vedo poco."
Da leggere, come ogni libro di Alda Merini.
domenica 18 gennaio 2009

Il piumino d'oca

Le piume vengono strappate dalla pelle delle oche vive, animali molto sensibili, senza alcun tipo di anestesia, per molte volte nel corso della loro vita. Lo spiumaggio inizia quando il pulcino ha otto settimane e viene ripetuto ogni due mesi fino a quando la qualità delle piume comincia a risentirne. A questo punto le oche sono uccise per la loro carne, o sottoposte a un altro tormento: per settimane vengono iperalimentate forzatamente, con un imbuto infilato nel becco, affinché il loro fegato si ammali per eccesso di grasso finché non scoppia; poi vengono uccise per la produzione del "paté de foie gras", vale a dire "paté di fegato grasso". Lo spiumaggio può avvenire in vari modi. I volatili, terrorizzati ,vengono appesi per il collo, con le zampe legate, e vengono strappate loro tutte le piume del corpo. Quando questo tormento è finito vengono gettate tra le altre vittime finché non sarà di nuovo il loro turno. Non è raro che esse nel tentativo di liberarsi si procurino ferite o fratture, inoltre la spiumatura può anche comportare la morte dell'animale per stress o per il freddo che deve poi sopportare. Gli articoli prodotti strappando le piume sono:
  • le imbottiture di trapunte,
  • piumoni ,
  • piumini ,
  • materassi ,
  • giacche a vento ,
  • sacchi a pelo ,
  • cuscini,
  • altri capi d'abbigliamento.

I paesi principali in cui viene usato questo procedimento crudele sono la Cina, la Polonia e l'Ungheria, dove circa il 60% della piuma prodotta viene ottenuta con la spennatura dell'oca viva. Da citare anche l'Islanda, Il mercato della piuma nella sola Gran Bretagna vale 2,6 milioni di sterline. In Svizzera spennare animali vivi sarebbe contro la legge.

In Italia dal 1° gennaio 2004 era previsto il divieto spennare le oche vive per recuperare il piumino. Il piumino d'oca quindi da questa data sarebbe dovuto provenire da animali uccisi.

Purtroppo Il 21 dicembre 2004 e' stato approvato in Senato il disegno di legge N. 3196-B, d'iniziativa del Governo, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Esso contiene, tra le altre cose, alcuni emendamenti molto deleteri per gli animali: si tratta di modifiche peggiorative al Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146 "Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti", in particolare all'allegato che indica come devono adeguarsi gli allevamenti per diminuire la sofferenza inflitta agli animali.

I punti dell'allegato che sono stati toccati dagli emendamenti sono il 19 e il 22, il primo riguardante l'ingozzamento forzato di anatre e oche per il foie gras, il secondo riguardante gli animali "da pelliccia".

In breve, quel che i nostri politici hanno approvato il 21 dicembre e': - l'ANNULLAMENTO del divieto di "uso dell'alimentazione forzata per anatre ed oche" (quindi si potra' continuara a fare) e lo slittamento del divieto di spiumare vivi i volatili dal 1 gennaio 2004 al 31 dicembre 2005;

- la proroga di 5 ANNI del termine per l'obbligo di adeguare le gabbie degli allevamenti di animali "da pelliccia" alla nuova normativa (che prevede spazi piu' ampi), e per i nuovi allevamenti di allevare gli animali a terra. Quindi, per il primo obbligo il termine passa dal 31 dicembre 2005 al 31 dicembre 2010 e per il secondo dal 1 gennaio 2008 al 1 gennaio 2013. (Fonti: oltre la specie, sai cosa mangi, freccia45)
martedì 13 gennaio 2009

Uomo di 28 anni ucciso nel casertano

"Camorra: uomo ucciso nel casertano. [..] L'uccisione (avvenuta sotto gli occhi della moglie e del figlio) rientrerebbe nella lotta tra clan." (Fonte)

Dal libro Gomorra di Roberto Saviano:

"L'abberazione di una guerra di clan, capitali che si fronteggiano, investimenti che si scannano, ipotesi finanziarie che si divorano,
trova sempre una motivazione consolatrice, un senso che possa sospingere altrove il pericolo,
capace di far sentire lontano, lontanissimo un conflitto che
sta invece avvenendo nell'androne di casa.
Puoi collocare tutto in u casellario di senso che lentamente ti costruisci, ma gli odori, quelli non possono essere irrigimentati, ci sono.
Lì.
Come traccia estrema e unica di un patrimonio di esperienza disperso."


domenica 11 gennaio 2009

Ciao, Fabrizio!

Personaggio particolare. Credo amasse molto colpire, fare "scandalo"... come quando disse:

« Se nelle regioni meridionali non ci fosse la criminalità organizzata, come mafia, 'ndrangheta e camorra, probabilmente la disoccupazione sarebbe molto più alta. »

Frase che "sollevò un'ondata di proteste e sdegno tra gli esponenti di quella classe politica e sociale"(!!!!!!!!!!)
Come non dargli ragione(A Feber, ovvio)! La frase fece scandalo, ma, alla fine, questi sistemi esistono e resistono proprio perchè non c'è lavoro. E, a rigor di logica, scoperta la causa eliminato il problema; peccato che il sistema non ha nessuna intenzione si eliminare la causa che lo mantiene in vita!

In seguito al sequestro suo e di sua moglie, Dori Ghezzi, nasce l'album conosciuto come "L'Indiano", per la copertina che raffigura un indiano d'America a cavallo.
Molti testi di questo lavoro sono rivolti al popolo sardo, ma nella terza canzone i sardi vengono messi per un attimo da parte e gli indiani fanno la loro comparsa in Fiume Sand Creek, che ha per tema un reale massacro di pellerossa, raccontato attraverso il linguaggio innocente e forse un po' surreale di un bambino testimone dell'avvenimento.

I pellerossa, i veri americani, sono stati massacrati dagli europei che hanno arbitrariamente occupato le loro terre, relegandoli nelle riserve, ancor oggi esistenti, in cui scarseggiano viveri e acqua.
I veri americani sono stati trucidati e hanno subito ingiurie, oppressioni, distruzione solo per l'avidità e l'ingordigia di potere degli europei. Sono stati massacrati perché non possedevano le armi di distruzione, così care invece a quelli che gli hanno usurpato la casa, e che ora in America, comandano.

Vorrei ricordare Fabrizio De Andrè proprio con questa canzone e didicarla a tutte le persone, soprattutto bambini e donne, che subiscono ingiustamente la violenza di chi di umano ha ormai ben poco.
Inoltre, vorrei segnalare la preghiera di Sognatore delle Montagne, un medico analfabeta, che ha pubblicato Cicabuma nel suo blog. Era analfabeta, a dimostrazione di chi invece è veramente superiore in Spirito e umanità.

martedì 6 gennaio 2009

Grazie, Viandante del Linguaggio!

Adoro i premi: penso che siano regali e come tali sono il simbolo di un significato, direi di un bel significato. Ho ricevuto, da Il Viandante del Linguaggio il premio Dardos :) Questo è un premio destinato ai blog che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali. Il regolamento del premio è il seguente: 1) accettare (ma chiaramente non si è obbligati) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio; 2) linkare il blog che ti ha premiato: 3) premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio Ecco i 15 blog a cui lo regalo:
  1. La casa della mia Anima
  2. Giichannel
  3. La bottega delle piccole cose
  4. La scuola dei genitori
  5. Fuori Posto
  6. Il blog di Adriano Smaldone
  7. Il blog di Cristian
  8. ManuBlog
  9. Chieti: non solo Meetup
  10. Per uno sguardo diverso
  11. Solar-Time
  12. Tre passi Avanti
  13. In the mirror
  14. Il mio Karma
  15. RPK blog

lunedì 5 gennaio 2009

Non siamo più liberi dagli OGM

Sotto l’obelisco di piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, un manipolo di agguerriti attivisti ha sfidato una gelida Roma per manifestare contro il Regolamento Europeo 834/2007.
Alla base della protesta la nuova direttiva europea sull’Agricoltura Biologica che, dal 1 gennaio del 2009, giorno in cui entrerà in vigore, permetterà l’introduzione senza etichettatura di Ogm (per una percentuale del 0,9%) nei prodotti convenzionali e in quelli biologici.
A guidare i volontari delle varie associazioni, accorsi ieri (27 dicembre ndr) per manifestare “Uniti contro gli Ogm”, sono scesi in campo i leader della confederazione di associazioni European Consumers.
I manifestanti hanno cercato per tutta la durata del sit in di coinvolgere i parlamentari per un confronto su una tematica, la “protezione” dei prodotti agricoli italiani biologici, strategica per il destino del nostro paese.
Marco Tiberti, organizzatore del corteo “Uniti contro gli Ogm” e da tempo promotore di iniziative finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi derivanti da alimenti geneticamente modificati, ha preso più volte la parola per lanciare un forte messaggio a chi si troverà a ratificare il Regolamento 834/2007.
“Mentre qualcuno annuncia – ha dichiarato Tiberti - l’avvento di un pomodoro Ogm per prevenire il tumore, il Consorzio Internazionale Universitario Cerifos ha segnalato al Ministero della Salute la presenza di Dna di malattie come Leucemie e Linfomi nei Virus Promoters 35 S e V 40, inseriti negli Ogm”.
Marco Tiberti ha spiegato come il nuovo Regolamento sull’Agricoltura Biologica, di fatto, oscurerà una corretta informazione sui prodotti agroalimentari che finiranno sulle nostre tavole: “Il Regolamento Europeo dal primo gennaio 2009, tramite il cavillo della soglia di tolleranza dello 0,9 %, permetterà alle multinazionali di non etichettare prodotti contenenti Organismi geneticamente modificati.
Grazie a questo cavillo di *****, il passo per l’invasione barbarica degli Ogm in Europa sarà veramente breve”.
Un invito ai nostri parlamentari, nel riconsiderare il Regolamento Europeo 834/2007, è stato fatto anche da Emiliano Varanini, legale di European Consumers.
Varanini ha preso più volte la parola per chiedere quella prova che fino ad esso nessuno è riuscito a fornire: ovvero che gli Ogm non siano dannosi per il nostro organismo.“La prova che gli Ogm non facciano male – ha affermato Varanini - non è mai esistita e mai esiterà. Noi chiediamo allora, ai nostri politici che ancora possono ancora modificare il regolamento europeo, di non condannarci, dal primo gennaio 2009, a mangiare un piatto di spaghetti dove la pasta è fatta con il Dna di ranocchio e il sugo di pomodoro con il Dna di squalo”. (Fonte: iniziativa.info)
Questa nuova legge uccide l'agricoltura biologica e permette agli organismi geneticamente modificati di duplicarsi in mezzo agli organismi non modificati e soppiantare tutte le piante naturali e non modificate artificialmente, dando inizio alla sicura fine della presenza e vita di piante naturali nel mondo intero.
Immaginate solo di andare a comprare alimenti e cosmetici certificati biologici e non avere nessuna dicitura sulla confezione che attesti la presenza di organismi geneticamente modificati nel prodotto in quanto la legge permette di NON SEGNALARE necessariamente la presenza di OGM nel prodotto finito.
Ci stanno prendendo come un branco di pecorelle da prendere in giro da una parte all'altra! E ora di cambiare e non permettere alla legge di entrare in vigore! Diffondiamo quest'ultima notizia tra i blog di tutta italia!
Articoli correlati: OGM? No, grazie!

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