giovedì 22 maggio 2008

Veleni per gatti e cani? Attento, puoi uccidere anche bambini!


 Molte persone pensano di fare un bene a se stessi e all'umanità uccidendo cani, gatti e altri animali che, secondo queste persone, non sono graditi.

Tali persone, che per me nemmeno meriterebbero di essere chiamati in tal modo, metterebbero nei parchi, nelle ville, nei giardini polpette avvelenate, cibo per cani e gatti con veleni vari, palline da tennis o cibo vario contenente aghi, vetri e via dicendo.

Un comportamento del genere ha delle conseguenze che spesso non sono prevedibili: ultimamente non sono solo gli animali a mangiare per sbaglio gli alimenti 'ingannatori', ma anche i bambini.
Stanno infatti aumentando proprio i bambini che, trovando il cibo avvelenato, lo raccolgono e lo magiano, o si portano le manine sporche alla bocca, con conseguenze devanstanti e pericolose per la vita: la maggior parte dei veleni utilizzati porta alla morte.

La vita, qualunque essa sia, va sempre tutelata. Queste persone sono degli assassini a piede libero, che spero vengano prima o poi scoperti.

La Legge, tra l'altro vieta categoricamente di 'spargere' polpette avvelenate o simili:
"
Art. 544-bis. - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi".
ribadito nella legge del 20 Luglio del 2004, n. 189

Se si vedono comportamenti del genere, si può fare una segnalazione alle forze dell'ordine. I comportamenti criminali vanno assolutamente fermati.

Si ricorda che un’esca avvelenata si può presentare in svariate forme per questo è importante prestare attenzione se, durante le passeggiate in campagna o nei parchi cittadini, ci imbattiamo in colli di pollo, pezzi di carne e lardo, salsicce, uova e altri residui di alimenti che possano destare sospetto perché manipolati o contenenti sostanze estranee, che a volte, a seconda del tipo di veleno, possono assumere colori o odori particolari.

Se si ha il sospetto che il cane abbia ingerito n alimento avvelenato, bisogna contattare immediatamente la clinica veterinaria più vicina.

Nel frattempo, se possibile, fargli bere dell’acqua ossigenata o una sospensione di albume d’uovo montato a neve, sostanze che, provocando vomito immediato, consentono - si spera - di far rigurgitare anche il boccone.
Non somministrare latte o suoi derivati, tenere l’animale tranquillo ed evitare stimoli sonori.

I sintomi differiscono per il tipo di veleno utilizzato nella preparazione di questi strumenti di morte, ma i più evidenti e comuni sono: rigidità muscolare, convulsioni, fenomeni emorragici, difficoltà a mantenere la posizione quadrupede, vomito e diarrea.
La segnalazione di comportamenti del genere è una responsabilità verso i cani (migliori amici dell'uomo: i coni non tradiscono), verso i gatti (utilissimi 'pulitori' delle città dai topi, di cui Roma è senza dubbio invasa), verso altri animaletti (che fanno parte della natura già troppo spesso deturpata), ma, soprattutto, verso i bambini.

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