domenica 26 maggio 2013

Premio Blog

Il blog ha vinto un premio.
Questo gradito evento mi riporta nel 2008, anno di nascita di questo blog. Inizialmente era concepito come un blog personale dove scrivevo pensieri su ciò che accadeva nel mondo, ma soprattutto in Italia. Ero una blogger molto attiva, soprattutto nell'ambito dell'attualità. Poi, gli eventi della vita mi hanno portato ad un allontanamento dal mondo virtuale che, se da un lato è stato positivo dall'altro mi ha fatto perdere le tracce dei blogger che avevo conosciuto all'epoca, e ciò mi è dispiaciuto molto. Vale la pena avere anche degli amici virtuali con cui coltivare interessi, passioni, scritture.

Anche se il blog è cambiato, assumendo un visus più da sito informativo sulle tematiche della psicologia, rimane sempre un blog. Ho deciso, quindi e comunque, di scrivere il post e di condividere con tutti la bellezza delle condivisioni, appunto, soprattutto se fatte per farsi conoscere, per creare rete e relazioni. Sono quindi contentissima e ringrazio di cuore Lucia Vichi, blogger di Infinite Passioni Creativeper questa occasione regalatami.

Liebster Blog Award è una iniziativa nata in Germania per premiare blog meritevoli che hanno meno di 200 follower, con lo scopo di farli conoscere maggiormente.

Si partecipa rispettando le seguenti regole:

  • Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio, citandolo nel post dedicato al premio stesso
  • Rispondere alle 11 domande proposte dal blog che ti ha premiato
  • Scrivere 11 cose su di te
  • Scegliere altri 11 blog da premiare con meno di 200 follower
  • Formulare 11 domande a cui loro devono rispondere
  • Informare i blog vincitori del premio ricevuto
Le domande di Infinite Passioni Creative

  1. Un bel film al cinema o davanti al televisore comodamente nel divano?  Un film della Disney-Pixar 
  2. Quale/i frutto/i preferisci? La mela
  3. Quale cartone animato preferivi nella tua infanzia? Lady Oscar
  4. Quale profumo particolare ti ricorda la tua infanzia? Il profumo del fieno
  5. Principessa o Strega? Entrambe
  6. Stato d'animo oggi: sereno o nuvoloso? Variabile
  7. I tre difetti che gli altri ti attribuiscono. Non lo dirò mai ;)
  8. Il libro che proprio non ti è piaciuto. Fuori dal silenzio
  9. Quale fiore/i preferisci? Il tulipano
  10. Villetta di mare o casetta in campagna? Casetta in campagna
  11. Musica classica o New Age? Entrambe

  12. 11 Cose su di me
    - da 1 ad 11: sono una psicologa ;)

    I blog che premio (guarderò tra i miei seguaci e sceglierò i blog che ne hanno di meno. Non credo di arrivare ad 11....)
    • Perché hai deciso di aprire un blog?
    • Vorresti cambiare qualcosa della tua vita?
    • Il desiderio che occupa il posto n.1
    • Il desiderio che occupa l'ultima posizione
    • Cosa fai nel tempo libero?
    • Se fossi un animale... saresti?
    • Se fossi un fiore... saresti?
    • Se fossi un colore... saresti?
    • In quale angolo/stanza della casa ti rilassi?
    • Ti piace guidare?
    • Cosa ti piace di te
    Buon Premio a tutti ^__^

    Sessualità ed autismo. L'educazione sessuale ed affettiva inizia da bambini

    La sessualità e l’educazione all’affettività sono una parte importante nella vita di chiunque. La pubertà è sempre un momento critico e delicato. Quando la persona che la attraversa è nello spettro autistico le cose possono diventare ancora più complicate. La mancanza di agenzie educative in merito viene spesso e purtroppo compensata dallo scambio con i pari, da cui i ragazzi e le ragazze vengono a conoscenza di alcune cose per loro importanti e in qualche modo appagati. Questo scambio in caso di autismo è improbabile e vanno quindi aiutati. Non sempre è semplice per i genitori o gli educatori iniziare un percorso di educazione alla sessualità o di comportamento sessuale adeguato. E’ invece importante affrontare tali argomenti con naturalità.

    Ma facciamo un passo indietro.

    I genitori di bambini con autismo sono particolarmente preoccupati dell’arrivo della pubertà del figlio. Le preoccupazioni riguardano sia le modalità educative da affrontare che la paura di regressioni. Rispetto a queste ultime paure, si può essere meno apprensivi poiché recenti ricerche hanno riscontrato in pochi soggetti una “regressione” o “arresto” nella fase della pubertà che inoltre si è mostrata essere una “falsa regressione”, infatti una volta che il ragazzo supera la fase della pubertà ed è entra nella prima età adulta ha riacquisisce tutte le sue competenze.

    Per quanto riguarda le modalità educative, queste devono iniziare il prima possibile. Aspettare fino al momento “cruciale” non è adeguato.

    Il primo consiglio quindi è quello di iniziare il prima possibile, cominciando semplicemente dall’insegnamento di come si chiamano tutte le parti del corpo, anche quelle intime. Nel farlo bisogna sentirsi a proprio agio. E’ importante comprendere che il disagio e la vergogna sono provate solo dell’adulto e da lui vengono trasmessi.

    Il secondo consiglio: in casa è importante avere un atteggiamento intimo e rispettoso dell’intimità dell’altro:


    - Non è adeguato, ad esempio, girare nudi per casa perché il bambino potrebbe non comprendere quando e dove può girare nudo e quando no.

    - Non è adeguato andare al bagno lasciando o facendogli lasciare la porta aperta (per lo stesso motivo di prima).

    - Non è adeguato farsi toccare le parti intime, ad esempio il seno per una donna è una parte intima, anche se tale donna è una mamma (se il bambino cresce toccando, ovviamente in modo innocente, il seno della madre, potrebbe pensare che è un comportamento consentito nelle relazioni con l’altro sesso).

    - Non è adeguato baciare il bambino sulle labbra.

    - E’ bene togliergli la mano dalle sue parti intime se il bambino si tocca. Toccarsi le parti intime non è, come invece si può pensare, un comportamento “esclusivo” dei ragazzi più grandi, può capitare anche quando il bambino è piccolo e non si pensa che ciò possa accadere. In realtà è naturale e comune. E’ importante perciò agire subito, prima che il comportamento si strutturi. Anche solo quando il bambino tiene la sua mano nelle mutande senza toccare le parti intime, è bene fargli capire che ciò non va fatto, che quello non è un comportamento adeguato.

    - E’ bene insegnare da subito ad essere autonomi il più possibile nell’andare al bagno e nell’eseguire una corretta igiene intima. Questo facilita l’autonomia nel momento del passaggio dall’essere bambino/a all’essere ragazzo/a, dove è necessario andare al bagno da soli e lavarsi le parti intime da soli.

    - E’ bene comportarsi con la persona autistica tenendo presente la sua età. Si tende infanti ad una iper-infantilizzazione dove, ad esempio, il bambino di dieci anni è preso in braccio e coccolato come se ne avesse tre. E’ bene tenere sempre presente come ci si comporta con bambini neurotipici a seconda della loro età e riportare il tipo di relazione anche con il bambino autistico.

    - E’ importante che il bambino venga abituato fin da subito a non abbracciare, baciare o andare in braccio a persone conosciute da poco, conoscenti o non conosciute affatto.

    - E' importante non farlo dormire nel "lettone", soprattutto se questo vuol dire penalizzare la coppia (quando il papà va a dormire in salone, ad esempio). Avere il proprio letto in cui dormire è fondamentale per la propria intimità, per la propria indipendenza, per comunicargli che lui è una persona "altra" dalla madre.

    Questi pochi consigli sono indispensabili per cominciare da subito una educazione all’affettività e alla sessualità. Sono consigli diretti a tutti gli educatori (genitori, operatori, insegnanti…) che cercano solo di prevenire comportamenti non adeguati che poi è difficile estinguere in età più avanzate (a volte impossibile, soprattutto in caso di gravità), quando il comportamento inadeguato si è ormai strutturato.

    sabato 25 maggio 2013

    Funzioni esecutive superiori: valutazione ed intervento nella sindrome di asperger

    Con il termine funzioni cognitive superiori si vogliono indicare una serie di abilità che comprendono la pianificazione, l’organizzazione, la flessibilità, la scelta di un obiettivo, l’autoregolazione.

    E’ riscontrato che tali funzioni risiedono nei lobi frontali del cervello. Infatti, le persone che subiscono una lesione in questa area, mostrano comportamenti quali deficit cognitivi, comportamenti inadeguati al contesto, movimenti stereotipati, isolamento sociale, affettività superficiale, non riescono più a mettersi nei panni dell’altro, hanno difficoltà a comprendere e seguire le regole sociali. Tutti comportamenti simili a quelli delle persone con Sindrome di Asperger.

    Le ricerche effettuate per riscontrare danni nella regione dei lobi frontali in persone con autismo, evidenziano una non presenza di lesioni.

    E' comunque stato riscontrato che le persone autistiche presentano delle anomalie in questa area del cervello.

    Ad esempio, in una ricerca di Gillberg (Gillberg, 1994) si è scoperto un minor metabolismo frontale; in un’altra ricerca si è evidenziato un flusso ematico cerebrale ridotto nella corteccia frontale (Sherman, Nass e Shapiro, 1984); ancora, alcuni studi con la PET (anche se con risultati non univoci) indicano una ridotta captazione di glucosio nei lobi frontali (oltre che in quelli parietali).

    Struss e al. hanno postulato, in seguito a ricerche, che il deficit della Teoria della Mente è presente in persone con lesioni neurologiche del lobo frontale. In tale ricerca si mette in evidenza che le lesioni del lobo frontale mediale riguardano le connessioni con l’amigdala (interessata nei casi di autismo) e altre regioni del sistema libico, coinvolgendo la sfera affettiva.

    Questo, conferma le ipotesi fatte da Fine e al. che possono essere presenti dei deficit tipici delle lesioni ai lobi frontali anche se questi sono integri, ma che possono dipendere da una anomalia dell’amigdala.

    Per quanto riguarda la valutazione e il trattamento, vediamo che la valutazione delle funzioni cognitive superiori si sviluppa in tre parti:

    Colloqui con genitori e insegnanti

    Osservazione del comportamento

    Somministrazione di test neurologici specifici

    Colloqui con i genitori e insegnanti: sono indispensabili per ricavare informazioni su ciò di cui i bambini o i ragazzi Asperger non sono consapevoli. Tali incontri dovrebbero assumere come strumenti privilegiati il colloquio e l’intervista.

    Il colloquio per avere informazioni di tipo generale, conoscere episodi particolari, sapere come lo vedono i genitori e gli insegnanti, come riescono o non riescono a gestirlo.

    L’intervista serve a raccogliere informazioni più specifiche circa le particolari difficoltà di tipo autistico che egli mette in atto negli ambienti di vita giornalieri.

    Osservazione del comportamento: viene fatta durante tutto il percorso valutativo, sia durante la somministrazione delle prove tipiche sia durante dei giochi informali, allo scopo di verificare la presenza o meno dei comportamenti tipici della sindrome.

    Somministrazione di specifici test neurologici: il test neurologico maggiormente usato è il Wisconsin Card Sorting Test (WCST). Si può somministrare in una età compresa tra i 6 e i 90 anni. Esistono due versioni: quella classica formata da carte e quella computerizzata.

    Non è ancora accertato, ma sembra che in alcuni casi, i bambini con autismo ad alto funzionamento rispondano meglio nella versione computerizzata piuttosto che in quella tradizionale (Ozonoff, 1995).

    Un altro test molto utilizzato è il Trial Making Test. Sia quest’ultimo che il WCST misurano soprattutto la capacità di flessibilità.

    Per la capacità di pianificazione vengono utilizzati la Torre di Hanoi e la Torre di Londra. Entrambi i test richiedono l’utilizzo sia della pianificazione che dell’organizzazione, poiché per la riuscita c’è bisogno di pianificare un certo numero di mosse in anticipo.

    Anche i test della Figura di Rey possono essere utilizzati per misurare la capacità di organizzazione. Dal test viene richiesta una prova di copiatura che si dimostra molto adatta per i bambini.

    Inoltre per le prove che misurano la capacità di inibire azioni e pensieri quando necessario, si utilizza lo Stroop Color-Word Test.

    Dopo aver completato un’accurata valutazione, si rende necessario stabilire un altrettanto accurato intervento.

    Gli interventi che vengono solitamente proposti sono:

    Uso di farmaci

    Tecniche cognitive

    Tecniche comportamentali

    Modificazione dell’ambiente

    Training sulla flessibilità



    Uso di farmaci. Spesso vengono somministrati farmaci psicostimolanti come il metilfenidato, ma solo uno studio ha valutato che c’è una modestissima riduzione dell’iperattività, che ne rende vana la somministrazione, soprattutto visto il prezzo che si deve pagare rispetto alle controindicazioni. Inoltre non ci sono ricerche che evidenziano un miglioramento nelle funzioni cognitive superiori. Non è inoltre utile se usato come unica terapia.

    Tecniche cognitive-comportamentali. Sono utili i programmi di autoregolazione e di automonitoraggio del comportamento. Inoltre si è dimostrata l’utilità di tecniche metacognitive che aiutano il ragazzo Asperger a sapersi dare delle istruzioni, a riconoscere le emozioni dell’altro, e a porsi delle domande per migliorare le abilità di organizzazione. Una delle tecniche che si può utilizzare è il metodo Feuerstein, che punta allo sviluppo e al potenziamento delle capacità cognitive.

    Modificazione dell’ambiente. La scuola è l’ambiente dove i bambini con Asperger trovano maggiori difficoltà e dove, infatti, attuano la maggior parte dei comportamenti problematici. Potrebbe essere utile rendere routinaria la giornata scolastica, non far agitare il bambino con giochi “scalmanati”, mettere il banco del bambino vicino alla cattedra della maestra, eliminare il più possibile le distrazioni, indicare esplicitamente al bambino tutti i vari momenti della giornata, anticipargli le sorprese, dargli dei compiti da fare con istruzioni chiare, magari scritte, non farlo stare senza fare niente, proporgli un diario della giornata, fornirgli una checklist per i compiti, utilizzare le agende giornaliere, comunicazione stretta casa-scuola.

    Training sulla flessibilità. Esistono dei giochi da proporre, anche simpatici, che hanno riscontrato successo nell’aumento della flessibilità. Uno di questi giochi consiste nel gioco della classificazione, dove si chiede, ad esempio sottoforma di gara, di classificare i vestiti (o i dinosauri o qualcosa che piaccia al bambino) prima per colore, poi per taglia, poi per tessuto e cosi via.
    martedì 21 maggio 2013

    Ansia e rimedi naturali

    L'ansia continua a dilagare nel terreno della mente sia dei più grandi che dei più piccoli. La maggior parte delle volte noi psicologi consigliamo di iniziare un percorso terapeutico, focalizzando la possibilità di soluzioni passando per l'esplorazione della mente e per il riconoscimento e l'espressione delle emozioni. Ma esistono anche dei rimedi naturali che potrebbero aiutare. Perché non provarli?

    Le piante
    • Alcune specie della passiflora hanno delle proprietà rilassanti, tranquillanti ed ansiolitiche. Si riporta una riduzione della tachicardia. Dormire bene in seguito all'assunzione della passiflora sembra sia comune, come comune è un risveglio privo di ottundimento.
    • Il biancospino comune ha delle proprietà sedative sul sistema nervoso centrale. Ipotensivo e cardiotonico, è usato nei casi di nevrosi cardiache, di ipereccitabilità e nei casi di insonnia.
    • Anche la valeriana comune ha proprietà calmanti e sedative. Come le precedenti, viene utilizzata in caso di insonnia e per calmarsi.
    In pratica, bisogna trovare la pianta che fa al proprio caso. Possono essere consumate come pastiglie e in infusi

    Gli olii
    L'olio è semplicemente una forma diversa per assumere le sostanze di alcune delle piante sopra indicate. Molto utilizzati nell'aromaterapia, possono essere assunti per bocca, con dei diffusori nell'aria, tramite massaggi o facendo dei bagni. Gli olii usati per la riduzione dell'ansia derivano da cipresso, geranio, bergamotto, lavanda, melissa e sandalo.

    Alimentazione
    Siamo ciò che mangiamo: anche l'alimentazione incide sull'umore!! Sono da evitare cibi contenenti carboidrati, zuccheri e alcool. Hanno il semaforo verde tutti i cibi contenenti le vitamine A e C, la vitamina B6, ma anche potassio e magnesio. Il consumo di frutta e verdura è vitale.

    Sport (il corpo)
    E' indubbio che l'attività fisica fa scaricare la tensione accumulata. A seconda del proprio modo di essere, può essere più proficua la mattina, il pomeriggio o la sera. E' importante individuare il momento della giornata da cui si traggono maggiori profitti in termini di distensione non solo momentanea (mentre si fanno gli esercizi) ma durevole nel tempo (nelle ore successive).

    L'integrazione corpo-mente
    Attività di meditazione e respirazione che coinvolgono sia il corpo che la mente sono molto consigliate. Lo yoga, il tai chi, il body-mind centering sono scelte buone per tutti per ridurre fortemente gli stati di ansia.
    domenica 5 maggio 2013

    Giornata Nazionale contro la Pedofilia

    Qualche anno fa avevo fatto dei bannerini contro la pedofilia da poter mettere sul proprio blog. Purtroppo sono andati persi... Forse un giorno li rifarò.

    Oggi, per non rimanere nel silenzio e poter dar voce a tutti quei bambini che sono costretti nel silenzio, ho scritto un articolo: Il testimone silente ed il testimone soccorrevole in caso di abuso sessuale, rivolgendomi a tutti quei testimoni silenti nella speranza che decidano di uscire dal silenzio e parlare dell'abuso di cui sono testimoni.

    La maggior parte degli abusi avviene in famiglia, e spesso almeno un familiare si accorge del consumo di violenza e non fa niente, rimane nell'immobilità.
    Il bambino non è in grado di denunciare da solo l'abuso, non è in grado di uscire dal silenzio e iniziare una elaborazione della tortura che ha subito, che sta subendo. La sua unica possibilità è che il testimone silente parli.
    venerdì 3 maggio 2013

    Race for the cure per il tumore al seno


    A Roma il 17-18-19 maggio 2013 ISCRIVETEVI numerosi/e

    La Race for the Cure, evento simbolo della Susan G. Komen Italia, è una corsa di solidarietà e di raccolta fondi della lunghezza di 5 km (con passeggiata di 2km) che si propone di esprimere solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione.
    È una manifestazione unica e aperta a tutti, che ha la capacità di coniugare al meglio sport, divertimento, emozioni ed impegno sociale.
    Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle “Donne in Rosa”, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che, per dimostrare un atteggiamento positivo con cui si confrontano con la malattia, scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa.
    Negli Stati Uniti, dove è nata nel 1982 e dove si svolge in oltre cento città americane, la Race coinvolge ogni anno oltre un milione e mezzo di partecipanti e tanti personaggi pubblici, a partire dal Presidente degli Stati Uniti, starter d’eccezione nella corsa di Washington.
    La Race for the Cure è arrivata in Italia nel 2000, a Roma, nello splendido scenario del Circo Massimo, spostandosi poi successivamente alle Terme di Caracalla dal 2001 al 2012 e tornando al Circo Massimo per l’edizione 2013. Madrina della manifestazione, praticamente da sempre, è l’attrice Maria Grazia Cucinotta, che presta generosamente il suo volto e la sua voce per le tante iniziative di promozione dell’evento.
    Visto il successo sempre crescente ottenuto nel corso degli anni, la Race ha varcato dal 2007 i confini della Capitale per raggiungere anche Bari, Bologna e infine Napoli, per tre edizioni dal 2010 al 2012.
    Nel 2012 la Race for the Cure ha festeggiato la tredicesima edizione di Roma, con una partecipazione di pubblico di circa 52.000 persone, che le hanno consentito di diventare l’edizione più partecipata al mondo tra le oltre 150 organizzate dalla Komen in America, Europa, Asia e Africa.
    A livello nazionale, con le edizioni di Roma, Bari, Bologna e Napoli, l’ammontare complessivo dei partecipanti ha superato nel 2012 quota 80.000 iscritti.
    Con i fondi raccolti attraverso la Race for the Cure, la Komen Italia, dal 2000 ad oggi ha raccolto e già distribuito oltre 1.800.000 € per la realizzazione di progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori del seno. Tra questi, corsi di aggiornamento per operatori sanitari; programmi di educazione alla prevenzione per donne sane e studenti; servizi clinici per il recupero del benessere psico-fisico delle donne operate ed acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura delle neoplasie del seno.


    venerdì 26 aprile 2013

    Autismo, placenta e diagnosi precoce

    Secondo dei ricercatori della Yale School of Medicine, sarà possibile diagnosticare l'autismo facendo un esame della placenta. L'errore, secondo i dati della ricerca, è stimato solo per il 4% circa dei casi.
    Vorrei però sottolineare che la ricerca, che ha dato un bel risultato, è stata fatta su un campione di 117 placente di bambini considerati a rischio per la presenza in famiglia di persone autistiche.
    Chi fa ricerca sa che il campione è molto piccolo, e i dati possono essere fuorvianti. Quel 4% circa in un campione di 500/1000 potrebbe aumentare a dismisura.
    Quindi spero possano effettuare altre ricerche dello stesso genere per essere più sicuri di quanto emerso con questa prima ricerca.
    Vorrei aggiungere che la diagnosi di autismo è possibile farla intorno ai due/tre anni, ma per un occhio esperto di sviluppo neonatale, soprattutto esperto delle tappe evolutive dello sviluppo del movimento, è facile accorgersi che c'è qualcosa che non va già intorno ai 4-5 mesi del bambino. Certo, a questa età c'è molta variabilità di sviluppo, e non è detto che l'eventuale ritardo possa poi essere predittivo dell'autismo, magari è una difficoltà motoria o di altra natura, o magari non è indice di nessun ritardo o difficoltà specifica. Semplicemente quel bambino aveva un piccolo "ritardo" nell'arrivare ad una determinata tappa di sviluppo motorio. Ma perché non aiutarlo comunque? Perché non facilitare il suo sviluppo motorio? Tutto il nostro sviluppo è basato sull'intelligenza motoria.
    Quello che voglio sottolineare è che c'è la possibilità di intervenire da subito: se il bambino non ha raggiunto una tappa motoria è possibile lavorare, giocando, per fargliela raggiungere, superare e per farlo proseguire alla successiva. Perché non farlo?
    lunedì 22 aprile 2013

    Giornata della Terra


    E' qualcosa se ognuno di noi, oggi, fa qualcosa per salvaguardare l'ambiente. 
    Chi fuma, potrebbe non buttare la cicca per terra.
    Chi scarta il gelato, potrebbe buttare la carta nel secchio.
    Chi ancora non ce l'ha, potrebbe cominciare ad organizzarsi per avere a casa la raccolta differenziata (anche se come fatta qui in Italia c'è bisogno di uno spazio che molti non hanno).

    Sentiamoci uniti, oggi, contro chi inquina la Terra!!


    Foto: presa da mammafelice.it, grazie! (la foto ritrae un germoglio con sotto scritto "Earth Day" e la scritta in alto "io ci sono!")

    Seno sù, seno giù, seno versus senno

    Ed ecco una ricerca fresca fresca di giornata che piace a tutti, uomini e donne: uno studio francese afferma che il seno si mantiene più in forma se non si usano sostegni artificiali.

    Questi i primi risultati della ricerca a cui si sono prestate 130 donne che, per onore della stessa, non portano il reggiseno e si fanno regolarmente misurare l'evoluzione dei seni. Questa ricerca durerà 13 anni!!

    Immagino siano donne molto giovani e che non hanno ancora subito i danni della forza di gravità.
    Tutti sappiamo dell'esistenza di diversi fattori  che concorrono a rendere il seno meno voluminoso nel tempo: forza di gravità, sbalzi di peso, invecchiamento cellulare...

    Domanda: i ricercatori hanno considerato queste variabili già conosciute?
    Domanda: i ricercatori hanno mai visto i seni delle donne mature che vivono nel terzo mondo?
    Domanda: se vengono confermati i dati iniziali, tutte le donne andranno in giro senza reggiseno?
    Domanda: i ricercatori sono tutti uomini?

    Scusate la polemica, ma in un periodo di crisi economica, pensare che dei soldi vengono stanziati per una ricerca del genere (e quante altre così), mi fa sentire impotente verso i sistemi di potere. Mettere o non mettere il reggiseno, seno giù o seno sù, uomini e donne, sesso e sessualità, apparenza... i pensieri a cui rimanda questa ricerca li ritengo senza senno e sempre tesi a sfruttare l'inconscio collettivo per il business.


    Link: la notizia della ricerca
    Link: La maglietta

    martedì 9 aprile 2013

    Enuresi notturna e mutande che suonano

    L'enuresi notturna è l'incapacità di trattenere la pipì. I motivi per cui accade ciò possono essere diversi (ritardo cognitivo, problemi fisiologici, stress psicologici...) e, anche i "cosa fare" sono numerosi, una volta appurato che i problemi non sono di origine fisica.

    I consigli possono essere svariati e vanno dal non far bere il bambino prima di andare a dormire al seguire un trattamento psicologico. Rispetto a quest'ultimo la scelta del genitore può ricadere nel ventaglio di possibilità offerte dagli svariati approcci psicologici. Il titolo del post vuole richiamare l'attenzione e la riflessione proprio  su uno degli strumenti offerti dall'approccio comportamentale: il campanello!!!

    Come funziona?
    Un tempo c'era un sensore sotto il lenzuolo, oggi ci sono gli slip. Questi suonano quando si bagnano. Così succede che il bambino appena fa pipì si sveglia con il fastidioso suono prodotto dal sensore. Questo meccanismo fa in modo che al comportamento pipì a letto venga associata una conseguenza fastidiosa: lo svegliarsi. La ripetizione di una associazione di questo tipo, fa in modo che il bambino impari a trattenere la pipì, evitando così l'indesiderato risveglio.

    Il problema di queste tecniche comportamentali è che bisogna essere molto rigorosi nel rispettarle e nel rispettare tutta una serie di accorgimenti da tenere presenti (pena, a volte, del successo) come, ad esempio: far cambiare il bambino da solo dopo l'incidente, non permettere la presa in giro degli eventuali fratelli, non sgridarlo e non essere nervosi...
    Sono accorgimenti che non sempre si riesce a rispettare o a far rispettare perché riguardano una sfera che è difficile da gestire: la sfera emotiva!!!! Pensate infatti ad una mamma che si deve svegliare nel pieno della notte, con una stancante giornata che precede, ed una che dovrà venire, magari un po' di nervosismo è lecito... Inoltre, sconsiglio vivamente l'utilizzo della mutandina senza recarsi da uno psicologo esperto che sappia dare le indicazioni correte su come comportarsi e cosa fare.

    Questo post non vuole essere una critica agli approcci comportamentali, ma vuole essere una riflessione sul fatto che spesso, troppo ultimamente, l'accento viene posto prevalentemente sul comportamento da correggere in sé, tolto dal contesto in cui esso accade, come se il comportamento che una persona mette in atto possa essere in qualche modo scollegato dalle emozioni che prova, dal contesto in cui accade, dalle relazioni con le persone importanti. Ciò è impossibile!! Allora, forse, oltre alle mutandine con il campanello c'è bisogno di cercare di capire perché quel bambino non riesce a controllare gli sfinteri, cosa ci vuole comunicare, che disagio sta vivendo.... E, una volta inquadrato, provare a "lavorare" sulle emozioni e sulle relazioni, andare a fondo e offrire gli strumenti emotivi necessari per un migliore equilibrio psichico e, perché no, per far fronte anche alla presa in giro.

    Ovviamente, meglio la mutandina che suona piuttosto che l'utilizzo di farmaci!!!!

    Link - dove comprare la mutandina che suona
    Link - articolo sull'enuresi notturna
    venerdì 5 aprile 2013

    Psicoterapie e lacrime dello psicoterapeuta

    Grazie al blog delle ragazze, leggo di una ricerca pubblicata su PsycNET a febbraio che pone l'accento sul piangere durante la terapia, non da parte del cliente, ma anche dello psicoterapeuta.

    all'inizio dell'abstract si legge che la letteratura ha ignorato il tema del pianto in terapia, ma non è vero. Forse lo ha fatto la ricerca, la letteratura invece è interessata moltissimo al tema delle emozioni dello psicoterapeuta che lavora proprio tramite le emozioni che prova. Così accade che se il cliente porta dei vissuti particolarmente dolorosi e l'empatia dello psicoterapeuta è, diciamo, sintonizzata, è possibile che anche lui pianga insieme al suo cliente.

    La sintonizzazione emotiva, o empatica, deve essere presente sempre in terapia, per qualsiasi emozione: tristezza, rabbia, gioia. In fondo è sempre così. Se ci pensate, è normale immaginarsi che lo psicoterapeuta possa ridere di una battuta o di un evento raccontato. La notizia, data al contrario non ci sorprenderebbe: "Gli psicoterapeuti ridono insieme ai loro clienti". Leggere un titolo del genere fa anche ridere, appunto!!
    Domandiamoci il perché.

    Ormai sono diversi anni che non si pensa più allo psicologo come a qualcuno di impassibile ed emotivamente sordo ai vari racconti: ci si è accorti che è impossibile.

    Però, da parte del nostro psicologo, accettiamo una risata e non un pianto? Perché?
    Forse perché pensiamo che il pianto sia sinonimo di debolezza, e uno psicologo che piange "appresso al suo cliente" vuol dire che è troppo empatico, quindi troppo debole e non potrà aiutarlo?

    Vi assicuro che non è così.
    Provare le emozioni dell'altro è fondamentale per potersi mettere nei suoi panni, o almeno provarci.
    Provare le emozioni dell'altro, significa potergli stare più vicino emotivamente.
    Provare le emozioni dell'altro aiuta a cercare il modo migliore per aiutare, per far riflettere, per far vedere la cosa da un altro punto di vista.
    Ascoltare emotivamente significa sentire l'emozione, sentendo l'emozione la si esprime, ognuno nel suo modo (così anche lo psicologo-psicoterapeuta). Il lavoro dello psicoterapeuta è poi quello di "uscire" da una empatia bloccante ed aiutare l'altro a fare la stessa cosa, cioè a non farsi bloccare dalle proprie emozioni.
    Questa è la base per ogni relazione terapeutica.

    Link: il blog delle ragazze
    Link: PsycNET
    mercoledì 3 aprile 2013

    Gesticolare aiuta la memoria degli studenti per la matematica

    Uno studio condotto da Kimberly Fenn dimostra che i ragazzi a cui si spiega la matematica accompagnando la lezione con gesti che richiamano ai concetti, ricordano meglio di ragazzi a cui gli stessi concetti matematici vengono spiegati con il solo uso della voce.

    Penso che la spiegazione risiede nel fatto che i gesti rimandano immediatamente a immagini visive e ad associazioni che sono i principali strumenti per la memorizzazione (insieme alla reiterazione o ripetizione).

    Oltre che matematica è pensabile che le spiegazioni degli insegnanti, più sono accattivanti meglio vengono ricordate dagli studenti, al di là del contenuto: tono della voce enfatizzato nei punti giusti, gesti più o meno plateali a seconda del momento, battute. Il tono di voce monotono non aiuta, non solo la memoria, ma prima ancora l'attenzione che, come ben sappiamo, è la "mamma" della memoria!!!

    Il modo di spiegare accattivante, non si insegna... perché dipende dalla passione verso ciò che si insegna e verso l'insegnamento stesso.

    Buona scuola a tutti ^__^

    ______________________________________________________________________________

    La nostra squola

    Maestra: scuola si scrive con la "c".
    Alunno: si, ma solo quando è corretta!


    lunedì 1 aprile 2013

    Aumentano le false diagnosi di autismo

    L'Associazione Spagnola di Pediatria (AEP) ha dichiarato che c'è un aumento di false diagnosi di autismo in bambini adottati.

    I bambini adottati possono avere dei sintomi simili a quelli dell'autismo, come la scarsa comunicazione e difficoltà nelle relazioni sociali, dovuti però non a cause biologico-organiche, ma alle difficoltà incontrate nei primi due anni di vita. Soprattutto quando istituzionalizzati.

    Il portavoce dell'AEP ha dichiarato che i bambini adottati sono persone che hanno subito dei gravi abusi, che hanno avuto dei rapporti affettivi disorganizzati, tali da poter produrre comportamenti simili all'autismo. Bisogna essere quindi molto cauti quando si fanno diagnosi di questo tipo a bambini provenienti da altri paesi. Aggiungerei, anche e soprattutto, quando non ci sono evidenti difficoltà cognitive.

    In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo, il portavoce dell'AEP raccomanda ai professionisti che fanno diagnosi, di essere più cauti e di indagare meglio i casi in cui i bambini hanno difficoltà comunicative. Infatti difficoltà di comunicazione non è sempre uguale a diagnosi di autismo.

    Fonte

    Capelli e femminilità

    La femminilità collegata ai capelli, soprattutto ai capelli lunghi, è un pensiero che ha origini fin da quando si è piccole. Si sentono spesso le mamme parlare dei capelli della piccola, di come sono belli, del fatto che si sono conservate la prima ciocca di capelli tagliati, di come ci si fa belle curando i propri capelli... Se ci si pensa bene è la prima parte del corpo che riceve accessori di abbellimento (per chi li considera tali), come: fermagli, cerchietti, fiocchi vari, elastici; mentre truccarsi occhi e unghie viene dopo.
    (In realtà tale collegamento ha origini ancora più antiche, la cui riflessione rimando ad un prossimo articolo o post).

    Insomma, fin da bambine ci insegnano che i capelli sono collegati alla femminilità e alla sensualità. Ecco perché poi accadono situazioni spiacevoli in tutto il mondo, come scambiare la scelta di rasarsi i capelli di Stefania Ferrario, una modella di 19 anni, in una malattia come il cancro. Notizia falsa che si è sparsa alla velocità della luce grazie ai social network: tutti hanno pensato che la rasatura fosse una caduta di capelli dovuta alle cure per sconfiggere il cancro.

    Già è proprio accaduta una cosa del genere!
    Invece, la ragazza ha deciso di tagliarsi i capelli per raccogliere i fondi per la ricerca contro il cancro: testimonial del fatto che anche senza i capelli una donna può essere femminile e sensuale. E guadando le sue foto è proprio così: non sono i capelli a fare la bellezza di una donna!!


    I più grandi di età, non si dimenticano di certo una cantante il cui look era proprio la testa rasata a zero:


    Certo, ci vuole coraggio a sfidare una società che insinua di continuo che femminilità e bellezza è sinonimo anche di capelli lunghi. si penserà anche che oltre che il coraggio ci vuole anche la bellezza: queste due donne hanno dei lineamenti molto delicati, in pratica sono belle. Ma se ci si pensa veramente, loro sono le stesse: sia con i capelli lunghi che con i capelli corti, i loro lineamenti non cambiano con il taglio di capelli... Forse cambia come si percepiscono? Nemmeno. Un donna che si rasa i capelli per scelta ha una fiducia in se stessa molto radicata che forse addirittura aumenta dopo il taglio. E' qui il punto: bisogna lavorare su ciò che si prova al pensiero di "capelli si-capelli no".

    Forse occorre che ci siano più testimonial come la Ferrario e meno pubblicità di shampoo per capelli.

    Il video della Ferrario dove spiega agli italiani il perché dei suoi capelli rasati.

    Buon Lunedì di Pasqua a tutti!!

    sabato 30 marzo 2013

    Precetto per una vita felice

    Foto di Assen (Pixdaus)
    "Lo stress e la stanchezza hanno origine nel tuo spirito che vagabonda e si affatica tra i giochi dell'immaginazione. Il pensiero si orienta sempre verso il rimpianto del passato o verso le immaginazioni di un futuro ideale.
    Sono fantasmagorie che portano solamente sofferenza e solitudine perché si svolgono in dimensioni inesistenti.
    Solo il presente è reale, è la tua forza vitale, a partire da esso puoi iniziare, costruire e realizzare la tua vita"
    (Dogpa Rimpoche)
    venerdì 29 marzo 2013

    Psichiatra, psicologo, psicoterapeuta: quali differenze?

    Ancora in tanti si confondono sulle differenze tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Tale confusione è confermata dalla presenza, in quasi tutti i siti di psicologia, di articoli o post che ne raccontano le differenze. E' infatti rato trovare un sito di medici ortopedici che spiegano cosa fa l'ortopedico!
    L'Associazione Culturale Psicantria ha trovato un modo originale di spiegarle: tramite una canzone (di cui trovate il video alla fine del post).

    L'associazione, fondata da psicologi, ha come obiettivi di:

     - divulgare e trattare il tema della malattia mentale e del disagio psichico attraverso l’uso dello strumento CANZONE
    - stimolare dibattiti e vincere l’indifferenza sociale e lo stigma legato alla patologia psichiatrica, anche grazie all’utilizzo di realizzazioni musicali ed editoriali
    - organizzare eventi musicali e culturali che coinvolgano attivamente le persone affette da patologie psichiatriche e disagio psichico, con finalità riabilitativa e di integrazione sociale
    -  favorire la nascita di complessi musicali costituiti da utenti psichiatrici, operatori della salute mentale e musicisti volontari, le cosiddette PSYCHIATRIC BAND

    Qui il loro sito: Psicantria


    martedì 26 marzo 2013

    La quercia come simbolo della famiglia



    Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro e oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romana, greca e celtica. Considerata dai Celti la regina della foresta, gli aggettivi con cui la descrivevano erano forte e perfetta, grazie ai suoi imponenti rami, e salda per possedere della radici ancor più grandi. Era il simbolo della fertilità dei mesi solari, ma soprattutto simboleggiava la salda protezione, la forza primordiale e l'abilità di sopravvivere anche nei periodi più difficili.

    Spesso viene raffigurata come "l'arbero della vita". E' un albero che può vivere molto a lungo; alcuni esemplari hanno superato i 1000 anni di vita.

    La quercia è un albero che ha in sè il senso della completezza e dell'eternità, poiché sulla sua chioma nascono i fiori di entrambi i sessi.

    Portando con sè il seme maschile (il padre) e il seme femminile (la madre), possiede il dono di procreare un terzo (il figlio) che lei stessa è.

    Ne consegue che il numero 3 le appartiene.

    Tra i rami, sempre secondo i Celti, dimoravano gli dei del cielo, e proprio per questo, le navi, le porte di casa e gli scudi dovevano essere fatti con il legno della quercia.

    Le rappresentazioni che la quercia assume nella tradizione europea sono molto numerose.
    A causa delle sue grandi proporzioni è sempre stata considerata un albero cosmologico e antropologico per eccellenza, oltre che essere considerata come "albero della saggezza". Zeus l'aveva adottata come albero prediletto ed infatti la quercia rappresenta il Sole ma anche il cielo scuro e nuvoloso, il posto naturale del dio della folgore e del fulmine. I primi Greci chiamavano le querce "pròterai matéres", le "prime madri". Non stupisce quindi che le querce abbiano preceduto gli uomini, i padri degli uomini, cioè gli dèi, ed anche le api, che simboleggiano l'anima immortale e che abitano i tronchi scavati delle querce.

    Fu nel tronco spaccato di una quercia che i Dioscuri ellenici si nascosero dai loro nemici, ovvero nel "grembo della madre".

    Si dice che la quercia fu il primo albero che spuntò sulla terra e non fornì solo il miele, ma anche la ghianda (da cui il nome di balanofagi dato ai primi uomini).

    Secondo le credenze italiane, ceche, germaniche, serbe ecc. è un ciocco di quercia che, la vigilia di Natale bisogna far ardere sul fuoco, poiché essa è simbolo di rinascita, di avvento, di luce che torna dopo il buio.

    In nessun paese del mondo, però, si può pensare di trovare il culto della quercia così diffuso come nella Gallia dei Druidi, dove le querce hanno fatto, per moltissimo tempo, le veci delle case, quando anche il dio Teute stesso veniva rappresentato sotto l'aspetto di una quercia. Il culto della quercia, per un Druido, era analogo al culto della propria casa, del suo tempio, e del proprio paese.

    Tutte le immagini della quercia descritte possono essere applicate anche alla famiglia, o comunque al concetto di famiglia che più piace.

    PS- questo post è stato spostato qui a causa di un malware che ha colpito il blog "Essenza di eternità". Era il post più letto.

    Cambiamenti in atto

    Sto cambiando il blog... e come ogni cambiamento si perde qualcosa e si acquista altro.

    Saluto il mio vecchio blog e saluto il nuovo blog, che è collegato al sito di psicologia che gestisco...
    Si cambia, si cresce, ci si modifica e le cose intorno a noi, che ci appartengono seguono l'andamento.

    Ci saranno dei giorni di caos: devo capire come funziona il nuovo template ^__^
    domenica 17 marzo 2013

    un Cardinale dichiara che i pedofili non vanno puniti

    Questa mattina gironzolando tra le varie notizie presenti nel web sono capita a leggere questa intervista, che mi ha fatto rabbrividire, in cui il Cardinale Napier parlando dei pedofili non come dei criminali ma come dei malati che hanno a loro volta subito abusi nell'infanzia, ha dichiarato: "Non credo si debba pensare che costoro meritino una punizione visto che a loro volta sono stati danneggiati".
    Questo è una vergogna!!!!

    Diverse ricerche mettono ormai in luce i disturbi che i bambini abusati possono manifestare più avanti negli anni, da adolescenti e/o adulti:

    • Disturbo post-traumatico da stress
    • Disturbo borderline di personalità
    • Disturbo dissociativo dell'identità
    • Problemi nella sfera sessuale
    • Pedofilia
    • Disturbi affettivi e relazionali
    • Comportamenti violenti e antisociali
    Seguendo la linea del Cardinale sopra citato, nessuno di questi va punito se il suo comportamento deriva dall'abuso sessuale infantile. Quindi chi ha comportamenti antisociali e violenti (magari violenta sua moglie, maltratta lei e i suoi figli....) non va punito se da bambino è stato abusato. E così via.

    Da adulti, abbiamo delle responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. Da adulti abbiamo delle responsabilità nei confronti dei più piccoli, dei più deboli, dei più bisognosi. Da adulti dobbiamo essere in grado di metterci nei panni degli altri, nei panni dei bambini, perché lo siamo stati, e così li possiamo aiutare a crescere credendo in loro stessi. E da adulti e preti le responsabilità aumentano!!!

    Un adulto, da bambino è stato abusato? Allora saprà cosa vuol dire, saprà che quel bambino che era non lo sarà più, quell'adulto che sarebbe stato non lo sarà più... invece di riproporre, per rabbia e identificazione con il carnefice, il comportamento abusante subito, deve farsi curare prima anche solo di toccare per sbaglio un bambino. Ma dopo, dopo ci deve essere una pena perché tanti sono i bambini che ha violato e tanti avranno una strada piena di difficoltà per cercare di rimanere equilibrati e non cedere alle conseguenze che l'abuso porterà, compresa la pedofilia.

    Chi abusa va punito. E la pena che avrà non sarà mai pari al peccato, allo sbaglio, all'aberrazione che ha commesso!!!
    La pedofilia è un crimine!!!





    mercoledì 13 marzo 2013

    La Chiesa di Carlo Maria Martini

    "La Chiesa è stanca.... i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi, il benessere pesa" (C.M. Martini). Secondo Carlo Maria Martini la Chiesa doveva riconoscere i propri errori e percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando cominciando dal Papa e dai Vescovi... "Io consiglio al Papa e ai Vescovi di cercare 12 persone fuori dalle righe per i posti direzionali. Uomini che siano vissuti vicino ai più poveri, che siano circondati da giovani e che sperimentino cose nuove" (C.M. Martini)
    Da Il Punto di Paolo Pagliaro. Il video qui sotto o a questo link
    giovedì 14 febbraio 2013

    Un tulipano per San Valentino


    Il linguaggio dei fiori risale ai tempi antichi, ma è nell’Ottocento che conobbe il suo massimo uso, in particolar modo per la comunicazione dei propri sentimenti. Ed è in questi anni che fu pubblicato il primo libro con illustrazioni e litografie sul significato dei fiori.

    Il tulipano è il simbolo nazionale floreale della Turchia. Il nome deriva infatti dal turco “tullband” che significa “turbante”, forma vagamente richiamata dal fiore.

    E’ tra i primi fiori a sbocciare ogni anno, segnando il passaggio dal freddo inverno alla tiepida primavera.

    E' simbolo dell’amore e dell’amante ideale. Inoltre, a seconda del colore, viene anche utilizzato per dare messaggi come l’amicizia sincera (giallo), la modestia (violetto), la forza e il potere (nero), la purezza (bianco), le nuove nascite (rosa per le femmine, giallo per i maschi, arancio quando ancora non si conosce il sesso del neonato).
    Inserito in delle composizioni viene regalato in occasioni speciali come il Natale, la Pasqua, i matrimoni, la laurea, la festa della mamma (con attenzione al colore dei tulipani che si sceglie di inserire nel mazzo rispetto al tipo di evento a cui si partecipa).

    Regalato nel giorno di San Valentino, alla propria innamorata, assume sfumature del proprio significato a seconda della gradazione del colore rosso:
    • Tulipano rosa: amore affettuoso
    • Tulipano rosso: vero amore

    Ciò risale ad una leggenda persiana che narra di un triangolo amoroso tra il sovrano Cosroe II, sua moglie e un capomastro. Avendolo scoperto, il sovrano manda una falsa notizia di morte di sua moglie, a seguito della quale il capomastro si toglie la vita. Da ogni goccia del suo sangue caduto sulla terra nasce un tulipano rosso. Così più è intenso il colore rosso del tulipano più è simbolo di un grande amore.

    Nella leggenda il tulipano rosso è regalato dall’innamorato alla sua amata. Tramandare le leggende è buona cosa per non farle morire. Soprattutto quando emozionano!

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