Autismo, placenta e diagnosi precoce

Secondo dei ricercatori della Yale School of Medicine, sarà possibile diagnosticare l'autismo facendo un esame della placenta. L'errore, secondo i dati della ricerca, è stimato solo per il 4% circa dei casi.
Vorrei però sottolineare che la ricerca, che ha dato un bel risultato, è stata fatta su un campione di 117 placente di bambini considerati a rischio per la presenza in famiglia di persone autistiche.
Chi fa ricerca sa che il campione è molto piccolo, e i dati possono essere fuorvianti. Quel 4% circa in un campione di 500/1000 potrebbe aumentare a dismisura.
Quindi spero possano effettuare altre ricerche dello stesso genere per essere più sicuri di quanto emerso con questa prima ricerca.
Vorrei aggiungere che la diagnosi di autismo è possibile farla intorno ai due/tre anni, ma per un occhio esperto di sviluppo neonatale, soprattutto esperto delle tappe evolutive dello sviluppo del movimento, è facile accorgersi che c'è qualcosa che non va già intorno ai 4-5 mesi del bambino. Certo, a questa età c'è molta variabilità di sviluppo, e non è detto che l'eventuale ritardo possa poi essere predittivo dell'autismo, magari è una difficoltà motoria o di altra natura, o magari non è indice di nessun ritardo o difficoltà specifica. Semplicemente quel bambino aveva un piccolo "ritardo" nell'arrivare ad una determinata tappa di sviluppo motorio. Ma perché non aiutarlo comunque? Perché non facilitare il suo sviluppo motorio? Tutto il nostro sviluppo è basato sull'intelligenza motoria.
Quello che voglio sottolineare è che c'è la possibilità di intervenire da subito: se il bambino non ha raggiunto una tappa motoria è possibile lavorare, giocando, per fargliela raggiungere, superare e per farlo proseguire alla successiva. Perché non farlo?
Autismo, placenta e diagnosi precoce Autismo, placenta e diagnosi precoce Reviewed by Paola Romitelli on 11:07 Rating: 5

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