martedì 17 febbraio 2009

Nei pressi delle rotatorie (o rotonde)

Grazie ai finanziamenti europei, i comuni che hanno introdotto le rotatorie agli incroci sono notevolmente
aumentati anche in Italia (mentre non sono previsti finanziamenti per i semafori). Sembra infatti che la rotatoria diminuisca gli incidenti: se lo dicono le statistiche, allora ci devo credere.

Probabilmente ciò che mi succede quando guido nei pressi di una rotatoria è una piccola realtà. Si, perché mi domando come mai risultano meno incidenti quando c'è una rotatoria se la maggior parte dei guidatori non sa quali sono le regole stradali in caso di rotatorie, appunto.
Casi di incidenti a parte, di sicuro le rotatorie sono "bravissime" a creare traffico ed ingorghi maggiori che non se ci fosse un semaforo.

Comunque, nel disegnino sottostante c'è una rotatoria. Le macchine che stanno già percorrendola hanno la precedenza rispetto a quelle che arrivano dai rettilinei.
Infatti i segni per terra (che ho evidenziato con una freccia rossa) stanno ad indicare che si deve rallentare per dare la precedenza a chi sta compiendo il giro. A volte, oltre i segni per terra mettono anche il segnale di dare la precedenza (è quel tringolino con il bordo rosso e lo sfondo bianco, con la base capovolta che si trova ogni tanto, così, in prossimità di un incrocio).
Questo significa che le macchine che arrivano dai rettilinei, anche se vengono da destra rispetto a chi sta percorrendo la rotatoria, non hanno la precedenza, devono invece darla.

Allora, mi spiegate perché ogni volta che faccio una rotatoria ed ho la precedenza, quello che arriva dal rettilineo sulla destra crede di avere la precedenza? E ogni volta rischi che mi venga addosso oltre che prendermi regolarmente insulti che dovrebbero essere rivolti a loro?

sabato 14 febbraio 2009

Giornata della lentezza

Il 9 marzo 2009 ci sarà la terza giornata della lentezza. La giornata si svolge con degli appuntamenti in luoghi stretegici per pensare, discutere, confrontarsi sull'uso che le persone fanno del tempo, sulla frenesia che colpisce e dilaga sempre più, sul cercare uno stile di vita più tranquillo, per vivere pienamente e con serenità ogni momento della giornata (anche in mezzo al traffico cittadino).
La giornata sarà promossa in tutto il Mondo: quest'anno la sede della manifestazione sarà Tokyo. In Italia se ne occupa l'associazione di volontariato L'Arte di vivere con lentezza, con sede a Milano, che sta raccogliendo le adesioni dei comuni, delle associazioni ma anche delle fmaiglie che vogliono partecipare, dedicando la giornata del 9 marzo alla lentezza.
Ecco i 14 comandalenti che si devono seguire per abbracciare uno stile di vita lento:
1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche inascensore)
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14)Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.
... e i 7 comandalenti in cucina 1) Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate... crediamoci! 2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un'ottima scelta per controllare colesterolo e peso. 3) E' scientificamente provato che l'acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore? 4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto ... anche l'udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!). 5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura. 6) Evitiamo il "due in uno"! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo. 7)Non precipitiamoci ... il cinema, la lavastoviglie, l'ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano
Per maggiori informazioni andate direttalente nel loro sito: L'Arte del vivere con lentezza.
mercoledì 11 febbraio 2009

Attilio Manca: un caso ancora da sviscerare


Ricordo volentieri questo ragazzo, Attilio Manca, che ormai da 5 anni non c'è più. C'è nebbia sulla sua morte verificatasi in una situazione veramente paradossale.

Lo ricordo con piacere perché credo fosse una persona veramente buona, nel profondo.
Lo ricordo con piacere perché era una gran professionista che avrebbe potuto salvare la vita a molti.
Lo ricordo con piacere perché vorrei che non fosse morto.
Lo ricordo con piacere perché tutte le morti di ragazzi che in qualche modo vengono collegate alla mafia, alla camorra o a sistemi simili, vorrei che non ci fossero.
Lo ricordo con piacere in nome proprio di tutti i bambini, i ragazzi, gli adulti che sono morti innocenti.
Attilio, riposa in pace.

Di seguito la storia del suo "caso", ripresa da un post scritto sul blog di Benny Calasanzio Borsellino:

Forse un giorno vi racconteranno la storia di un medico, un urologo tra i migliori in Italia, che si suicidò quattro anni fa, 12 febbraio 2004, nella sua casa, a Viterbo.
Vi diranno che era depresso, che era triste, e che decise che era meglio farla finita.
Lui si chiamava Attilio Manca. Dottor Attilio Manca.
Si iniettò allora, due volte, sui polsi, una miscela esplosiva di alcol, calmanti ed eroina per farla finita.
Nel polso sinistro però.
Lui che era mancino, in punto di morte, scoprì che era abile ad usare anche l'altra mano.
Mentre entrava in circolo il mix, diede una testata su qualche muro deviandosi il setto nasale.
Poi cominciò a sbattere in giro per la casa, a procurarsi ecchimosi ed ematomi su tutto il corpo. Cosparse la casa del suo sangue, sul letto, sotto il letto, mise il tappo alle due siringhe e ne mise una in bagno e una in cucina.
Poi finalmente morì.
Suicidio.
Caso chiuso.
Come Peppino Impastato che si fece esplodere dopo essersi auto-pestato a sangue ed aver cosparso di tracce ematiche tutta la campagna.
Il dottor Manca in effetti aveva una vita che lasciava presagire al peggio.
A trentaquattro anni era già un luminare, sapeva effettuare l'intervento alla prostata per via laparoscopica.
Oltre a lui in Italia c'era solo un altro medico in grado di farlo.
Lo ritrovarono in quella casa i suoi colleghi. Prostata.
La prostata mi ricorda Bernardo Provenzano.
Poveraccio Binnu, dovette andare fino a Marsiglia per operarsi.
A proposito, aggiungo una sciocchezza che per gli inquirenti ha poco conto. Infatti è solo una coincidenza, figuratevi.
All’insaputa dei colleghi, l'urologo aveva effettuato un viaggio in Costa Azzurra proprio nell’ottobre 2003.
A Marsiglia.
Lo disse ai genitori, nel corso di due telefonate. Anche Bernardo Provenzano, nell’ottobre 2003, si trovava in Francia.
Guarda un pò! A Marsiglia.
Attilio Manca disse ai genitori di trovarsi lì perchè doveva assistere ad un intervento.
I familiari credono sia stato costretto a visitare, ad operare o ad assistere proprio Bernardo Provenzano.
Io ne sono fermamente convinto.
Basta leggere. E il suo comportamento in quel periodo, lasciava intendere che ci fosse qualcosa di storto, in effetti. Non è difficile da credere che Bernardo Provenzano, quel vecchietto inoffensivo che mangiava pane e cicoria, abbia preteso di essere visitato ed assistito da un luminare dell'urologia, da uno tra i migliori in Italia e, a lavoro finito, lo abbia messo a tacere.
A parte gli accompagnatori, infatti, Provenzano avrebbe avuto solo un altro italiano accanto in Francia.
Meglio assicurarsi il suo silenzio. Le indagini sono state chiuse e archiviate con una superficialità che ha del criminale. Due telefonate tra Attilio e la madre sono sparite dai tabulati.
La mattina del 12 febbraio, invece, Attilio aveva chiamato i genitori, chiedendo loro di portare dal meccanico riparare una moto tenuta a Terme Vigliatore. Dopo la sua morte i genitori c'andarano dal meccanico, ma la moto era perfetta. Forse Attilio già in mattinata era in ostaggio. Forse non poteva nemmeno parlare a telefono. Attilio aveva addirittura in programma un periodo di volontariato in Bolivia con Medici senza Frontiere, e un training a Cleveland, Stati Uniti, presso un istituto altamente specializzato. Strana una vita così pianificata e dinamica per un'aspirante suicida.
Grazie all'ostinazione della famiglia, il Gip del tribunale di Viterbo ha dato mandato al pm di far eseguire, entro tre mesi, l'esame del Dna su alcuni mozziconi di sigarette e sugli strumenti chirurgici trovati su un tavolo nell'abitazione di Attilio Manca. (ANSA) In particolare il Gip ha disposto che il Dna venga confrontato con quello di Angelo Porcino, un uomo residente a Barcellona Pozzo di Gotto, città natale di Attilio Manca, dove vivono tuttora i suoi genitori. Angelo Porcino, secondo il legale della famiglia Manca, avvocato Fabio Repici, oltre a essere pregiudicato, avrebbe avuto contatti con ambienti mafiosi barcellonesi.
Il Gip ha chiesto di verificare la posizione di Porcino in quanto Attilio Manca, dieci giorni prima di morire, avrebbe telefonato ai genitori chiedendo loro informazioni proprio su di lui. Poi avrebbe aggiunto di avere a sua volta ricevuto una telefonata da parte di un suo cugino, Ugo Manca, tecnico radiologo, che gli avrebbe chiesto un appuntamento a nome di Porcino poiché, avrebbe avuto bisogno di un consiglio di carattere medico.
L'eventuale presenza a Viterbo di Porcino, secondo il legale, potrebbe imprimere una svolta decisiva alle indagini nel senso indicato dai genitori di Attilio Manca.
Nel senso che il medico non si sarebbe affatto suicidato e che nella sua morte potrebbe aver avuto un ruolo la malavita barcellonese.
Un altro aspetto che le indagini non avrebbero chiarito, così come ha sostenuto l'avvocato Repici nell'opposizione all’archiviazione del caso accolta dal Gip di Viterbo, riguarda il comportamento di Ugo Manca nei giorni immediatamente successivi alla scoperta del cadavere di Attilio.
Ugo Manca, condannato un anno fa per traffico di droga, il giorno dopo la scoperta del cadavere dell'urologo si recò alla procura della Repubblica di Viterbo per sollecitare, a nome dei genitori del medico, la restituzione del corpo e il dissequestro dell'appartamento.
Ma il padre e la madre di Attilio, ascoltati dal pm, hanno dichiarato di non aver mai chiesto al loro nipote di fare tali richieste. Inoltre, come prova un'impronta digitale trovata su una mattonella del bagno, Ugo Manca era stato in casa del cugino. Circostanza che egli stesso ha poi ammesso, dichiarando di essere venuto a Viterbo nel dicembre 2003 per farsi sottoporre a un piccolo intervento chirurgico a un testicolo. Ma non ha fornito alcuna prova su chi e quando gli avesse diagnosticato il problema e prescritto l'intervento.

Mi rivolgo ai genitori di Attilio. Alla madre, che ho conosciuto, donna di una dignità nobile e con un grande senso della giustizia. Farò di tutto perchè la gente sappia quello che è successo, tempesterò internet di articoli, di post. La memoria di vostro figlio è un impegno per tutta la Sicilia.
martedì 10 febbraio 2009

Campi elettromagnetici e salute: un nuovo sito

Perché questo sito?
Il rapido sviluppo di tecnologie che generano campi elettromagnetici è stato accompagnato da preoccupazioni per i loro possibili effetti sulla salute.Alla base di queste preoccupazioni vi sono i risultati di alcuni studi che hanno suggerito la possibilità di effetti a lungo termine, come lo sviluppo di tumori e malattie degenerative, in conseguenza di esposizioni croniche a livelli anche molto bassi di esposizione. I giustificati sospetti sono stati però ingigantiti da un'informazione non scientifica, spesso parziale o completamente distorta, che ha creato nei cittadini una percezione dei rischi dei campi elettromagnetici molto diversa dalle stime oggettive dei ricercatori.
Le prime righe riprese dal sito stesso sembrano subito chiarire che le informazioni contenute in esso saranno scientifiche, chiare e limpide.
Spedando che non sia una bufala (come, chessò, le case farmaceutiche-e-lucro), dò il benvenuto al nuovo sito dell'Istituto superiore di Sanità dedicato alla salute a ai compi magnetici.

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