domenica 30 novembre 2008

Ricicla i regali di Natale

L'idea mi è venuta in mente leggendo questa notizia dell'Ansa, in cui c'è scritto che molte persone (il 26%) ricicla i regali.
Che significa questo? Significa che un signore/a riceve un regalo. Questo regalo non gli piace, oppure è un doppione, oppure non gli si "addice", così il signore/a invece di buttarlo, decide di regalarlo ad un suo amico/conoscente.
Invece di buttarlo, decide di regalarlo!?!?!?!? Lo trovo fantastico, e mi domando come mai lo fa solo il 26% delle persone!
Anche perché, tale comportamento non dovrebbe offendere chi ha fatto il regalo, poiché la persona che lo ha ricevuto semplicemente attua una "catena" e lo offre/regala a chi lo apprezzarebbe di più.
E' uno dei comportamenti ecologici più belli e spontanei che abbia sentito negli ultimi anni e penso che vada incentivato! Perciò, ecco i bannerini per aderire all'iniziativa :)
  • Banner con un albero di Natale e Babbo Natale con scritto "Il regalo ricevuto non ti piace? Non buttarlo: riciclalo".

  • Banner con sullo sfondo il simbolo del riciclo con scritto "ricicla il regalo che non ti piace: ri-regalalo".

  • Fiocco rosso e la scritta "Come essere "eco" a Natale: Non buttare, ma ricicla il regalo ricevuto ma che non ti è piaciuto!"

Blog che partecipano all'iniziativa

- Semplicemente Lisa

- Experiences and Life

AIDS: prima di combatterlo, previenilo!!



Come in tutto il Mondo, anche in Italia stanno aumentando i casi di AIDS.
A differenza degli altri Paesi, in Italia però non ci sono i fondi per aiutare le persone che hanno contratto il virus: gli viene addirittura detto di "passare l'anno prossimo". (Fonte)
Come al solito i fondi vengono tolti ai più deboli: anche questa la reputo una forma di discriminazione.
Mi vorrei però soffermare un attimo, ma proprio un attimo a pensare al perché questo triste aumento dei casi.
L'AIDS è una immunodeficienza causata da un virus che porta alla morte, o comunque a vivere una vita veramente difficile.
L'AIDS si prende facendo del sesso con le persone. Per prevenirlo sarebbe semplicissimo: non fare sesso con persone a rischio o usare il preservativo.
E' semplice. Allora come mai i casi di persone infette, aumenta?
Perché si continuano ad avere rapporti a rischio?
Perché si continua a non usare il preservativo?
Ma l'AIDS si prende anche perchè si usano siringhe infette per iniettarsi droga.
La droga. Il buco.
Se ti buchi sei morto. Anche se continui a vivere.
Forse, anche le persone che fanno sesso senza precauzioni vogliono morire?
mercoledì 26 novembre 2008

La morte della solidarietà

100 milioni di euro, cioè le briciole delle briciole. Sono le risorse che la Finanziaria 2009 ha previsto di mettere a disposizione della cooperazione allo sviluppo Mario Sammartino, vice direttore generale della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri ha fornito i dati sulle risorse che la Finanziaria 2009 mette a disposizione della cooperazione.

Lo ha fatto in occasione del convegno, in corso oggi a Roma, "Debito, giustizia e solidarietà" organizzato dalla Conferenza episcopale italiana. Ci sono a disposizione 300 milioni di euro, cioè -54% rispetto al 2008 e -80% rispetto al 2007.

E non è tutto.

Nei 300 milioni sono compresi gli impegni pluriennali che l'Italia si è assunta, quindi le risorse disponibili sono, in realtà, appena 100 milioni euro. Una cifra simbolica e ben al di sotto dell' 0,15% del Prodotto interno lordo (Pil).

E il vice direttore Sammartino ha anche affermato che questa decurtazione ha provocato una risposta «troppo sommessa ed educata della società civile».

Non sappiamo se la società civile nel suo complesso non abbia risposto in maniera adeguata. Sappiamo però che Link 2007 è uscito lo scorso 5 settembre con un comunicato, rivolto al presidente del consiglio Berlusconi e alle forze politiche della maggioranza, che lanciava un forte allarme.

Vediamo.

«Se le previsioni del ministero dell'Economia saranno confermate, la prossima Legge Finanziaria effettuerà un taglio agli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo e la lotta alla povertà che non ha pari negli ultimi trent'anni. L'Italia si presenterà infatti sulla scena internazionale nel 2009 con uno stanziamento simbolico pari all'incirca allo 0,10 del Pil. E ciò in barba ai solenni e ripetuti impegni assunti a livello europeo e internazionale dai successivi presidenti del Consiglio in carica, con il consenso delle forze politiche, di accrescere le risorse a tale scopo, fino ad arrivare allo 0,51 del Pil entro il 2010 e allo 0,7 entro il 2015».

«Lo strabismo politico dell'Italia viene così formalizzato e lanciato come messaggio al mondo proprio nell'anno del G8, a presidenza italiana, in cui i temi della povertà e dello sviluppo saranno in primo piano. (…) Le ong di Link 2007 sono convinte che l'Italia, nonostante le difficoltà di bilancio, possa e debba cambiare rotta: l'etica della responsabilità, ma soprattutto la ragione e la visione dell'interesse nazionale in un sistema mutevole di relazioni internazionali, sono gli elementi che devono forzare il cambiamento».

«Ad avviso di Link 2007, l'Italia non ha infatti che una sola scelta in politica estera: concepire le proprie relazioni internazionali come cooperazione fra paesi. Non può infatti praticare alcuna politica di potenza né sarebbe dignitoso accodarsi a politiche di potenza, d'altronde sempre molto miopi, di altri paesi. L'Italia ha un altro importante ruolo da giocare, quello del dialogo e della cooperazione: a livello politico, economico, culturale, ambientale, scientifico, dei diritti, della sicurezza, della lotta alla povertà e dello sviluppo. È il modo più appropriato per la promozione degli interessi nazionali e al tempo stesso per una globalizzazione basata su rapporti di giustizia, equità, pace e sicurezza».

Ma Berlusconi e il suo governo da quell'orecchio non ci sentono proprio.

(Fonte)

martedì 11 novembre 2008

Donne, non solo l'otto marzo

Tra i 16 e i 50 anni
si muore più per violenza sessuale che per malattia o incidenti stradali.

6.743.000
le donnne vittime di violenza fisica o sessuale.

Solo il 24,8 per cento dei casi di violenza
è opera di uno sconosciuto,
si tratta per la maggior parte di violenze consumate dentro le mura domestiche.

Ben 7.134.000
le donne che hanno subito violenza psicologica,
il 43,3 per cento dal partner.

Quasi 7 milioni gli stupri,
il 69,7% ad opera del partner.

Un milione e 400mila donne
hanno subito uno stupro prima dei 16 anni.

Oggetto di comportamenti persecutori - stalking -
un milione e 100mila donne.

Oltre il 90% delle vittime
non denuncia gli abusi.
(Fonte: Istat 2007)

Tutto ciò deve finire!
domenica 9 novembre 2008

Minacce a "Chi l'ha visto": solidarietà

Questo blog si unsce a Peacelink nell'esprimere solidarietà alla redazione di "Chi l'ha visto?" e alla conduttrice Federica Sciarelli.

Solidarietà a "Chi l'ha visto" Nella notte di lunedì 3, intorno alle 0:40, circa trenta giovani, alcuni dei quali a volto coperto, hanno fatto irruzione negli studi Rai di via Teulada a Roma. 5 novembre 2008 - Giacomo Alessandroni (segretario di PeaceLink)

Nella notte di lunedì 3, intorno alle 0:40, circa trenta giovani, alcuni dei quali a volto coperto, hanno fatto irruzione negli studi Rai di via Teulada a Roma.

Cercavano la redazione, gli autori e la conduttrice del programma. Pretesto, le immagini inedite sugli scontri in piazza Navona alle 11 della mattina del 29 ottobre scorso, trasmesse dal programma poco prima.

Nella mattinata di martedì una serie di telefonate anonime di minacce hanno raggiunto la redazione. Il testo è stato trasmesso alle autorità inquirenti.

Questa è la registrazione originale ed il testo integrale del commento di Federica Sciarelli alle immagini degli scontri di piazza Navona del 29 ottobre alle 11, trasmesse da "Chi l'ha visto?" alle 23:06 di lunedì 3 novembre:

"Molti telespettatori ci hanno detto che sono state viste molte immagini della manifestazione degli studenti, immagini soprattutto che si riferiscono a piazza Navona, quando ci sono stati dei manifestanti di sinistra che hanno tirato dei tavolini e delle sedie addosso a degli esponenti di destra del Blocco Studentesco.

Ci sono altre immagini che sono state fatte vedere pochissimo.

Ci hanno chiesto di mandarle in onda e noi ve le facciamo vedere.

Sono immagini, devo dire, brutte. V

ediamole insieme al rallenty: allora, ci sono dei giovani, giovanissimi tra l'altro, li vedete in basso, sono sicuramente non degli universitari, forse dei liceali, e poi ci sono delle persone che a calci, pugni, scudisciate, si fanno largo.

Sono ben visibili, queste persone. Q

uesto è accaduto prima di quello che voi avete rivisto spesso, nei telegiornali, degli scontri di piazza Navona.

Guardate tra l'altro la faccia preoccupata, sgomenta dei ragazzi. Sono dei ragazzini, sono veramente dei ragazzini che scappano, questi qui in basso, spaventatissimi da quello che sta succedendo.

Anche Enzo Letizia, devo dire, del sindacato della Polizia, ha detto - Ma come mai gli ultrà di estrema destra non sono stati attenzionati come quelli di sinistra? Vi abbiamo fatto vedere queste immagini, che sono non belle in una manifestazione che doveva essere pacifica degli studenti".

Carissimo Ministro dell'Interno on. Roberto Maroni, Lei è una persona intelligente: come giudica questo servizio televisivo, l'irruzione alla Televisione di Stato e le minacce alla redazione della trasmissione "Chi l'ha visto"? È ancora possibile, in Italia, fare informazione anche se questa rischia di calpestare qualche callo? Il Suo "Pacchetto Sicurezza" prevede qualcosa anche per questo tipo di minacce e di reati?

Nel caso volesse intervenire con la Sua autorevolezza, saremmo ben lieti di darle tutto il diritto di replica che merita.

Ci dispiacerebbe molto, viceversa, un Ministro dell'Interno - che ha fatto della sicurezza la Sua bandiera - silente rispetto a fatti di questa gravità.

Non dobbiamo essere certo noi a spiegarLe cosa significa fare irruzione nella Televisione di Stato in tempo di pace in un Paese democratico come l'Italia.

venerdì 7 novembre 2008

L'aggressività dei cani

I cani imparano l'aggressività dall'uomo e, in modo specifico dal suo padrone che, non solo può essere aggressivo con loro o avere un carattere collerico che il cane assorbe, ma potrebbe anche insegnargli a combattere per le lotte clandestine. Quelle lotte tra cani organizzate da uomini senza scrupoli dove si chiede agli spettatori di puntare sul cane che secondo loro sarà il vincente. E' un'atrocità senza fine, dove il cane perdente è spesso ammazzato dall'altro, se non sempre. I cani non sono aggressivi per natura, se non per procurarsi il cibo, come qualsiasi altro animale in libertà (vedi i felini). La cattiveria e l'aggressività con cui i cani per le lotte clandestine vengono cresciuti, fanno in modo di creare delle "macchine da guerra", che ammazzano solo per il gusto di ammazzare: in pratica impazziscono. E, impazzendo, è ovvio che poi non distinguono più e possono ammazzare bambini, persone e addirittura il proprio padrone. Stamattina leggo sul sito ANSA questo titolo "Sbranato dai suoi cani, gravissimo". Si potrebbe pensare che il cane è impazzito di suo e ha sbranato il suo padrone. Tale titolo invita a pensare "povero padrone, lui si fidava dei suoi cani!!", oppure "certo che di questi cani proprio non ci si può fidare", oppure "mammamia che paura mi fanno i cani", oppure " volevo prendere un cane a casa con me, ma credo proprio che non lo farò", oppure "oddio, io ho un cane e se poi impazzisce e mi ferisce? Forse lo abbandono". E' assurdo. Un titolo così, incita le persone a non prendere cani a casa con sè. Incita, quindi, all'abbandono. E, l'abbandono dei cani favorisce proprio quelle perfide e sporche persone che fanno le lotte clandestine. Un titolo così non fa capire chi è il padrone aggredito dal cane: "Belsito e' noto alle forze dell'ordine perche' coinvolto nelle inchieste sulla nuova mafia del Brenta.". A voi le riflessioni! Altri post correlati: Trenitalia impazzita: vietata la salita sui treni ai cani Cani aggressivi? Riflettiamo insieme Che vigliacchi: siete senza dignità Banner contro le cacche dei cani sui marciapiedi Bocconi avvelenati per cani e gatti Due occhi per chi non vede

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