domenica 26 maggio 2013

Premio Blog

Il blog ha vinto un premio.
Questo gradito evento mi riporta nel 2008, anno di nascita di questo blog. Inizialmente era concepito come un blog personale dove scrivevo pensieri su ciò che accadeva nel mondo, ma soprattutto in Italia. Ero una blogger molto attiva, soprattutto nell'ambito dell'attualità. Poi, gli eventi della vita mi hanno portato ad un allontanamento dal mondo virtuale che, se da un lato è stato positivo dall'altro mi ha fatto perdere le tracce dei blogger che avevo conosciuto all'epoca, e ciò mi è dispiaciuto molto. Vale la pena avere anche degli amici virtuali con cui coltivare interessi, passioni, scritture.

Anche se il blog è cambiato, assumendo un visus più da sito informativo sulle tematiche della psicologia, rimane sempre un blog. Ho deciso, quindi e comunque, di scrivere il post e di condividere con tutti la bellezza delle condivisioni, appunto, soprattutto se fatte per farsi conoscere, per creare rete e relazioni. Sono quindi contentissima e ringrazio di cuore Lucia Vichi, blogger di Infinite Passioni Creativeper questa occasione regalatami.

Liebster Blog Award è una iniziativa nata in Germania per premiare blog meritevoli che hanno meno di 200 follower, con lo scopo di farli conoscere maggiormente.

Si partecipa rispettando le seguenti regole:

  • Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio, citandolo nel post dedicato al premio stesso
  • Rispondere alle 11 domande proposte dal blog che ti ha premiato
  • Scrivere 11 cose su di te
  • Scegliere altri 11 blog da premiare con meno di 200 follower
  • Formulare 11 domande a cui loro devono rispondere
  • Informare i blog vincitori del premio ricevuto
Le domande di Infinite Passioni Creative

  1. Un bel film al cinema o davanti al televisore comodamente nel divano?  Un film della Disney-Pixar 
  2. Quale/i frutto/i preferisci? La mela
  3. Quale cartone animato preferivi nella tua infanzia? Lady Oscar
  4. Quale profumo particolare ti ricorda la tua infanzia? Il profumo del fieno
  5. Principessa o Strega? Entrambe
  6. Stato d'animo oggi: sereno o nuvoloso? Variabile
  7. I tre difetti che gli altri ti attribuiscono. Non lo dirò mai ;)
  8. Il libro che proprio non ti è piaciuto. Fuori dal silenzio
  9. Quale fiore/i preferisci? Il tulipano
  10. Villetta di mare o casetta in campagna? Casetta in campagna
  11. Musica classica o New Age? Entrambe

  12. 11 Cose su di me
    - da 1 ad 11: sono una psicologa ;)

    I blog che premio (guarderò tra i miei seguaci e sceglierò i blog che ne hanno di meno. Non credo di arrivare ad 11....)
    • Perché hai deciso di aprire un blog?
    • Vorresti cambiare qualcosa della tua vita?
    • Il desiderio che occupa il posto n.1
    • Il desiderio che occupa l'ultima posizione
    • Cosa fai nel tempo libero?
    • Se fossi un animale... saresti?
    • Se fossi un fiore... saresti?
    • Se fossi un colore... saresti?
    • In quale angolo/stanza della casa ti rilassi?
    • Ti piace guidare?
    • Cosa ti piace di te
    Buon Premio a tutti ^__^

    Sessualità ed autismo. L'educazione sessuale ed affettiva inizia da bambini

    La sessualità e l’educazione all’affettività sono una parte importante nella vita di chiunque. La pubertà è sempre un momento critico e delicato. Quando la persona che la attraversa è nello spettro autistico le cose possono diventare ancora più complicate. La mancanza di agenzie educative in merito viene spesso e purtroppo compensata dallo scambio con i pari, da cui i ragazzi e le ragazze vengono a conoscenza di alcune cose per loro importanti e in qualche modo appagati. Questo scambio in caso di autismo è improbabile e vanno quindi aiutati. Non sempre è semplice per i genitori o gli educatori iniziare un percorso di educazione alla sessualità o di comportamento sessuale adeguato. E’ invece importante affrontare tali argomenti con naturalità.

    Ma facciamo un passo indietro.

    I genitori di bambini con autismo sono particolarmente preoccupati dell’arrivo della pubertà del figlio. Le preoccupazioni riguardano sia le modalità educative da affrontare che la paura di regressioni. Rispetto a queste ultime paure, si può essere meno apprensivi poiché recenti ricerche hanno riscontrato in pochi soggetti una “regressione” o “arresto” nella fase della pubertà che inoltre si è mostrata essere una “falsa regressione”, infatti una volta che il ragazzo supera la fase della pubertà ed è entra nella prima età adulta ha riacquisisce tutte le sue competenze.

    Per quanto riguarda le modalità educative, queste devono iniziare il prima possibile. Aspettare fino al momento “cruciale” non è adeguato.

    Il primo consiglio quindi è quello di iniziare il prima possibile, cominciando semplicemente dall’insegnamento di come si chiamano tutte le parti del corpo, anche quelle intime. Nel farlo bisogna sentirsi a proprio agio. E’ importante comprendere che il disagio e la vergogna sono provate solo dell’adulto e da lui vengono trasmessi.

    Il secondo consiglio: in casa è importante avere un atteggiamento intimo e rispettoso dell’intimità dell’altro:


    - Non è adeguato, ad esempio, girare nudi per casa perché il bambino potrebbe non comprendere quando e dove può girare nudo e quando no.

    - Non è adeguato andare al bagno lasciando o facendogli lasciare la porta aperta (per lo stesso motivo di prima).

    - Non è adeguato farsi toccare le parti intime, ad esempio il seno per una donna è una parte intima, anche se tale donna è una mamma (se il bambino cresce toccando, ovviamente in modo innocente, il seno della madre, potrebbe pensare che è un comportamento consentito nelle relazioni con l’altro sesso).

    - Non è adeguato baciare il bambino sulle labbra.

    - E’ bene togliergli la mano dalle sue parti intime se il bambino si tocca. Toccarsi le parti intime non è, come invece si può pensare, un comportamento “esclusivo” dei ragazzi più grandi, può capitare anche quando il bambino è piccolo e non si pensa che ciò possa accadere. In realtà è naturale e comune. E’ importante perciò agire subito, prima che il comportamento si strutturi. Anche solo quando il bambino tiene la sua mano nelle mutande senza toccare le parti intime, è bene fargli capire che ciò non va fatto, che quello non è un comportamento adeguato.

    - E’ bene insegnare da subito ad essere autonomi il più possibile nell’andare al bagno e nell’eseguire una corretta igiene intima. Questo facilita l’autonomia nel momento del passaggio dall’essere bambino/a all’essere ragazzo/a, dove è necessario andare al bagno da soli e lavarsi le parti intime da soli.

    - E’ bene comportarsi con la persona autistica tenendo presente la sua età. Si tende infanti ad una iper-infantilizzazione dove, ad esempio, il bambino di dieci anni è preso in braccio e coccolato come se ne avesse tre. E’ bene tenere sempre presente come ci si comporta con bambini neurotipici a seconda della loro età e riportare il tipo di relazione anche con il bambino autistico.

    - E’ importante che il bambino venga abituato fin da subito a non abbracciare, baciare o andare in braccio a persone conosciute da poco, conoscenti o non conosciute affatto.

    - E' importante non farlo dormire nel "lettone", soprattutto se questo vuol dire penalizzare la coppia (quando il papà va a dormire in salone, ad esempio). Avere il proprio letto in cui dormire è fondamentale per la propria intimità, per la propria indipendenza, per comunicargli che lui è una persona "altra" dalla madre.

    Questi pochi consigli sono indispensabili per cominciare da subito una educazione all’affettività e alla sessualità. Sono consigli diretti a tutti gli educatori (genitori, operatori, insegnanti…) che cercano solo di prevenire comportamenti non adeguati che poi è difficile estinguere in età più avanzate (a volte impossibile, soprattutto in caso di gravità), quando il comportamento inadeguato si è ormai strutturato.

    sabato 25 maggio 2013

    Funzioni esecutive superiori: valutazione ed intervento nella sindrome di asperger

    Con il termine funzioni cognitive superiori si vogliono indicare una serie di abilità che comprendono la pianificazione, l’organizzazione, la flessibilità, la scelta di un obiettivo, l’autoregolazione.

    E’ riscontrato che tali funzioni risiedono nei lobi frontali del cervello. Infatti, le persone che subiscono una lesione in questa area, mostrano comportamenti quali deficit cognitivi, comportamenti inadeguati al contesto, movimenti stereotipati, isolamento sociale, affettività superficiale, non riescono più a mettersi nei panni dell’altro, hanno difficoltà a comprendere e seguire le regole sociali. Tutti comportamenti simili a quelli delle persone con Sindrome di Asperger.

    Le ricerche effettuate per riscontrare danni nella regione dei lobi frontali in persone con autismo, evidenziano una non presenza di lesioni.

    E' comunque stato riscontrato che le persone autistiche presentano delle anomalie in questa area del cervello.

    Ad esempio, in una ricerca di Gillberg (Gillberg, 1994) si è scoperto un minor metabolismo frontale; in un’altra ricerca si è evidenziato un flusso ematico cerebrale ridotto nella corteccia frontale (Sherman, Nass e Shapiro, 1984); ancora, alcuni studi con la PET (anche se con risultati non univoci) indicano una ridotta captazione di glucosio nei lobi frontali (oltre che in quelli parietali).

    Struss e al. hanno postulato, in seguito a ricerche, che il deficit della Teoria della Mente è presente in persone con lesioni neurologiche del lobo frontale. In tale ricerca si mette in evidenza che le lesioni del lobo frontale mediale riguardano le connessioni con l’amigdala (interessata nei casi di autismo) e altre regioni del sistema libico, coinvolgendo la sfera affettiva.

    Questo, conferma le ipotesi fatte da Fine e al. che possono essere presenti dei deficit tipici delle lesioni ai lobi frontali anche se questi sono integri, ma che possono dipendere da una anomalia dell’amigdala.

    Per quanto riguarda la valutazione e il trattamento, vediamo che la valutazione delle funzioni cognitive superiori si sviluppa in tre parti:

    Colloqui con genitori e insegnanti

    Osservazione del comportamento

    Somministrazione di test neurologici specifici

    Colloqui con i genitori e insegnanti: sono indispensabili per ricavare informazioni su ciò di cui i bambini o i ragazzi Asperger non sono consapevoli. Tali incontri dovrebbero assumere come strumenti privilegiati il colloquio e l’intervista.

    Il colloquio per avere informazioni di tipo generale, conoscere episodi particolari, sapere come lo vedono i genitori e gli insegnanti, come riescono o non riescono a gestirlo.

    L’intervista serve a raccogliere informazioni più specifiche circa le particolari difficoltà di tipo autistico che egli mette in atto negli ambienti di vita giornalieri.

    Osservazione del comportamento: viene fatta durante tutto il percorso valutativo, sia durante la somministrazione delle prove tipiche sia durante dei giochi informali, allo scopo di verificare la presenza o meno dei comportamenti tipici della sindrome.

    Somministrazione di specifici test neurologici: il test neurologico maggiormente usato è il Wisconsin Card Sorting Test (WCST). Si può somministrare in una età compresa tra i 6 e i 90 anni. Esistono due versioni: quella classica formata da carte e quella computerizzata.

    Non è ancora accertato, ma sembra che in alcuni casi, i bambini con autismo ad alto funzionamento rispondano meglio nella versione computerizzata piuttosto che in quella tradizionale (Ozonoff, 1995).

    Un altro test molto utilizzato è il Trial Making Test. Sia quest’ultimo che il WCST misurano soprattutto la capacità di flessibilità.

    Per la capacità di pianificazione vengono utilizzati la Torre di Hanoi e la Torre di Londra. Entrambi i test richiedono l’utilizzo sia della pianificazione che dell’organizzazione, poiché per la riuscita c’è bisogno di pianificare un certo numero di mosse in anticipo.

    Anche i test della Figura di Rey possono essere utilizzati per misurare la capacità di organizzazione. Dal test viene richiesta una prova di copiatura che si dimostra molto adatta per i bambini.

    Inoltre per le prove che misurano la capacità di inibire azioni e pensieri quando necessario, si utilizza lo Stroop Color-Word Test.

    Dopo aver completato un’accurata valutazione, si rende necessario stabilire un altrettanto accurato intervento.

    Gli interventi che vengono solitamente proposti sono:

    Uso di farmaci

    Tecniche cognitive

    Tecniche comportamentali

    Modificazione dell’ambiente

    Training sulla flessibilità



    Uso di farmaci. Spesso vengono somministrati farmaci psicostimolanti come il metilfenidato, ma solo uno studio ha valutato che c’è una modestissima riduzione dell’iperattività, che ne rende vana la somministrazione, soprattutto visto il prezzo che si deve pagare rispetto alle controindicazioni. Inoltre non ci sono ricerche che evidenziano un miglioramento nelle funzioni cognitive superiori. Non è inoltre utile se usato come unica terapia.

    Tecniche cognitive-comportamentali. Sono utili i programmi di autoregolazione e di automonitoraggio del comportamento. Inoltre si è dimostrata l’utilità di tecniche metacognitive che aiutano il ragazzo Asperger a sapersi dare delle istruzioni, a riconoscere le emozioni dell’altro, e a porsi delle domande per migliorare le abilità di organizzazione. Una delle tecniche che si può utilizzare è il metodo Feuerstein, che punta allo sviluppo e al potenziamento delle capacità cognitive.

    Modificazione dell’ambiente. La scuola è l’ambiente dove i bambini con Asperger trovano maggiori difficoltà e dove, infatti, attuano la maggior parte dei comportamenti problematici. Potrebbe essere utile rendere routinaria la giornata scolastica, non far agitare il bambino con giochi “scalmanati”, mettere il banco del bambino vicino alla cattedra della maestra, eliminare il più possibile le distrazioni, indicare esplicitamente al bambino tutti i vari momenti della giornata, anticipargli le sorprese, dargli dei compiti da fare con istruzioni chiare, magari scritte, non farlo stare senza fare niente, proporgli un diario della giornata, fornirgli una checklist per i compiti, utilizzare le agende giornaliere, comunicazione stretta casa-scuola.

    Training sulla flessibilità. Esistono dei giochi da proporre, anche simpatici, che hanno riscontrato successo nell’aumento della flessibilità. Uno di questi giochi consiste nel gioco della classificazione, dove si chiede, ad esempio sottoforma di gara, di classificare i vestiti (o i dinosauri o qualcosa che piaccia al bambino) prima per colore, poi per taglia, poi per tessuto e cosi via.
    martedì 21 maggio 2013

    Ansia e rimedi naturali

    L'ansia continua a dilagare nel terreno della mente sia dei più grandi che dei più piccoli. La maggior parte delle volte noi psicologi consigliamo di iniziare un percorso terapeutico, focalizzando la possibilità di soluzioni passando per l'esplorazione della mente e per il riconoscimento e l'espressione delle emozioni. Ma esistono anche dei rimedi naturali che potrebbero aiutare. Perché non provarli?

    Le piante
    • Alcune specie della passiflora hanno delle proprietà rilassanti, tranquillanti ed ansiolitiche. Si riporta una riduzione della tachicardia. Dormire bene in seguito all'assunzione della passiflora sembra sia comune, come comune è un risveglio privo di ottundimento.
    • Il biancospino comune ha delle proprietà sedative sul sistema nervoso centrale. Ipotensivo e cardiotonico, è usato nei casi di nevrosi cardiache, di ipereccitabilità e nei casi di insonnia.
    • Anche la valeriana comune ha proprietà calmanti e sedative. Come le precedenti, viene utilizzata in caso di insonnia e per calmarsi.
    In pratica, bisogna trovare la pianta che fa al proprio caso. Possono essere consumate come pastiglie e in infusi

    Gli olii
    L'olio è semplicemente una forma diversa per assumere le sostanze di alcune delle piante sopra indicate. Molto utilizzati nell'aromaterapia, possono essere assunti per bocca, con dei diffusori nell'aria, tramite massaggi o facendo dei bagni. Gli olii usati per la riduzione dell'ansia derivano da cipresso, geranio, bergamotto, lavanda, melissa e sandalo.

    Alimentazione
    Siamo ciò che mangiamo: anche l'alimentazione incide sull'umore!! Sono da evitare cibi contenenti carboidrati, zuccheri e alcool. Hanno il semaforo verde tutti i cibi contenenti le vitamine A e C, la vitamina B6, ma anche potassio e magnesio. Il consumo di frutta e verdura è vitale.

    Sport (il corpo)
    E' indubbio che l'attività fisica fa scaricare la tensione accumulata. A seconda del proprio modo di essere, può essere più proficua la mattina, il pomeriggio o la sera. E' importante individuare il momento della giornata da cui si traggono maggiori profitti in termini di distensione non solo momentanea (mentre si fanno gli esercizi) ma durevole nel tempo (nelle ore successive).

    L'integrazione corpo-mente
    Attività di meditazione e respirazione che coinvolgono sia il corpo che la mente sono molto consigliate. Lo yoga, il tai chi, il body-mind centering sono scelte buone per tutti per ridurre fortemente gli stati di ansia.
    domenica 5 maggio 2013

    Giornata Nazionale contro la Pedofilia

    Qualche anno fa avevo fatto dei bannerini contro la pedofilia da poter mettere sul proprio blog. Purtroppo sono andati persi... Forse un giorno li rifarò.

    Oggi, per non rimanere nel silenzio e poter dar voce a tutti quei bambini che sono costretti nel silenzio, ho scritto un articolo: Il testimone silente ed il testimone soccorrevole in caso di abuso sessuale, rivolgendomi a tutti quei testimoni silenti nella speranza che decidano di uscire dal silenzio e parlare dell'abuso di cui sono testimoni.

    La maggior parte degli abusi avviene in famiglia, e spesso almeno un familiare si accorge del consumo di violenza e non fa niente, rimane nell'immobilità.
    Il bambino non è in grado di denunciare da solo l'abuso, non è in grado di uscire dal silenzio e iniziare una elaborazione della tortura che ha subito, che sta subendo. La sua unica possibilità è che il testimone silente parli.
    venerdì 3 maggio 2013

    Race for the cure per il tumore al seno


    A Roma il 17-18-19 maggio 2013 ISCRIVETEVI numerosi/e

    La Race for the Cure, evento simbolo della Susan G. Komen Italia, è una corsa di solidarietà e di raccolta fondi della lunghezza di 5 km (con passeggiata di 2km) che si propone di esprimere solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione.
    È una manifestazione unica e aperta a tutti, che ha la capacità di coniugare al meglio sport, divertimento, emozioni ed impegno sociale.
    Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle “Donne in Rosa”, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che, per dimostrare un atteggiamento positivo con cui si confrontano con la malattia, scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa.
    Negli Stati Uniti, dove è nata nel 1982 e dove si svolge in oltre cento città americane, la Race coinvolge ogni anno oltre un milione e mezzo di partecipanti e tanti personaggi pubblici, a partire dal Presidente degli Stati Uniti, starter d’eccezione nella corsa di Washington.
    La Race for the Cure è arrivata in Italia nel 2000, a Roma, nello splendido scenario del Circo Massimo, spostandosi poi successivamente alle Terme di Caracalla dal 2001 al 2012 e tornando al Circo Massimo per l’edizione 2013. Madrina della manifestazione, praticamente da sempre, è l’attrice Maria Grazia Cucinotta, che presta generosamente il suo volto e la sua voce per le tante iniziative di promozione dell’evento.
    Visto il successo sempre crescente ottenuto nel corso degli anni, la Race ha varcato dal 2007 i confini della Capitale per raggiungere anche Bari, Bologna e infine Napoli, per tre edizioni dal 2010 al 2012.
    Nel 2012 la Race for the Cure ha festeggiato la tredicesima edizione di Roma, con una partecipazione di pubblico di circa 52.000 persone, che le hanno consentito di diventare l’edizione più partecipata al mondo tra le oltre 150 organizzate dalla Komen in America, Europa, Asia e Africa.
    A livello nazionale, con le edizioni di Roma, Bari, Bologna e Napoli, l’ammontare complessivo dei partecipanti ha superato nel 2012 quota 80.000 iscritti.
    Con i fondi raccolti attraverso la Race for the Cure, la Komen Italia, dal 2000 ad oggi ha raccolto e già distribuito oltre 1.800.000 € per la realizzazione di progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori del seno. Tra questi, corsi di aggiornamento per operatori sanitari; programmi di educazione alla prevenzione per donne sane e studenti; servizi clinici per il recupero del benessere psico-fisico delle donne operate ed acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura delle neoplasie del seno.


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