domenica 31 gennaio 2010

Conoscere e usare i mandala a scuola




Dal libro Conoscere e usare i mandala del mondo di Maria Pia Alignani.

Il mandala è una figura archetipica che rimanda, quindi, ad immagini dell'inconscio collettivo che emrgono da antichi racconti tramandati oralmente.
Jung collegò il disegno dei mandala al Sé, cioè alla totalità della persona e ipotizzò che questi disegni esprimessero la globalità della personalità e delle sue potenzialità.

Primi scarabocchiUno dei primi risultati che i bambini piccoli cercano di ottenere, appena hanno una matita in mano, è la chiusura di un cerchio.
Spesso iniziano con una forma che assomiglia a una o più spirali e che, tramite esperimenti, spesso simili a macchie, porta a raggiungere una forma più o meno circolare, ma comunque chiusa.
Il bambino mostra questa forma con grande soddisfazione poiché gli permette di rappresentare il volto umano, il sole e il fiore che sono universalmente i primi disegni.

E' interessante notare che il fiore viene quasi sempre rappresentato con quattro petali orientati istintivamente nelle quattro direzioni cardinali. Allo stesso modo i raggi che rappresentano la luce del sole, che in sé rappresenta un mandala, partono quasi sempre da linee verticali e orizzontali.

E' possibile quindi supporre che la forma del mandala e il desiderio di ottenere un cerchio sia parte di noi: nelle scuole per l'infanzia che hanno utilizzato questo strumento, i bambini hanno trovato assolutamente naturale dedicarsi con attenzione a colorare mandala: l'attività li prendeva completamente, non vi erano momenti di disturbo ma un silenzio creativo, talvolta accompagnato da un lieve sottofondo musicale e il risultato era una grande soddisfazione per il risultato raggiunto.
L'insistenza degli insegnanti di colorare dentro i bordi non era accolta da insofferenza, ma considerata parte integrante di quell'attività un po' magica.

Se inserito in un programma curricolare, il lavoro sui mandala ha la potenzialità di aumentare la concentrazione, il silenzio, la riflessione, la creatività, l'autoefficacia percepita.

Possono essere utilizzati con diversi obiettivi:
consapevolezza nell'uso del colore e delle forme,
insegnamento della storia e della geografia,
conoscenza di varie civiltà e popili per l'integrazione culturale,
consapevolezza delle strutture architettoniche,
saper osservare i modelli di decorazione classici,
conoscenza delle leggende in cui compaiono i mandala,
conoscenza degli elementi principali e vitali del mondo,
conoscenza dei punti cardinali, dell'orientamento personale,
....
I modi e gli spunti a cui i mandala si prestano sono infiniti e possono offrire alle insegnanti (educatori, genitori) un modo diverso di proporre le attività da svolgere raggiungendo molteplici obiettivi, non solo accademici ma, soprattutto, di una maggiore conoscenza e consapevolezza di sé.

Cambiamenti...

L'inverno è appena arrivato, ma con il suo arrivo anche le giornate si sono lievemente allungate: segno, immerso nel freddo, che la primavera arriverà. Ne sento l'odore!!! E, con la primavera arrivano anche i cambiamenti: il blog "si veste di nuovo"!!! Con i colori pastello (verde, marrone, blu, arancio, rosso), i post a sinistra, le info sugli argomenti del blog, le petizioni da firmare, i feedati amici e tutto il resto a destra, ed in fondo alla pagina tre foto (un fiume con in primo piano dei fiori rosa, delle margherite con petali rossi, un gatto rosso), il blog mi accompagnerà per questo anno... e forse anche per altri. Tempo fa, I colori della mente, era nato con lo scopo di poter esprimere i miei pensieri su diversi argomenti. Poi, per un periodo il tema "attualità" ha preso il sopravvento e in quel momento avevo deciso di aprire altri blog a tema: uno sulla famiglia, uno sulla disabilità, un altro sul volontariato, uno sulle frasi lette sui libri, uno sulla scuola. Il blog principale è sempre rimasto questo, ma aveva perso la sua anima: il suo nome, "I colori della mente", stava proprio ad sottolineare che una unica persona può essere il contenitore di attività, interessi, hobby diversi (i vari colori, appunto) e che li poteva esprimere colorando il blog di diverse tonalità. E tempo che i colori, dispersi, ritornino in un contenitore unico!!! NB- Se notate che manca qualcosa di vostro che ho perso durante il trasloco, fatemi sapere e sarà ripristinato :)
martedì 12 gennaio 2010

La formazione (?) degli insegnanti nell'autismo (un'esperienza)



In seguito alla richiesta di una mamma di una bambina con autismo, riporto una lettera che lei ha scritto alla preside di una scuola in seguito ad un GLH.
I dati sensibili sono stati omessi.

Gent.ma Preside,
alla luce di quanto è emerso al GLH del giorno (), Le confesso il mio grande disappunto per la poca informazione avuta riguardo ai comportamenti di mia figlia all'interno della scuola. Non si può giudicare senza conoscere e, in quel contesto, la conoscenza della bambina e della sua patologia era completamente assente.
La preparazione degli insegnanti di sostegno di mia figlia è completamente inadeguata al problema. E' dalla non conoscenza che nascono informazioni sbagliate, si danno giudizi pesanti che danneggiano soltanto.
Non è stata fatta alcuna integrazione all'interno della classe ma soprattutto non è stata data alcuna informazione e preparazione alla classe che avrebbe dovuto accogliere mia figlia.
Si pretende in un contesto così difficile di mettere la bambina alla lavagna e farla lavorare? Sono stati dati agli insegnanti strumenti e linee guida da seguire, fra questi non c'era certo quella di far eseguire lavori alla lavagna. E' chiaro che questa frustrazione è venuta fuori nel modo sbagliato.

Si parla molto d'accettazione, di solidarietà ecc. Le posso dire che con mia figlia non si può fingere perché lei sente le persone dalle quali viene accettata per quello che è. con lei falsità e finte attenzioni non passano...
Forse la scuola andrebbe molto meglio se le persone che seguono questi bambini siano preparate nello specifico con corsi di aggiornamento e altro, ma troppo spesso manca la passione per il lavoro che svolgono!

In casa la bambina ha fatto notevoli progressi, è genitle, abbastanza collaborativa e ubbidiente come può esserlo una qualsiasi adolescente. Come può essere che a scuola si verifichi esattamente l'opposto?
Il continuo cambiamento degli insegnanti (dall'inizio dell'anno sono stati ben 4) probabilmente ha comportato notevoli disagi; si sa bene che l'accettazione di nuove figure richiede tempi lunghi, ma forse questo è un dettaglio!

Sentivo di dover scrivere quanto detto per dare voce alla realtà mia e di mia figlia che è ben lontana da quella dipinta in sede di GLH, lo dovevo e lo devo soprattutto a mia figlia e a tutte quelle persone che mi hanno accompagnato e sostenuto in questo percorso di crescita con risultati concreti e soddisfacenti.

All'interno della scuola ringrazio alcune insegnanti che sono state e sono due figure di riferimento importanti per mia figlia e per me, e ringrazion Lei che mi ha prestato attenzione in questo momento di verifica sperando in una collaborazione futura più armoniosa e produttiva.
Cordiali saluti.

Successivament la mamma mi fa sapere che:

La lettera non ha ricevuto alcuna risposta. Ho cambiato quindi scuola con tutti i disagi che questa scelta obbligata può comportare; sperando di incontrare situazioni nelle quali potrà esserci, si, un incontro professionale, ma soprattutto un incontro emotivo e umano.


Una mamma
__________________________________________________________
La nostra squolaMaestra: scuola si scrive con la "c".
Alunno: si, ma solo quando è corretta!

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