I Santi Innocenti

E' il libro inchiesta sulla pedofilia nel mondo.
Camarca, l'autore del libro, è un giornalista che per poter entrare nel giro della pedofilia, si finge egli stesso un pedofilo. In qualche modo, riesce così a denunciare una realtà che promuove questi comportamenti, una società che sa e fa finta di non sapere.
Camarca riesce ad entrare nel giro anche sfruttando la rete di internet, da cui raccoglie molte informazioni.

Nel libro viene descritta la diffidenza dei pedofili e la fatica con cui riesce a superarla, a spese, fra l'altro, della sua integrità mentale. Comincia a bere.

Tra le tante cose che ho notato nel libro, ne riporto alcune:
- Bologna è una città che ricorre spesso, anche come "centro di smistamento per materiale pedopornografico";
- nell'universo dei pedofili ci sono alcune professioni che ricorrono spesso, come pediatri, sacerdoti, insegnanti, istruttori di palestra, assistenti handicap, fotografi di battesimi e comunioni, rappresentanti dello spettacolo;
- la California, altro luogo ricorrente;
- è raro che su internet i pedofili parlino con la loro lingua d'origine.

Viene descritta anche la condizione in cui questi bambini vivono: terrificante!

Il solo pensare che un adulto ne possa approfittare, e ne approfitta, violentando queste anime bianche mi annienta, ma ancora di più mi annienta sapere che altri adulti sanno e non fanno niente per cambiare la situazione.
I Santi Innocenti I Santi Innocenti Reviewed by Paola Romitelli on 14:54 Rating: 5

16 commenti:

  1. Questo libro non lo conoscevo..
    Grazie per la segnalazione :)

    Per quanto riguarda la scelta delle professioni, come puoi notare sono figure che per mestiere stanno a contatto con bambini/adolescenti e di questi hanno spesso la fiducia. ottimo modo per aver accesso ai bambini, in modo assolutamente insospettabile (il che fa ancora più male a noi e ai bambini stessi).

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  2. Già! La forma che sta prendendo il 'movimento' dei pedofili la trovo abberrante. Hanno addirittura fondato un partito in Belgio e hanno il coraggio di chiamarsi 'amanti dei bambini'!

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  3. Il problema non è che loro fondano un partito. Secondo me è moolto più grave che davanti a ciò, c'è solo lo sdegno e non ci si muove a colmare il buco legislativo che ha permesso ciò (e per inciuso, potrebbero farlo anche qui in Italia). é molto facile dire "è uno scandalo, che schifo", invece è molto difficle agire... e sembra che nessuno (o solo pochi) abbiano voglia di fare davvero.

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  4. "Il mondo è pericoloso, non a causa di coloro che fanno male, ma a causa di coloro che guardano e lasciano fare" (dal libro 'Chi ha paura del lupo cattivo?').

    Metto la frase che ha un fondo di verità, ma personalmente credo che il mondo sia pericoloso soprattutto per le persone che fanno del male!

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  5. Sicura?
    Io per nulla.. chi fa male, lo fa a una persona. Chi sa e non parla, lo fa a una decina. Chi ha potere di cambiare le regole e non lo fa, fa male a milioni di persone.

    a volte è facile dire che sono gli altri che fanno male, e non noi. ma anche il nostro non agire è fare del male...

    (Senza polemica sia chiaro...)

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  6. (senza polemica: mi piace questa discussione) Credo che anche le persone che non agiscono pur vedendo e pur potendo siano in qualche modo cattive. Ma dipende anche di chi stiamo parlando: a volte le persone che non possono dire o non lo fanno è perché la società in qualche modo le piega al suo volere (non giustifico, ma per esperienza è pura realtà: chi è in qualche modo sottomesso ha paura di reagire perché può rischiare con la sua stessa vita - non dimentichiamo che nell'ambiente di cui si parla ci sono persone senza scrupoli) chi invece può reagire, può parlare perché riveste un certo ruolo, ha una certa immagine ed è una persona buona, pure deve stare attento perché rischia la sua vita (se non è protetto)a meno che non faccia cose che alla fine, in concreto, non accusano nessuno, chi riveste un ruolo ancora più importante...non so dove sia, forse pensa solo a se stesso! Chi lo fa davvero, e sono pochi è vero, lo fa perché lo ha scelto come missione di vita!

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  7. Tu dici: " chi ha potere di cambiare le regole non lo fa". Bè, chi ha potere per cambiare le regole è chi ha permesso ai pedofili di fondare un partito!

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  8. Io non direi così.
    I pedofili hanno fondato un partito in quanto c'era un buco nella legge. Fino ad allora a nessuno di noi era venuto in mente che potessero farlo e così non si era pensato di mettere questo tipo di blocco (anche x' bisogna ricordare che le leggi per la fondazione di partiti in alcuni Stati sono di anni e anni fa quando di pedofilia nemmeno si poteva parlare). ora però che è successo, ti pare che qualche Stato si sia deciso a mettere un piccolo codice nella propria legge in modo da impedire che questo ricapiri? No. hanno urlato tutti allo scandalo (che fa bene, fa guadagnare simpatia) ma nessuno si è mosso. Questi sono quelli che fanno davvero male...

    Quando dico che chi sa e non fa nulla non mi riferisco alle persone che possono essere direttamente coinvolte con tutti i vincoli del segreto, minacce &Co. Ma a chi ad alti livelli può davvero modificare le cose: io come educatrice (e psicologa si spera prima o poi) posso fare una parte, ma se lo Stato se ne frega di sti temi, non fa leggi e non finanzia stiamo belli che freschi!

    (anche a me fa piacere discuterne :) )

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  9. Devo dire che sono completamente d'accordo con te! Anche in riferimento al fatto che parecchi anni fa non si poteva immaginare che i pedofili potessero fondare un partito ed è vergognoso, come tu dici, che altri potevano inserire una piccola 'postilla' per...Ora non so, ma Camarca nel libro parla di nostri politici (senza fare nomi) che, in qualche modo, fanno parte del giro! Spaventoso!!!

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  10. Fino a pochi anni fa non si usava così spesso la parola *pedofilia*. In fondo la cura dell'infanzia come la intendiamo noi oggi ha poco più di un secolo. Ci abbiamo messo tempo a riconoscere il maltrattamento, poi tempo per vedere l'abuso (e ancora oggi facciamo fatica a vedere e a parlare di quello fatto da donne)...

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  11. E' proprio così! Durante una lezione di antropologia all'università il professore disse che non pochi anni fa in Val d'Aosta le famiglie per scaldarsi dormivano tutte insieme, e accadevano molto spesso degli episodi di 'abuso', che venivano da loro considerati come comportamento culturale...

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  12. ecco, quello che riporti è un esempio chiaro. spesso capita anche le madri (o caregivers femminili) erotizzino normali azioni di cura e igiene. è difficile vedere questi comportamenti come abusi in quanto il confine è labile.. e poi siamo portati a pensare che queste cose le madri/donne non le facciano. ci vorrà tempo anche x vedere e riconoscere questo.

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  13. E' da molti giorni che seguo questo confronto aperto, ma non ho trovato prima le parole giuste per intervenire. Perchè per un "argomento" come questo basta poco per diventare banali e parlare sul parlato. Fate attenzione a come si trasformano nel tempo gli stessi "esperti" del settore. Informare e denunciare presuppongono la responsabilità dell'appartenenza. Appartenere presuppone il NOI. E' così inconsapevole il regredire al un freddo ciarlare da talk-show che continuamente ci bombarda e che riduce la scelta in paladini o aguzzini (ruoli "egonistici")? Ci viene impedito di maturare, si rischia l'isolamento o ancora peggio il ripiegamento su sé stessi. Ed è proprio una società immatura a violentare l'infanzia a diversi livelli. Per restare in termini biblici, a proposito di santi innocenti, concludo con l'immagine de drago costantemente in attesa di divorare il bene nascente. Spesso ci riesce, e siamo costretti a guardare.

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  14. "è proprio una società immatura a violentare l'infanzia a diversi livelli"

    devo dire che non sono d'accordo su questa frase (se ho frainteso, correggimi) nel senso che in tutte le società si violentano i bambini, in un modo o nell'altro. da sempre...
    ce ne siamo accorti solamente da pochino (in termini storici 20-30 anni sono davvero nulla) e ora ci pare impossibile pensare che prima non era così. o forse nessuna società è davvero matura?

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  15. Mi spiego meglio :-)
    Bateson faceva notare come le norme con cui interpretiamo il mondo siano in funzione della fiducia che vi riponiamo e che probabilmente esse si costituiscono
    a partire dalle prime esperienze infantili permanendo pressochè intatte nel corso della vita.Siamo nell'ambito dell'apprendimento due. L'apprendimento tre, dice, è probabilmente difficile e raro perfino negli esseri umani: è la capacità di modificare quelle premesse che rendono dolorosa l'esistenza.
    Questo abbraccia e supera il discorso culturale.
    Per maturità intendo poi, nella concezione eriksoniana, quella capacità di intimità, di solidarietà e soprattutto di generatività che ci consente seriamente di occuparci degli altri, di lavorare per rendere il mondo migliore per i nostri figli e/o per i figli degli altri.
    Per questo penso come te che "tutte le società violentano i bambini in un modo o nell'altro e da sempre". E da sempre siamo in grado di capire se è giusto o sbagliato...anche se effettivamente da qualche decennio una sorta di verbalizzazione globale ci ha dato una spinta...Tocca a noi mantenere l'equilibrio.

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  16. grazie della spiegazione, ora è più chiaro il discorso che vuoi fare e sono pienamente d'accordo :)

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