lunedì 29 dicembre 2008

L'Italia di oggi

Non credo sia il tempo di convincere qualcuno a cambiare idea politica, o a pensare di mutare voto. Non credo sia il tempo di cercare affannosamente il nuovo o il meno peggio sino a quando si andrà incontro a una nuova delusione. Ma sono convinto che la cosa peggiore sia attaccarsi al triste cinismo italiano per il quale tutto è comunque marcio e non esistono innocenti perché in un modo o nell'altro tutti sono colpevoli. [..] La percezione che il paese stia affondando la hanno tutti, da destra a sinistra, da nord a sud. E come in ogni momento di crisi, dovrebbero scaturirne delle risorse capaci di risollevarlo. Il tepore del "tutto è perduto" lentamente dovrebbe trasformarsi nella rovente forza reattiva che domanda, esige, cambia le cose. Oggi, fra queste, la questione della legalità viene prima di ogni altra. Credo che sia giunto il tempo di svegliarsi dai sonni di comodo, dalle pie menzogne raccontate per conforto, così come è tempo massimo di non volersela cavare con qualche pezza, quale piccola epurazione e qualche nome nuovo che corrisponda a un rinnovamento di facciata. Non ne rimane molto, se ce n'è ancora. Per nessuno. Chi si crede salvo, perché oggi la sua parte non è stata toccata dalla bufera, non fa che illudersi.
Roberto Saviano

6 commenti:

  1. Se passi da me...non dimenticare di prendere una cosa...

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  2. questo posto chiamato "italia" se crolla porterà con sé anche chi l'ha distrutto, ne ha abusato ed ha reso schiavi coloro che hanno una delle più belle costituzioni (noi e solo sulla carta ancora.. da 60 anni) e non credo quindi che il vaticano possa vacillare, semmai si continua a spaventare il popolino, che sta come oggi da secoli, solo che ogni tanto si accende la lucina della realtà, tanto per non stare sempre nel buio delle illusioni che da millenni infondono nell'umanità.
    inutile parlare se non ci si libera e si diventa autonomi del tutto: noi qui in italia non lo siamo, e non solo per le mafie, ma per chi le ha create, e di certo non sono stati garibaldi e gli altri che ci credevano.
    italia? dov'è? mai esistita finora veramente, semmai illusa di essere una nazione, mantenendo invece tutto il peggio di piccoli regni.
    ciao bella, a presto, al nuovo anno (pure questo deciso da un papa, gregorio..), stai bene e leggiamoci pure un po' di storia, oltre ai libri di "mafia", bacione laura

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  3. @il viandante: grazie mille, scriverò presto un post :)

    @blindsight: il post è lo stralcio di un articolo di Saviano che credo parlasse del "qui ed ora". Mi ritrovo pienamente d'accordo con lui... il problema della storia è che da essa le persone (il popolino - comprese noi due ;) non imparano nulla: ne è la prova che la storia si ripete sempre. Allora, forse, dico forse, per cambiare è meglio puntare sul "qui ed ora".
    Se vuoi leggere l'articolo intero di Saviano, riporto l'indirizzo La corruzione inconsapevole che affonda il Paese, rende meglio l'idea degli "stralci" estrapolati da me.
    Italia un Paese? Non so, mio nonno aveva un forte senso della Patria... ma questo non vuol dire che ci fosse una vera Nazione!

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  4. Ecco, per "agire nel qui ed ora" io intendo anche questo

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  5. C’è veramente da incazzzzzzzzzarsi, soprattutto con questi nostri immeritevoli, assai indagati, assai corrotti, immorali uomini politici che tutto fanno fuorché aiutare il prossimo.

    E' drastico è inammissibile quello che sta succedendo nel nostro paese come in tutto il mondo, penso che quasi è necessario ribellarsi per scacciare questi pochi ed insani uomini che di umano hanno poco o niente.

    Una rivoluzione di pensiero sarebbe di non andare più a votare per nessuno per che alla fine chi abbraccia quel filone politico di sicuro è per uno scopo molto assai egoistico e di potere.

    Forse è proprio quello che vogliono una guerra civile per impinguare i loro tornaconti?

    Ma di sicuro si sono scordati che esiste una giustizia, che non è umana, non è terrena a cui nessuno può sottrarsi, neanche quella chiesa che cerca illusoriamente e volutamente di assolvere tanti peccati.


    Mario

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  6. @Mario: sono d'accordo con te: alla resa dei conti, non vorrei essere nei loro panni per tutto ciò che potevano fare (grazie alla posizione che ricoprono) per noi e non l'hanno fatto.
    Proprio l'altro giorno riguardavo "Spiderman" e, mi risuona la frase dello zio che diceva "Un grande potere richiede una grande responsabilità". Nel caso dei politici il potere è dato dalla posizione e dai soldi...ma è pur sempre un grande potere. E, le responsabilità? Ci sono, sono grandi e tante e non ne stanno perseguendo neanche una. Prima o poi questo ricadrà su di loro.
    I grandi imperi sono tutti caduti: Maia, Egiziani, Impero Romano...

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