giovedì 20 marzo 2008

Feti umani nelle creme antirughe


Un’altra voce si alza in favore del boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino.
Filippo Facci, in una nota in prima pagina de “Il Giornale”, coglie l’occasione di attaccare le Olimpiadi riaprendo la raccapricciante questione dell’utilizzo dei feti umani per la produzione di collagene.

L’argomento è stato oggetto nel 2004 di una inchiesta-shock del quotidiano britannico “The Guardian”, in cui oltre al macabro utilizzo dei feti nell’industria cosmetica cinese (in particolare per la produzione di creme antirughe) veniva denunciata anche la pratica di estrarre collagene dalla pelle dei cadaveri dei condannati a morte.

Tale “abitudine”, che i funzionari in Cina considerano “tradizionale”, spiega l’anomalo contenimento del costo del collagene prodotto nella Repubblica “Popolare” (solo il 5% del prezzo di quello estratto in Occidente), nonché la grande quantità di organi umani a disposizione della medicina cinese e del traffico internazionale: dal grembo materno alla tomba - è proprio il caso di dirlo - il corpo dei cittadini cinesi appartiene allo Stato, che ne usufruisce come meglio crede.

Le pratiche disumane derivate dalla politica del “figlio unico” (aborto praticato fino al nono mese, infanticidio, ecc.) e l’altissimo numero di condanne a morte non fanno temere crisi nel settore dell’estetica:
feti e cadaveri provenienti dalla Cina occupano i banconi delle nostre profumerie nell’assoluta ignoranza dei consumatori.

Le autorità cinesi, dal canto loro, raccomandano “riservatezza” ma non condannano.
Ha ragione Facci a scandalizzarsi della condiscendenza italiana verso una Nazione che, macchiandosi di simili nefandezze, si permette anche ingerenze nella nostra agenda diplomatica, che minaccia ritorsioni per l’accoglienza al Dalai Lama e che, in quanto “paese in via di sviluppo”, riceve ogni anno 250.000.000 di Euro di finanziamenti in soldi pubblici.

Fonte

A volte assieme alle creme , “ci scappa” di comprare, più di un prodotto Made in Cina, perchè costa poco…

Giocattoli Killer

Fabbriche prive di licenza che imbottiscono gli animali giocattolo con rifiuti infetti - cotone, carta straccia, sabbia e buste di plastica - senza sterilizzarli.

Sono stati ritirati dal mercato il “Bindeez” e la sua versione statunitense “Acqua Dots”, accusati di contenere una sostanza tossica. Il gioco “Bindeez” consiste in centinaia di palline colorate che si incollano con l’acqua per fare dei mosaici.

Questi grani si trasformano in GHB (gamma idrossibutirato), elemento chimico che compone il principio attivo di molte droghe sintetiche. Da alcuni esami di laboratorio è risultato, inoltre, che i giocattoli incriminati contenevano il butanediolo, che una volta ingerito può causare problemi respiratori, perdita di coscienza, attacchi di panico e perfino coma e morte (4).

Un milione e mezzo di giocattoli della Mattel “made in Cina”, con il marchio “Fisher Price”, sono stati ritirati dal commercio in tutto il mondo, perché verniciati con una sostanza illecita, contenente piombo (5). Come sappiamo il piombo è un metallo insidioso, che una volta ingerito, viene immagazzinato nelle ossa, ma che agisce soprattutto sul sistema nervoso centrale, provocando gravi danni cerebrali, come ritardi nell’apprendimento, dislessia, rallentamento dei riflessi (6).

Vernici ad alto contenuto di piombo sono state rilevate anche su diversi articoli, come le spirali di alcune rubriche e diari, secchielli e trottole della Locomotiva Thomas.

Altri giocattoli (tipo Barbie, Batman, Polly Pocket e molti altri) sono stati ritirati perché pericolosi per il facile distacco di alcuni magneti. Questi ultimi, se ingeriti dai bambini, possono provocare lacerazioni allo stomaco e all’intestino (7).

Sono stati analizzati alcuni giocattoli contenenti ftalati, sostanze plastificanti, la cui nocività è stata documentata su fegato, reni e sistema riproduttivo.

Alcuni biberon, risultati tossici, sono fatti con plastica di seconda e terza mano, contenente una quantità di una sostanza tossica, l’idrobenzene, in quantità doppia rispetto a quella consentita dalla legge. L’idrobenzene può provocare danni irreparabili al fegato e ai reni (8).

Anche nei vestiti per bambini sono stati trovati alti livelli di ammine aromatiche, sostanze cancerogene, che erano dieci volte superiori a quelli consentiti.

l’Australia ha ritirato coperte e pigiami per bambini aventi un elevato contenuto di formaldeide, che può causare allergie alla pelle, irritazione agli occhi e gola, problemi respiratori, asma e cancro. Ad aggravare la situazione, due bambini sono stati ustionati dai loro pigiami di flanella che hanno preso fuoco (9).

Alcune culle sono state ritirate dal mercato dopo la morte di due bambini. Infatti, sono costruite in modo tale da creare uno spazio nel quale un neonato può restare intrappolato e soffocare.

E poi vogliamo parlare degli elastici per capelli fatti con i preservativi usati, degli snack per ragazzi e dei succhi di frutta contenenti pericolosi additivi? Dei telefonini per bambini che danneggiano l’udito e dei televisori che danno la scossa quando si cambia canale? Dei bambini che rischiano di rimanere fulminati dalla “palla Strobo” e di quelli inghiottiti dai loro passeggini? (10)…
(1)-(2)-(3) quotidiano “LA STAMPA” del 19/8/2007(4) AsiaNews.it 8/11/2007(5) quotidiano “Repubblica” del 2/8/2007(6) quotidiano “Corriere della Sera” del 25/11/2007(7) quotidiano “Corriere della Sera” del 27/8/2007 e del 25/11/2007(8) “TGCOM” 31/5/2006(9) AsiaNews.it 22/8/2007(10) quotidiano “Repubblica” 10/01/2006

Fonte

Adesso lo sai
Grazie.
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI bambini scomparsi

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