domenica 24 febbraio 2008

Attenti: stanno spingendo per un ritorno alla pratica dell'elettroshock

L'elettroshock, o TEC (terapia elettro-convulsiva), è una tecnica per cui vengono procurate delle convulsioni ad una persona attraverso delle scosse elettriche al cervello.

In seguito alle scosse subite (da vedere sono veramente scene atroci), la persona subisce quella che viene definita "morte cerebrale": l'elettroencefalogramma è piatto come testimonianza dell'inattività cerebrale.

Alcune ricerche hanno dimostrato come la "morte cerebrale" induca la morte di molte cellule cerebrali che non torneranno più a vivere.

Le persone sottoposte alla 'tortura' non ricordano più niente nè del momento in cui hanno ricevuto il 'trattamento' nè di ciò che è accaduto prima.

Già questo per me significa che è una tortura:
è una tortura fare in modo che una persona non ricordi nulla di una parte della sua vita.
Tra l'altro questo mi fa pensare ai famosi 'traumi' che non si ricordano a livello conscio, ma che procurano molti problemi comportamentali alle persone che hanno subito un trauma.
Fa parte della pratica della tortura anche sottoporre un essere umano a un qualcosa che possa distruggere le sue cellule cerebrali e che possa indurre la morte cerebrale (anche se per pochi minuti).
Pensate che tipo di potere viene dato alle persone che la praticano: sembra quasi un rapporto sado-masochista.

Tra l'altro, le persone che vengono sottoposte all'elettroshock, non subiranno solo una 'seduta', ma 6 o addirittura 12 'sedute' praticate tre volte a settimana: il che equivale a distruggere completamente la mente, la pesonalità, la dignità di una persona, di un essere umano, pur malato che sia. Equivale a farlo morire non solo cerebralmente, ma anche nella sua più profonda natura, gli si uccide la dignità.

Del resto uno dei maggiori rischi, o effetto collaterale come lo si vuole chiamare, è proprio la morte reale della persona.

La perdita di memoria in moltissimi casi è permanente, non solo quella passata, ma si perde anche la capacità di memorizzare gli eventi a cui la persona parteciperà nel futuro.

In pratica, lo si trasforma in un essere senza passato e senza futuro. E questa, non è una tortura in piena regola?

Che potere assurdo che viene dato alle persone che la infliggono e ai parenti che decidono di far sottoporre il loro caro a tale pratica. Una responsabilità che mi sembra essere veramente sottovalutata.

Inolte, gli effetti positivi (che sarebbero una remissione dei sintomi della malattia - grazie che c'è una remissione: se si distrugge la persona si distrugge anche quello che di lei non ci piace) non sono 'per sempre', ma hanno una durata nel tempo. Ciò significa che prima o poi la persona dovrà essere ri-sottoposta a quella pratica, oserei dire primitiva, più e più volte nella sua vita, finchè magari non gli si 'frigge' del tutto il cervello.

Scusate il tono, ma mi chiedo di questo passo dove vogliamo arrivare, o forse in quale periodo storico vogliamo tornare.

Se dovesse tornare la pratica elettroconvulsiva come pratica utilizzata tra le tante altre (farmaci e terapie psicologiche varia), il passo perché queste vengano inflitte con facilità anche quando non sono necessarie è breve.

Il passo perché vengano inflette a bambini con disturbi generalizzati dello sviluppo, è breve.

Il passo perché vengano inflette a persone timide, isolate, con problemi di ansia, è breve.

Il passo perché vengano fatti degli esperimenti sugli esseri umani (negli orfanotrofi, nelle case di cura, negli ospedali, nei TSO, nei tossicodipendenti) è breve.

Tutte queste cose, questi esperimenti, questo modo di adoperare la pratica fuori da ogni controllo, già è successo in passato. E voi pensate che una promessa che tale abuso non accadrà è vera? Pensate che anche se faranno una Legge, qui in Italia non venga fatta in modo tale da poterla 'svicolare' in qualche modo? Viviamo davvero in un paese dove le promesse fatte vengono mantenute?

Leggetevi qualche libro di persone che hanno subito tale pratica, e avrete una vaga idea di quelle che hanno dovuto sopportare, ma veramente una idea vaga.

Pensate che pochi anni fa, la pratica dell'elettroshock veniva applicata anche ai bambini per curare l'enuresi notturna. Gli elettrodi venivano applicati nella zona del bacino e veniva inflitta una scarica dolorossissima. Tra l'altro senza la remissione del comportamento di mancato controllo degli sfinteri.

Beh, pensate che il bambino che ha subito questo possa crescere con un sano equilibrio psichico?

Pensate che le persone che hanno subito elettroshock, e non si ricordano un pezzo o pezzi interi della loro vita, possano essere sane?

Beh, vi sbagliate.

Pensate che dopo che avrete fatto sottoporre il vostro caro, magari depresso, alla terapia elettroconvulsiva, tutto torni normale nella vostra vita?

Beh, vi sbagliate.

Pensate che l'elettroshock possa guarire la malattia mentale?

Beh, vi sbagliate.

Pensate che possa portare a miglioramenti nella persona malata?

Beh, vi sbagliate.

E' soprattutto una questione di potere.

Potere che agisce sul dolore dei familiari che hanno in famiglia persone con problemi psichici.

Potere che agisce sulla difficoltà che abbiamo ad accettare la malattia mentale.

Potere che agisce sull'ignoranza (nel senso etimologico del termine) di persone semplici che si affidano al 'dottore'.

Potere che agisce sulla stanchezza di chi combatte ogni giorno contro tali malattie.

Potere che agisce sul desiderio di non voler nemmeno vedere, guardare, incontrare, chi che è malato.

Non vi sembra che sia una questione di potere? Basta solo guardare le immagini, le foto che ritraggono gli strumenti (sembrano strumenti di tortura), o come i medici attorno ai pazienti si 'atteggiano' proprio con aria di superiorità, guardate il loro portamento, il loro sguardo, come si muovono...

E' un ritorno allo 'stigma', al 'marchio'.

Tutto questo mi disgusta, e non poco.

Ps- leggete le testimonianze di Alda Merini, di Janet Frame, di persone internate nei campi di concentramento che hanno subito questo trattamento: non fatevi prendere in giro.
PS- altro articolo sul tema da leggere


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