mercoledì 12 dicembre 2007

Non ci sono parole!

15 commenti:

  1. Eh si una cosa veramente incredibile. é che una persona da solo un voto elettorale, mentre i politici vogliono MOLTI voti per muoversi. Si parla di elezioni anticipate, ma alle prossime, non dovrebbe andare a votare nessuno! Nemmeno una persona, allora si che si troverebbero la giusta paura e forse, dico forse, cambierebbe qualcosa.
    Bob

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  2. Un assenteismo totale, o quasi, alle alezioni credo che sarebbe un chiaro modo di dire 'stop' agli abusi.

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  3. Ciao :) so già che con quello che dirò mi bannerete dai blog per il resto dei miei giorni.
    Prima domanda che nasce spontanea: il padre di questa bambina dov'è? :(((
    Secondo: in questi casi la situazione non si risolve con un lavoro. Questa mamma non può lavorare se deve assistere la bimba. Per una donna diventa difficilissimo lavorare avendo figli senza "problemi"...figuriamoci in questi casi...sigh!!! la realtà è che non c'è tutela...i politici ok...ma non il sindaco o simili.
    Dovrebbe esserci una forma di tutela e previdenza stabilita con LEGGE. C'è ma è un palliativo. Oggi come sempre chi cerca lavoro, ha voglia di lavorare, ha la salute per farlo un lavoro lo trova, mi dispiace ma io la penso così. conosco tante donne e ragazze che con figli e un marito vanno a fare le domestiche. Per lavorare appunto.
    Concludo questo impopolare intervento dicendo: il lavoro si trova sempre basta avere la voglia e la possibilità di lavorare. con una bimba così ammalata come si può farlo?

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  4. E' possibile quello che tu dici, Lucy.
    Non c'è modo di sapere (almeno per me)se questa donna dice la verità o meno, però vorrei sottolineare, come anche tu espresso, che le famiglie che hanno un figlio in difficoltà sono lasciate sole, ma veramente sole.
    Comunque, credo che sia difficile giudicare..cara Lucy, con il tuo commento, cosa vuoi insinuare? E' una donna, sola, che sta cercando semplicemente aiuto.

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  5. Ciao Paola, col mio commento non volevo insinuare NIENTE, so che poteva esser capito in questo senso. E' difficile da spiegare ma per com'è messa (male) la società di oggi si riesce per assurdo a lavorare proprio quando si ha meno bisogno di farlo. Se c'è una situazione in casa come questa oppure una malattia invalidante il lavoro diventa quasi impossibile da trovare. Volevo però anche dire che non ci si deve aspettare che siano le autorità a trovarlo. Il compito dei politici (che non fanno) è quello di fare appunto delle politiche che proteggano anche queste categorie di persone. La madre di questa bambina potrà semmai trovare aiuto in associazioni che danno una mano a trovare lavoretti. Ti ripeto...come fa a lavorare e occuparsi della salute della bimba? un sorriso. Lucia

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  6. Conosco molte famiglie che hanno un figlio con handicap e spesso lavorano entrambi i genitori (il costo della vita è aumentato per tutti). Il figlio lo lasciano ai nonni, alla b.sitter o ad attività pomeridiane varie, proprio come funziona con i bambini normodotati.

    Un motivo ci sarà stato per cui questa donna è stata spinta a compiere questo gesto; è comunque una mamma con una figlia con un deficit permanente e...visto che come dici tu non è tutelata dalla Legge fittizia che nomini, ha il mio appoggio a prescindere dalle sue ragioni.

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  7. sono un amica d'infanzia di Ida, la conosco da più di vent'anni, fatta questa premessa vi informo che vi è una legge, la 104, che tutela i genitori con figli inabili, con orari,turni,permessi ecc.. e proprio per questo che lei viene discriminata, ha trovato tanti lavori, ma nessuno in regola, quindi nessuno che tutelava i suoi diritti

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  8. magari prima di dare giudizi è sempre meglio informarsi, la storia è assolutamente vera, altrimenti un beppe grillo non si sarebbe sicuramente scomodato!!
    saluti barbara

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  9. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  10. Un grosso 'in bocca al lupo' ad Ida e a sua figlia!

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  11. Speriamo che babbo natale gli porti qualcosa di buono, ma sono un pò pessimista sulla cosa.
    Volevo risp. al commento che hai cancellato, perchè molte persone, forse per mancanze loro, si basano troppo su altre persone e poi hanno da ridire su tutto. All'epoca di Gesù, hanno avuto da ridire anche su di Lui, figuriamoci se non si trova da ridire qualcosa su Grillo, che non è certo un Unto di Dio!! IO rimango grandemente sorpreso di certe cose!
    Per quanto rigurda il commento di Lù, non si è spiegata bene, e non è stata ben compresa la sosa, secondo me; in poche e semplici parole, una donna con una figlia così grave, dovrebbe stare ogni momento vicino a lei perchè la vita è incerta anche per chi sta bene, figuriamoci se ci sono grosse patologie. L'aiuto dovrebbe venire spontaneo da parte dei famigliari e normalmente dalle istituzioni. Ecco quindi che questa donna dovrebbe rimarcare e chiedere proprio questo, e non un posto di lavoro. Non si può generalizzare e dire che tante persone con figli andicappati lavorano, perchè i tipi di andicap sono molti e le situazioni diverse da caso a caso.
    Mi sembra che l'accorato appello di questa madre, sia dovuto più alla disperazione che ad altro, purtroppo, perchè una madre come priorità normale, dovrebbe avere quella di stare il più possibile accanto alla propria figlia ammalata e non quella di lavorare.
    Spero quindi che tutta questa mobilitazione, porti delle condizioni più serene, dove questa madre possa stare a curare la figlia, senza dover lavorare lontano da lei.
    Un lavoro al pc fatto in casa, sarebbe una cosa ottimale, secondo me; la lancio lì, senza pretese eh.
    Bob

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  12. Sono tante le riflessioni che mi vengono in mente in seguito alle cose scritte da Bob:

    - cosa vuol dire ad esempio "stare in ogni momento vicino a lei?", perché se si dovesse tradurre nel fatto che una madre che ha un figlio con handicap debba passare 'ogni momento' della vita con lui, non credo sia materialemte possibile e credo che impazzirebbe dopo poco.
    E' inumano non avere uno spazio per se stessi, e magari il lavoro può essere uno di questi spazi.

    - Perché si deve pensare che una madre in quanto tale (sia con figli normali che portatori di patologia) debba passare tutto il suo tempo con il figlio e non dedicarsi a se stessa?
    Le persone offrono ciò che sono agli altri, compresi i figli: se non si coltiva e non si protegge il proprio 'spazio' di crescita, secondo me si muore e si ha ben poco da offrire.

    - Rifletto anche sul fatto che i figli crescono, anche quelli portatori di una patologia, ed è fisiologico il momento della 'separazione' psicologica. Questa separazine fa bene ad entrambi (genitori e figli). Perché pensare che una coppia madre-figlia non debba arrivare a questa fase della vita a causa di un handicap?
    Troppo spesso perdiamo di vista il fatto che le varie fasi della vita, scandite anche dall'età, sono le stesse anche per chi ha un handicap e per le persone che li circondano. La separazione psicologica è sana anche quando c'è un handicap.

    - La priorità, piuttosto che "stare il più possibile con la figlia ammalata", credo che sia il prendersi cura di lei: e questo comprende veramente tante cose come la qualità della relazione e non solo la quantità di tempo, come il potergli offrire una vita dignitosa ecc. ecc.

    -...

    Comunque, il mio intento non era quello di dire o di far dire se il comportamento di questa persona è giusto o sbagliato, anche perché non credo che noi possiamo giudicare una cosa del genere già solo perché non stiamo vivendo quella situazione in prima persona, ma era quello di portare questo video come l'esempio di come la sociaetà non riesca a 'prendersi cura' delle persone in difficoltà ('disperate').

    Mi spiace se non ci siamo capiti bene: questi discorsi sono impegnativi ed è facile fraintendersi già di persona figuriamoci dal blog ;)

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  13. Salve Paola e salve a tutti, mi dispiace che le mie riflessioni abbiano scatenato questo dibattito che per come viene portato aventi non ci sta chiarendo le idee perchè ho rischiato di passare per cinica e poco sensibile. Ti assicuro che sia per il mio lavoro che per esperienza diretta conosco queste situazioni. Ho lavorato prima come avvocato, poi ho avuto esperienza con chi i lavoratori li dovrebbe tutelare attraverso ispezioni (per poco sono stata ispettore del lavoro) ora lavoro in un ambiente un ente che ha fra le sue finalità precipue proprio quella di far incontrare i lavoratori con queste problematichce con i datori di lavoro. TI parlo dunque sulla base di fatti e non sulla base di emozioni (anche se non credere che sia una persona fredda perchè soffro di attacchi di panico da 10 anni..sigh).
    Le situazioni come quelle di questa persona sono giuste da denunciare ma secondo me è sbagliato mettere come priorità quella di un lavoro. Lei ribadiva che nessun politico l'ha ascoltata. ti ripeto, non l'ha ascoltata e non lo farà e non cambierà nemmeno niente con l'impegno di Grillo. La sua opera è lodevole ma si scontra contro la realtà dei fatti. La possibilità più concreta che si prospetta in questi casi - come ho già detto sopra - è rivolgersi ad una cooperativa che si occupa di queste problematiche.
    I datori di lavoro privati sono poco accomodanti con chi lavora e fa straordinari figuriamoci con chi deve assistere una bimba così grave. Credo che Bob abbia capito quello che volevo dire. Io lavoro e mi rendo conto che se avessi un bimbo (specie se con problemi) non potrei uscire di casa alle 8 e tornare alle 18 del pomeriggio perchè non sarebbe un ritagliarmi dei miei spazi ma sarebbe un togliermi la cosa per me più importante...vederlo crescere e i piccoli grandi momenti insieme che poi si perdono. HO una cara collega che ha avuto la bimba con la frebbe a 39 per diversi giorni. non è venuta a lavorare. questo lo puoi fare se capita una tantum ma se si ripete diventa un problema e ormai anche il settore pubblico si sta equiparando al privato in questo. ORMAI e purtroppo il lavore della produttività e del reddito ha preso il posto di altri valori più importanti. purtroppo.
    Lucy

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  14. E' vero, il guadagno e la produttività hanno preso il posto di valori molto più importanti: il potere del denaro ammalia, c'è poco da fare.
    Ed è anche molto probabile che in questo modo la signora in questione non trovi il lavoro, invece sarebbe più profiquo rivolgersi alle associazioni che tu dici...
    Vedrà lei...e le auguro il meglio che possa trovare per lei e sua figlia.

    Avevo capito quello che intendevi :) non credo che tu sia una persona insensibile ma anzi, credo che tu sia molto attiva e concreta, quindi operativa ed ecco il tuo suggerimento al rivolgersi ad associazioni che appunto 'operano' nel concreto...
    Volevo solo specificare meglio alcuni cocetti anche per altri che possono capitare a leggere il blog e ne ho colto l'occasione 'prendendo in prestito' le parole di Bob.

    A me piacciono le discussioni (pacifiche, ovviamente) perché permettono di farci conoscere meglio, di approfondire alcuni pensieri e di riflettere su aspetti diversi (ad esempio io non avevo pensato proprio alle associazioni che si occupano di trovare una occupazione ai genitori di bambini con handicap).
    Perciò non dispiacerti affatto: sei sempre la benvenuta!

    Un bacio e alla discussione del prossimo post ;)

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  15. Quando esiste una legge e tutti fanno finta di no e si voltano vigliaccamente dall'altra parte....

    Quando vigliaccamente non aiutano un caso importante come questo.

    Non credo che ci siano giustificazioni. Forse motivazioni non condivisibili ma giustificazioni ne dubito.

    Questo video testimonia ancor di più come le leggi in Italia a volte esistano anche ma nessuno le applica e nessuno soprattutto le fa rispettare come si dovrebbe.

    E' una vergogna.

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