Riflessioni sulle tecniche riabilitative per l'autismo


Scrivendo un articolo informativo per i genitori in cui vengono elencate le varie tecniche educative o riabilitative o abilitative (come le si vuole chiamare, ovviamente ogni termine presuppone un pensiero diverso!), mi sono resa conto che sono quasi tutte sovrapponibili.

Da ciò sono scaturite alcune domande che mi pongo e a cui non so dare una vera e propria risposta.
Ma, andiamo per ordine (per quanto possibile vista la vastità dell'argomento).

Prendendo spunto dalle "Linee guida per l'autismo - Diagnosi e interventi" della SINPIA, posso dire che gli interventi giucati migliori dalla società Italiana di Neuropsichiatria sono:

- Gli approcci comportamentali (ABA, Discrete Trial Training, il modello UCLA, interventi neocomportamentali, LEAP);
- Gli approcci evolutivi (Denver Model, DIR Model, TED, CHU - solo in Italia, rispetto a tutto il mondo, viene menzionata tra questi metodi la psicomotricità);
- Il programma TEACCH, come modello di presa in carico.

In Italia le famiglie che decidono di seguire un modello di intervento appartenente all'approccio evolutivo sono la minoranza, a confronto di una quasi totalità di famiglie che decidono di seguire approcci di tipo comportamentale.
Almeno questa è la tendenza degli ultimi 5 anni circa.
Si può sicuramente dire che in questo momento in Italia le tecniche comportamentali, soprattutto l'ABA, stanno 'sulla cresta dell'onda'.

Soffermo quindi l'attenzione agli approcci comportamentali (le altre domande le scriverò in un altro post più avanti, l'argomento è veramente ostico e vasto!).

Scrivendo l'articolo informativo di cui sopra, mi sono resa conto che si parlava di tecniche comportamentali molto tempo fa, ad esempio si può parlare del Metodo Portage come un metodo che utilizza tali tecniche. Trascrivo testualmente dal manuale di istruzioni del suddetto: "nella programmazione di uno specifico lavoro educativo [...] è prevista una precisa successione di tappe. Si inizia scegliendo un comportamento meta da raggiungere gradualmente attraverso la scomposizione nell'analisi del compito [...]. Le procedure di insegnamento prevedono: la riduzione progressiva dell'aiuto, il rinforzo, la concatenazione, criteri di masterizzazione". Il Metodo Portage è nato alla fine degli anni '60.

Sono le 'classiche' tecniche comportamentali dell'approccio ABA, eppure oggi il metodo Portage è rifiutato dalla maggior parte dei genitori e reputato 'vecchio'. Perché?

Anche il programma TEACCH prevede un momento in cui si debbano insegnare nuove abilità utilizzando delle tecniche strutturate (utilizzando il 'tavolino dell'apprendimento') e il rinforzo. Anche in questo programma si utilizzano le principali tecniche comportamentali.
Anche questo programa viene rifiutato. Perché?

Inoltre il Denver Model, che viene menzionato nelle linee giuda tra gli approci evolutivi, in altri libri viene invece descritto come un metodo che integra l'approccio comportamentale classico con quello neocomportamentale. Perché?

Nascono come funghi nuovi Metodi che utilizzano le tecniche comportamentali o una integrazione di queste. Non è certo facile per un genitore orientarsi in tutto questo marasma.

E gli esempi possono andare avanti letteralmente all'infinito.

Quello che mi rende più perplessa è:
- perché anni fa un metodo come il Portage non è stato preso in considerazione e tutt'ora non viene preso in considerazione, anche se segue uno degli approcci più in auge del momento?
- perché la continua 'nascita' di nuovi metodi che altro non sono che l'integrazione di tecniche comportamentali già presenti da decenni?

Tempo fa, ho visto il film di Truffaut "Il bambino selvaggio", un film del 1960 che racconta di Victor, un bambino trovato nelle foreste dell'Aveyron in Francia alla fine del '700.
Victor viene educato da Itard, un medico francese pioniere dell'educazione speciale.
Nel film si vede chiaramente che il medico francese utilizza tecniche comportamentali per l'educazione di Victor.
Sembra che questo si sia dimenticato e che le tecniche comportamentali nella riabilitazione si siano scoperte da un tempo relativamente recente. Perché?
Riflessioni sulle tecniche riabilitative per l'autismo Riflessioni sulle tecniche riabilitative per l'autismo Reviewed by Paola Romitelli on 20:16 Rating: 5

12 commenti:

  1. Ciao
    ho letto con interesse questo post... e mi costa ammetterlo ma non conosco molti dei modelli che nomini (ma meglio riconoscere la propria *ignoranza*, solo così si può rimediare ;)).
    sono però d'accordo con te sulle domanda che mi pare alla base di tutto: perchè cambiare modelli e non aggiungere, perfezionare quelli che ci sono?
    Potresti darmi qualche riferimento di letture in merito ai modelli dell'approccio evolutivo ad ex? Grazie mille!!!

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  2. Da quello che so il DIR Model è il 'padre' delle tecniche evolutive. I libri che preferisco in merito sono: "Bambini con bisogni speciali - Parte I e Parte II" di G. Fioriti Editore e "Trattare l'autismo. Il metodo del Floortime per aiutare il bambino a rompere l'isolamento e a comunicare" edito da Cortina Raffaello entrambi di S. Greenspan e S. Wider.
    Mi sono trovata bene anche con i due volumi di Gutstein e Sheely sul RDI (Metodo non menzionato dalle linee guida - chissàppoiperchè - me sempre evolutivo) "Svilupparele relazioni nei disturbi autistici" edito dalla Erikson.
    Gli altri approci evolutivi li conosco poco; ho trovato delle spiegazioni qua e là in vari libri sull'autismo e la riabilitazione, ma niente di più.
    PS- Peccato che non vivi a Roma, avremmo potuto unire le forze e lavorare insieme!

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  3. Grazie per le indicazioni bibliografiche, appena torno dalla settimana di ferie (non vedo l'ora di staccare!) e sistemo un po' di cose cerco di informarmi meglio su questi modelli :)

    hai ragione, se abitassimo vicine ci potremmo sicuramente unire :) non sai quanto mi piacerebbe!!

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  4. Dimenticavo: ben scritto e molto utile l'articolo che hai scritto!!

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  5. Nell'autismo, alcune volte, sono implicati metalli pesanti e tossici.
    Lavori dentali con amalgama della donna incinta, possono essere concause di autismo ed altre patologie importanti.

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  6. Se ne parla molto dell'intossicazione da metalli pesanti come causa dell'autismo, anche se, dicono, ancora non ci sono prove certe (le ricerche per ora danno esiti anche diametralmente opposti!!). Ormai quasi tutte le famiglie che hanno un bambino con autismo, seguono un protocollo che prevede l'espulsione di tali metalli dal corpo.
    Gli esperti di questi protocolli sono divisi su diverse questioni, una delle quali (che è la più delicata)mette da un lato chi crede l'intossicazione come unica causa dell'autismo (e questo porterebbe a guarigione dopo la cura!), dall'altro chi dice che c'è anche una componente genetica (che quindi non prevede una guarigione dall'autismo, ma un trattamento delle 'malattie' causate dall'intossicazione).
    Che ne pensate?

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  7. Mi sono resa conto che stiamo parlando delle cause invece che della riabilitazione!!
    Del resto l'argomento è vasto!
    Appena posso scriverò 'due righe' sulle cause, così possiamo parlarne meglio!
    ;)

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  8. Non sono uno psicologo. In una certa psichiatria non classica (Lowen, Grof, Lattuada) ci sguazzo dentro da paziente. Recentemente nel mio vagare mi sono imbattuto in un articolo sull'autismo
    http://www.webmd.com/brain/autism/news/20071203/report-fever-improves-autism-symptoms?src=RSS_PUBLIC

    Questo effetto della febbre sull'autismo mi ha lasciato un segno che non riesco a decifrare ma che trovo profondamente interessante seppur da ignorante!

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  9. Sono finalmente riuscita a leggere l'articolo da te segnalato.

    E' una patologia veramente particolare, questi bambini sono particolari.

    E' vero, non lasciano indifferenti.

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  10. Salve, sono la mamma di una bambina autistica di 6 anni
    Intervengo inserendo un commento perchè credo sia stato un peccato tralasciare uno degli interventi abilitativi-riabilitativi più efficaci e di produzione nostrana ... made in Italy 100%
    Parlo del INTERVENTO FONIATRICO INTEGRATO nell'autismo del dott. Massimo Borghese specialista foniatra ( http://www.massimoborghese.it/autismo.aspx )
    Il lavoro svolto dalla nutrita equipe del dottore in diverse sedi su tutto il territorio italiano è ottimo e il panorama dei risultati è davvero apprezzabile
    C'è bisogno di informare il più possibile anche e soprattutto sulle possibilità di casa nostra perchè purtroppo l'importato come dice la parola stessa viene trapiantato in questa nostra realtà Italia che non è nemmeno parente di USA, UK , nord Europa ecc...(ABA = consultant inglesi, norvegesi o americane )
    Beba

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  11. Conosco il motodo del Dr. Borghese, come anche altri che non ho nominato volutamente per la scelta fatta prima di scrivere questo post, di basarmi sui metodi descritti e riportati dalle Linee guida sull'autismo.

    Il post è stato scritto non per elencare tutte le metodiche che si applicano ai bambini con questa patologia, ma proprio per una riflessione sullo "spezzettamento" delle forze dei professionisti, tutti intenti a proclamare i loro metodi che altro non sono che rivisitazioni di metodi già esistenti da decenni.
    Ad esempio, le tecniche comportamentali erano praticate già da Itard nei confronti dell'educazione del piccolo Victor, il bambino selvaggio francese nel 1800

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