sabato 24 novembre 2007

Riflessioni sulle tecniche riabilitative per l'autismo


Scrivendo un articolo informativo per i genitori in cui vengono elencate le varie tecniche educative o riabilitative o abilitative (come le si vuole chiamare, ovviamente ogni termine presuppone un pensiero diverso!), mi sono resa conto che sono quasi tutte sovrapponibili.

Da ciò sono scaturite alcune domande che mi pongo e a cui non so dare una vera e propria risposta.
Ma, andiamo per ordine (per quanto possibile vista la vastità dell'argomento).

Prendendo spunto dalle "Linee guida per l'autismo - Diagnosi e interventi" della SINPIA, posso dire che gli interventi giucati migliori dalla società Italiana di Neuropsichiatria sono:

- Gli approcci comportamentali (ABA, Discrete Trial Training, il modello UCLA, interventi neocomportamentali, LEAP);
- Gli approcci evolutivi (Denver Model, DIR Model, TED, CHU - solo in Italia, rispetto a tutto il mondo, viene menzionata tra questi metodi la psicomotricità);
- Il programma TEACCH, come modello di presa in carico.

In Italia le famiglie che decidono di seguire un modello di intervento appartenente all'approccio evolutivo sono la minoranza, a confronto di una quasi totalità di famiglie che decidono di seguire approcci di tipo comportamentale.
Almeno questa è la tendenza degli ultimi 5 anni circa.
Si può sicuramente dire che in questo momento in Italia le tecniche comportamentali, soprattutto l'ABA, stanno 'sulla cresta dell'onda'.

Soffermo quindi l'attenzione agli approcci comportamentali (le altre domande le scriverò in un altro post più avanti, l'argomento è veramente ostico e vasto!).

Scrivendo l'articolo informativo di cui sopra, mi sono resa conto che si parlava di tecniche comportamentali molto tempo fa, ad esempio si può parlare del Metodo Portage come un metodo che utilizza tali tecniche. Trascrivo testualmente dal manuale di istruzioni del suddetto: "nella programmazione di uno specifico lavoro educativo [...] è prevista una precisa successione di tappe. Si inizia scegliendo un comportamento meta da raggiungere gradualmente attraverso la scomposizione nell'analisi del compito [...]. Le procedure di insegnamento prevedono: la riduzione progressiva dell'aiuto, il rinforzo, la concatenazione, criteri di masterizzazione". Il Metodo Portage è nato alla fine degli anni '60.

Sono le 'classiche' tecniche comportamentali dell'approccio ABA, eppure oggi il metodo Portage è rifiutato dalla maggior parte dei genitori e reputato 'vecchio'. Perché?

Anche il programma TEACCH prevede un momento in cui si debbano insegnare nuove abilità utilizzando delle tecniche strutturate (utilizzando il 'tavolino dell'apprendimento') e il rinforzo. Anche in questo programma si utilizzano le principali tecniche comportamentali.
Anche questo programa viene rifiutato. Perché?

Inoltre il Denver Model, che viene menzionato nelle linee giuda tra gli approci evolutivi, in altri libri viene invece descritto come un metodo che integra l'approccio comportamentale classico con quello neocomportamentale. Perché?

Nascono come funghi nuovi Metodi che utilizzano le tecniche comportamentali o una integrazione di queste. Non è certo facile per un genitore orientarsi in tutto questo marasma.

E gli esempi possono andare avanti letteralmente all'infinito.

Quello che mi rende più perplessa è:
- perché anni fa un metodo come il Portage non è stato preso in considerazione e tutt'ora non viene preso in considerazione, anche se segue uno degli approcci più in auge del momento?
- perché la continua 'nascita' di nuovi metodi che altro non sono che l'integrazione di tecniche comportamentali già presenti da decenni?

Tempo fa, ho visto il film di Truffaut "Il bambino selvaggio", un film del 1960 che racconta di Victor, un bambino trovato nelle foreste dell'Aveyron in Francia alla fine del '700.
Victor viene educato da Itard, un medico francese pioniere dell'educazione speciale.
Nel film si vede chiaramente che il medico francese utilizza tecniche comportamentali per l'educazione di Victor.
Sembra che questo si sia dimenticato e che le tecniche comportamentali nella riabilitazione si siano scoperte da un tempo relativamente recente. Perché?

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