Tra un'ora, la follia

E' un libro che mi è piaciuto molto: si susseguono 19 racconti in cui Andreoli identifica delle storie che vanno ad essere inserite in una zona della psiche umana che qualcuno chiama "zona grigia" definendola come una zona in cui si cancella il confine fra la normalità e la follia.

Questo mi ha fatto riflettere: perché, esiste una zona dove la normalità si compenetra nella follia e, non si distunguono?!?

No, non per me! Se non si distingue la 'normalità' allora già non lo è più! E di sicuro non c'è niente di 'normale' nei racconti di questo libro. Sempre se come 'normale' si intende un comportamento corretto verso se stessi e verso gli altri, un comportamento che non lede l'integrità e la dignità di nessuno.

Non credo che sia questione di "zona senza confini", credo piuttosto che in questi casi si sia andati oltre il confine e si 'sguazzi' nella follia.

Che, poi, la follia si incontri nel quotidiano, è un'altra cosa.

Che, poi, spesso ciò che si reputa 'normalità' appartiene alla follia, è un'altra cosa.

Che, poi, la follia vissuta quotidianamentefa sembrare il folle meno folle, è un'altra cosa.

Che, poi, la cultura trasmette e in qualche modo approva, anche 'involontariamente', comportamenti folli facendoli sembrare normali, è un'altra cosa.

Che, poi, si compiono azioni da folli dicendo che 'non c'è niente di male' o trovando una scusa come giustificazione, è un'altra cosa.

Che, poi, sempre meno persone si scandalizzano davanti agli orrori della follia, è un'altra cosa.

Che, poi, si è sempre pià concentrati sul soddisfacimento delle proprie pulsioni anche a discapito di noi stessi e di altre persone (figli, nipoti, madri e padri, parenti vari, amici...), è un'altra cosa.

Sono tutte cose orribili, per cui invoco lo "scandalo"!
Tra un'ora, la follia Tra un'ora, la follia Reviewed by Paola Romitelli on 22:38 Rating: 5

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