mercoledì 22 aprile 2009

Green Generation Campaign

Oggi è l'Earth Day un giorno importante e destinato a sottolineare qualto le risorse naturali della Terra siano importanti e vitali. In tutto il Mondo si celebra questo giorno con manifestazioni, concerti e feste a cui partecipa all'incirca mezzo miliardo di persone.

In particolare l'Earth Day di quest'anno segna l'inizio di una campagna di sensibilizzazione (la Green Generation Campaign) per la ricerca verso un futuro dove si utilizzeranno al massimo le energie rinnovabili.

Per avere maggiori informazioni ed essere al corrente di tutte le attività orgenazzate sulla salute della Terra potete visitare il sito dell' Earth Day Network.

Per celebrare la giornata mondiale della terra National Geographic organizza una campagna di sensibilizzazione mondiale sull'eco - sostenibilità rivolta ai suoi lettori e telespettatori dal titolo 'quello che fai conta'.

Attraverso la musica, la presentazione di ricercatori e dei loro progetti e la partecipazione attiva a un progetto di forestazione del Comune di Roma, National Geographic Channel vuole rappresentare la voce di Roma e degli Italiani in questa importante ricorrenza internazionale.

Questa sera un grande concerto a impatto zero sull'ambiente con artisti italiani e internazionali sarà trasmesso da piazza del Popolo in diretta televisiva internazionale e in diretta radio nazionale.Tutto il mondo potrà inoltre seguire la manifestazione dal sito internet dedicato.Sul palco di Piazza del Popolo si esibirà Ben Harper con i brani inediti dell'album che uscirà il 24 aprile e la sua nuova band, Retentless7; a rappresentare l'Italia saliranno anche i Subsonica, per l'Africa la giovane cantante nigeriana Nneka, e Bibi Tanga & The Selenites, uno dei primi gruppi a firmare per la neonata etichetta discografica Nat Geo Music.

Sul palco si alterneranno ai musicisti alcuni ricercatori che presenteranno progetti ambientali sia italiani sia internazionali.

Anche Adriano Celentano presenterà 'Sognando Chernobyl', un video choc che verra' trasmesso alle 22.15 su Sky Uno e alle 23.50 su Nat Geo Music, mentre Fiorello, nel corso dello spettacolo al Palatenda di Piazzale Clodio, dedichera' ampio spazio all'evento. E ancora, sara' nelle radio da oggi Il Gigante, brano rock a impatto zero dei Rio, cantato insieme a Fiorella Mannoia con la partecipazione del comico Paolo Rossi.

Oltre alla musica il concerto gratuito romano dà anche l'esempio con la formula Impatto Zero®, un progetto promosso da Life Gate: l'anidride carbonica prodotta per mettere su l'evento verrà ripagata con nuovo ossigeno dagli alberi piantati in Costa Rica e i mille che verranno piantati a Roma, nella Riserva della Valle dell'Aniene.Anche la Nasa fornisce il suo contributo rendendo disponibili una serie di immagini spettacolari del pianeta riprese da bordo della Iss, la stazione spaziale internazionale orbitante.

Le immagini, ad alta definizione, saranno visibili in tre fasce orarie: dalle 12:00 alle 15:00 (ora italiana), dalle 18:00 alle 20:00 e dalle 22:00 alle 01:00 di giovedi. Ogni 90 minuti, la stazione effettua un giro completo attorno alla Terra e dalla Iss, ogni giorno, si possono vedere 16 albe e 16 tramonti.

Buon Giorno della Terra a tutti!!

(Fonte, fonte)

lunedì 13 aprile 2009

TAV: comoda, ma...

Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie.
Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la "grande opera" esiste una scia di "grandi disastri" che la segnala fedelmente.
L'abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico.
I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane.
Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno.
Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d'acqua.
Ma le cifre non sono niente.
Per farsi un'idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio.
Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre.
Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico. Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli.
La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l'inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C'erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla.
Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia OAS_RICH('Middle');
Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie.
Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere.
Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze.
E del Mugello a secco chi se ne frega. Paolo Chiarini, 30 anni, ingegnere ambientale, è cresciuto sui fiumi e, quando il Carza sparì di colpo un giorno di febbraio di 11 anni fa, fu il primo ad accorgersene.
Corse in Comune ad avvertire, ma gli risposero giulivi: "Per forza, non è nevicato". Capì subito che l'unica acqua che interessava gli italiani era quella del rubinetto, e fece l'unica scelta possibile: combattere da solo. Da allora Paolo ha battuto ogni rigagnolo e raccolto dati. Oggi ci fa da guida su questa strada partigiana. A Campomigliaio c'era la piscina naturale dei fiorentini. Poi è arrivata la talpa maledetta che ha "impattato" la falda e oggi sul greto resta solo un ridicolo cartello "Divieto pesca" e, a monte, uno scolo fognario a secco. Il Carlone era il paradiso dei pescatori.
Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta "Ciao, è stato bello". Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente.
Una finzione. S
opra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro.
Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s'è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte.
Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto.
A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s'infila sotto l'autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l'Appennino perde asprezza, l'orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso.
Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l'avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. "Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano".
A Sergio Pietracito hanno fatto di tutto. Gli hanno tolto l'acqua per gli animali, fatto franare il bosco, aperto crepe in casa, semidistrutto i frutteti con le polveri, terremotato il sonno con esplosioni, ventole al massimo, bip di cicalini, fischio di allarmi, rombo di tir in retromarcia. Poi, a cantiere chiuso, gli hanno ripristinato i terreni con zolle miste a cemento, plastica e ferri arrugginiti. Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali.
L'italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare.
La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria. Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un "trek" nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto "i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini". Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua "finta" in quota.
Dopo il crinale, il versante del Santerno ci sbatte davanti l'ultimo sacrilegio. Sul lato della Sieve avevamo censito pozzi defunti col nome di santi e beati. Qui, nell'abbazia di Moscheta, succede di peggio. Hanno rubato l'acqua santa.
La pieve, per riempire il suo secolare abbeveratoio rimasto a secco, deve farsi sparare acqua da Fiorenzuola. Sempre per quei maledetti ventidue minuti. Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi. Sopra, il sentiero dove un tempo Dino Campana andava a Firenze incontrando bande di musicanti e pescatori di fiume.
Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall'uomo. Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto? Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s'apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. E
d è solo il preludio dell'ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi.
Ora si procede solo a piedi, tra ghiaie terribili, guadi algerini, qui nell'Italia di mezzo a fine inverno. Tre anni fa Chiarini vide e fotografò vasche piene di pesci putrefatti. Da allora è morte biologica.
Querce cadute, polvere, vento, lucertole. Sotto, la galleria spara la sua traiettoria in un fondale umido carico di bitumi.
Qui sopra, il biancore abbacinante di un greto. La frazione di Castelvecchio - sopra l'ultima finestra della Tav in terra toscana - ha perso il suo acquedotto nel '98. Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo.
Ma per metterci quale acqua?
Con quale canalizzazione?
Cementificando gli impluvi?
Ricoprendoli di resine?
Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore?
La parola catastrofe non basta.
Il viaggio è finito.
"Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa" brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. "Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo".
lunedì 6 aprile 2009

Quando dormire è come morire

Gli italiani dormono!


Dormono nel capire quando ci sono avvertimenti sismici tali da preoccupare chiunque.

Dormono quando l'unica persona con un po' di palle da dare l'allarme di una imminente forte scossa di terremono non viene creduta (parlo di Giuliani).

Dormono le persone che lo hanno denunciato per allarmismo.

Dormono le persone che continuano a fare polemica su di lui, uno che se ascoltato sarebbe diventato un salvatore.

Dormono le persone che non sanno accettare i propri limiti.

Dormono quando arrivano tre ore dopo a dare i soccorsi a chi è rimasto sotto le macerie.

Dormono quando dopo una scossa di tale intensità, nelle città vicine sono rimasti negli appartamenti, invece di scendere per le scosse di assestamento.

Dormono e non sentono, sono diventati sordi a tutto.

Dormono perché non hanno reazioni, di nessun genere.

Dormono quando chi ha reazioni viene preso per pazzo o per dissidente.

Dormono quando non si rendono conto che i capri espiatori portano anche il loro peso, le loro colpe e le loro mancanze.

Dormono e non si rendono conto di essere narcotizzati.

Dormono quelli che continuano a dire che era impossibile prevederlo, quando è evidente che qualcuno lo aveva previsto.

Dormono le persone che rifiutano gli aiuti provenienti dagli altri paesi (un aiuto non si rifiuta mai!)


Dormire è sano e vitale, ma in questo caso ha procurato la morte!


Una preghiera, dal profondo del mio cuore, alle vittime morte, ai loro cari e, a chi non ha più la propria casa.



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